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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 9961 del 19 luglio 2011 (4648) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Salvatore Cuschera: da Tromello alla Biennale
Salvatore Cuschera: da Tromello alla Biennale
Artista legato al linguaggio scultoreo, Salvatore Cuschera partecipa alla 54 Biennale d’Arte di Venezia con Infinita dimensione, esposta al Padiglione Italia, fino al 27 novembre 2011.
 
L’opera monumentale in ferro forgiato saldato e patinato, collocata nei Giardini dell’Arsenale e realizzata appositamente per questa occasione, si fa portavoce della poetica dell’artista e dello studio approfondito che egli rivolge alla materia.
Il rapporto con essa e la padronanza con la quale riesce a modellarla, rappresenta un aspetto fondamentale del suo linguaggio artistico, volto a restituire alla materia una nuova possibilità di vita.
 
La natura è per Cuschera inesauribile fonte di ispirazione: la profonda fascinazione che l’artista subisce da parte di ciò che lo circonda viene da lui rielaborata e tradotta in opere.
Luce, aria, materia sono concepiti come elementi imprescindibili, così come il volume, lo spazio e la relazione che s’istituisce fra essi. L’artista forgia imponenti masse di ferro grezzo e le rende parlanti, sculture caratterizzate da geometrie originali, da un forte equilibrio dei pieni e dei vuoti, dalla combinazione perfetta di volumi, netti, definiti ed essenziali.
Proprio in queste caratteristiche è contenuta la poetica di Cuschera, legata al tema della specularità e degli opposti: luce e ombra, pieni e vuoti, spazi aperti e spazi chiusi. La loro analisi tende alla ricerca di una dimensione più elevata: il raggiungimento dell’equilibrio e dell’armonia.
 
Infinita dimensione (cm 260x350x440 cad.) è un’opera estremamente esemplificativa di questo concetto, i due elementi speculari sono rappresentativi di un dualismo che si estende alla natura, alla terra e al cielo, al buio e alla luce, che riportano ad un gioco di opposizioni armoniche ed equilibrate, che raccolgono e sprigionano una primordiale energia.
In questa direzione sono da leggersi tutte le opere speculari fra cui ricordiamo: la coppia di sculture Girone di ferro e Orizzonte degli eventi 1 e 2.
Caratterizzate da superfici lisce, metalliche, dimensioni spesso imponenti, le sculture di Salvatore Cuschera sono di forte impatto simbolico e sovente ricordano per struttura e forma le sculture religiose totemiche dell’Africa e dell’età primitiva.
La creazione di sculture non è limitata all’utilizzo del ferro. L’artista lavora anche la creta considerando i due materiali apparentemente diversi, ma allo stesso tempo complementari, il fuoco agisce sul ferro ammorbidendolo e sulla creta indurendola.
 
Il ferro ha il colore dentro di sé – afferma l’artista –, lo porta dentro e viene alla luce con il fuoco, a volte vorrei fermarlo. E invece la terracotta è un mistero, rimane un mistero perché la finitura definitiva è invisibile… Ogni scultura per me è come un racconto, una visione della vita”.
 
Salvatore Cuschera nasce nel 1958 a Scarlino (Grosseto). Dopo essersi trasferito insieme alla sua famiglia in Sicilia, si sposta a Milano e si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Nel corso della sua carriera ha esposto con mostre personali presso la Galleria Lorenzelli, la Fondazione Mazzotta, la Fondazione Arnaldo Pomodoro e la Galleria Vismara (tutte in Milano) e ha partecipato a esposizioni collettive di cui si ricordano: I Atelier del Mediterraneo a Gibellina, Cinquepercinque al Museo della Permanente di Milano,
Hanno scritto di lui: Giuseppe Appella, Guido Ballo, Claudio Cerritelli, Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni.
Attualmente lavora tra Milano e Tromello in Lomellina.
 
 Informazioni 
 

Comunicato Stampa

Pavia, 19/07/2011 (9961)




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