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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 9964 del 20 luglio 2011 (3375) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sesso e paura al cinema, a Pavia
Sesso e paura al cinema, a Pavia
We want sex per Cinema Sotto le Stelle 2011 giovedì 21 luglio alle 9 e mezza come al solito al Vittadini.
Nigel Cole, il regista di questo film, ci racconta la storia di Rita O'Grady. 1968, Dagenham, Essex. La fabbrica della Ford dà lavoro a cinquantacinquemila operai e a centottantasette donne, addette alla cucitura dei sedili per auto in un’ala fatiscente, dove si muore di caldo e, quando piove, entra l'acqua. In seguito ad una ridefinizione professionale ingiusta e umiliante, che le vorrebbe “non qualificate”, le operaie danno vita, con uno sciopero ad oltranza, alla paralisi dell’industria e alla prima grande rivendicazione che porterà alla legge sulla parità di retribuzione. Mai film più attuale di questo. Oggi. In italia. Nigel Cole è un regista dalla carriera fortunata. La sua produzione si basa sul dittico: tradizione inglese/cinema impegnato. Diritti e lavoro quindi. E con We want sex, questa commedia brillante, decisamente, mantiene la lodevole rotta.
Donne al lavoro, magari svestite per il caldo, ma con la forza e la consapevolezza di chi ha a cuore il proprio destino e quello delle proprie compagne.
 
Sabato 23 luglio si vedrà invece Inception, uno dei maggiori successi action/gialli della passata stagione,
Qui Christopher Nolan, il noto regista di Memento, sembra superare se stesso. E Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Tom Berenger e Michael Caine nello stellare cast, non lo fanno certo sfigurare. DiCaprio è Dom Cobb, il ladro più abile nel riuscire ad estrarre segreti preziosi dal profondo del subconscio umano. Ma Saito, un potentissimo industriale di origine giapponese, gli chiede, al contrario, di inserire un'idea che si radichi nella mente di qualcuno. Un sogno però raccontato in anticipo può trasformarsi in un incubo, e allora a noi non resta che guardare questo film, dall'inizio alla fine, con occhi, dentro e fuori, “spalancati e chiusi”.
 
Hereafter di Clint Eastwood, domenica 24 luglio riporta il discorso sui massimi sistemi: che cosa ci aspetta dopo la morte? Gli interpreti Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard e George McLaren ci terranno col fiato sospeso.
Marie Lelay, videogiornalista francese che sopravvive allo Tsunami passando attraverso un’esperienza di “quasi morte”. Marcus, il gemello “minore di dodici minuti” e più timido di una coppia di fratelli figli di una giovane tossicodipendente londinese, che deve cavarsela da solo. George Lonegan, un blue collar americano spinto a fare l’operaio da un destino di veggente che lui vive più come condanna che come dono.
Il tema della morte si mescola con quello dell’amore. Le esperienze della vita con ciò che vita non è più, o almeno non solo.
 
Martedì 26 luglio Barney's version, La versione di Barney da noi in Italia,film per il quale abbiamo purtroppo dovuto cacciare molte persone, a sala esaurita quest'inverno durante Indie, la rassegna di cinema dell'Università.
Paul Giamatti e Dustin Hoffman. E ho detto tutto, non vi pare? Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie del detective O’Hearne, convinto da anni del suo coinvolgimento nella scomparsa di Boogie, amico vizioso e scrittore dotato. Dopo l’uscita del libro di O’Hearne, che lo accusa di omicidio e di ogni genere di bassezza, Barney si decide a dare la sua versione dei fatti, ripercorrendo la sua educazione sentimentale e la sua vita fuori misura, consumata nell’Italia degli anni Sessanta e perseverata in Canada. Errori e bassezze. Eroismi e gratuità. Questa è la vita di Barney, Queste sono le nostre vite.
L’ordinarietà di Barney è la nostra ordinarietà. Ecco l'enorme grandezza di questo sincero, piccolo, sentito, passionale biografico film.
 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 20/07/2011 (9964)

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