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Abbazia di Sant'Albino
Abbazia di Sant'Albino
 
Ubicazione: L’abbazia sorge a poca distanza dal centro della città.
Datazione: V secolo.
Cenni storici: Fondata nel IV secolo da Gaudenzio, vescovo di Novara, l’abbazia venne, secondo la tradizione, ricostruita nel luogo che fu teatro della cruenta battaglia di Pulchra Silvia del 773, combattuta tra l'esercito franco di Carlo Magno e quello longobardo di Desiderio.
Presso il preesistente edificio, Re Carlo ordinò di porre le spoglie dei suoi paladini Amil (Amelio) d'Alvernia e Amis (Amico) di Beyre morti in battaglia. Nel 774 venne dotata di un collegio canonicale dal celebre abate Alcuino Albino, divenendo ospizio per i pellegrini britanni e francesi che percorrevano la Via Francigena e qui sostavano in preghiera sulla tomba dei due eroi (di cui i trovatori narravano le vicende nelle chansons de geste, popolari nelle corti medievali).
Il monastero venne trasformato nel 1464 da papa Pio II nella "commenda" di Sant'Albino, soppressa a sua volta nel 1799, quando il convento divenne azienda agricola.
Aspetti artistici: Nel suo aspetto attuale si fondono lo stile rinascimentale, evidente nella facciata e nella navata (ricostruite dopo un crollo, avvenuto nel 1539, che guastò gran parte della Chiesa), e lo stile romanico, ben riconoscibile nell'abside e nel campanile.
La facciata, in cui ancora affiorano tracce di decorazione, caratterizzata da un bel protiro (piccolo portico) a sei colonne, sul cui lato Sud è addossato un fabbricato rurale, forse parte dell'antico convento.
Sul fianco destro della chiesetta i resti del chiostro e di alcuni edifici facenti parte dell’antico cenobio: bellissima, in particolare, l’elegante una monofora gotica trecentesca in cotto, decorata da motivi agresti.
L’interno, a navata unica, conservati interessanti affreschi, tra cui tre eseguiti nel 1410 da Giovanni da Milano (sulla parete destra del presbiterio e su parte del muro absidale) e raffiguranti Sant'Antonio Abate, riconoscibile dal maialino che gli sta ai piedi, il Battesimo di Gesù e Madonna in trono con Sant'Albino, Sant'Agostino e San Giacomo.
Pregevole anche il paliotto dell’altare in mosaico di scagliola.

La parete sud del presbiterio oltre agli affreschi presenta una serie di mattoni su cui si notano le incisioni lasciate dai pellegrini per ricordare il loro passaggio: la data leggibile più antica risale all'anno 1100.
Curiosità: Il complesso abbaziale (inclusi gli affreschi), che versava in gravissimo stato di degrado, è stato restaurato dal Comune di Mortara negli anni 1999-2000 usufruendo di fondi del Comune stesso, della Fondazione Cariplo e del Ministero dei Lavori Pubblici (Giubileo 2000).
Recapiti
Frazione Casoni di Sant'Albino.
Mortara (PV)
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