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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 9927 del 7 luglio 2011 (2659) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ben Affleck a Pavia?
Ben Affleck a Pavia?
Tutto è possibile se parliamo di Cinema Sotto le Stelle, giovedì 7 alle 21.30 Ben Affleck sarà davvero e doppiamente a Pavia con il “suo” film The Town. Suo al quadrato visto che lo interpreta e lo dirige pure.
 
Boston, quartiere di Charlestown. La carriera sportiva di Doug si interrompe presto. Amicizie sbagliate e l’eredità di un padre criminale impongono al giovane la strada della malavita. A capo di una banda di ladri, deruba i caveau delle banche più prestigiose della città. Tutto funziona fino a quando, durante una rapina, il suo vecchio amico Jem decide di prendere in ostaggio, per poco tempo, Claire, la direttrice dell’istituto. Dopo la liberazione Doug la insegue per capire le sue abitudini. Per porre le basi di un’improbabile quanto imprevedibile storia d’amore. Almeno fino a quando le bugie non verranno svelate...
 
La città come luogo di scontri tra legalità e delinquenza è un topos del cinema americano. E l’attore/autore Ben Affleck, qui alla seconda prova come regista, sfrutta la tradizione e aderisce ai codici del genere senza andare alla ricerca di un’ostentata quanto finta originalità.
Un buon film, una storia classica, un vilain dall’animo buono, coraggioso e romantico, muscoloso e dolce. Un buon thriller allora, e non solo per il pubblico femminile.
 
I maschietti d’altronde si prendono la loro rivincita sabato 9 (stessa ora) con Il cigno nero di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey e Winona Ryder nel cast.
 
Darren Aronofsky ed il suo ultimo film. Natalie Portman e Vincent Cassel che lo interpretano aiutati da un’odiosissima Barbara Hershey e da una quasi irriconoscibile Winona Ryder. Un thriller mozzafiato non soltanto per il suo originale racconto, ma soprattutto per la grande classe, che lo mette in scena.
Dopo Wrestler ed il Leone d’oro, dopo Pi Greco e il culto dell’ambiente indie, dopo Requiem for a dream ed il successo del pubblico più trasgressivo, è questo il capolavoro che aspettavamo dall’enfant prodige della nuova Hollywood? Vedere per credere.
 
Dopo la danza, la fede: domenica 10, sempre al Vittadini, Uomini di Dio, regia di Xavier Beauvois, sceneggiatura di Etienne Comar.
 
È “il bello di credere”. Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2010.
Negli anni ‘90, in un villaggio isolato tra i monti dell’Algeria, otto monaci cistercensi di origine francese vivono in armonia con i loro fratelli musulmani. Tuttavia quando un attacco terroristico sconvolge la regione, la pace e tranquillità che caratterizzavano la loro vita verranno cancellate. La violenza e il terrore, la guerra civile ed il bivio impossibile per gli uomini di Dio: decidere se rimanere o ritornare in Francia.
Nel 2006, decimo anniversario della morte di sette monaci cistercensi in Algeria ad opera di un gruppo terroristico, i media in Francia riesaminano il caso.
Questo film lo riporta in auge in tutto il mondo.
 
Soltanto 4 milioni di euro (pensate a quanto costa da noi una puntata di Sanremo...) per un “film perfetto, unico”, dallo stile originale e privo di compromessi. “Coraggio, eroismo, altruismo, forza, solidarietà e le condizioni esistenziali di ognuno di noi, credenti e non”.
 
La settimana si chiude martedì 12 con Quella sera dorata di James Ivory con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg e Omar Metwally.
 
Omar Razaghi è un giovane dottorando iraniano-canadese della University of Colorado, fidanzato con l’ambiziosa e algida Deirdre, insegnante di letteratura straniera. La sua borsa di studio e la sua relazione sentimentale sono allacciate e vincolate alla stesura della biografia “da autorizzare” di Jules Gund, autore sudamericano morto suicida dopo il successo del suo unico romanzo. Impedito a proseguire nel progetto dal diniego dei Gund, è indotto dalla fidanzata a partire alla volta dell’Uruguay per incontrare gli eredi e dissuaderli, Omar si perderà ne “La città della sua ultima destinazione” come recita il titolo originale.
 
Imperturbabile, impeccabile, emozionante ed algido.
L’eleganza dell’ambiente, la bellezza delle immagini, il buon tempo antico. Avrete capito come si esce dall’impasse: vivi d’un fiato, osa sempre, ama totalmente. Soffrirai, certo, però non ti guarderai mai alle spalle per rimpiangere l’impossibile. E doveva insegnarvelo un film in una rassegna estiva?
 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 07/07/2011 (9927)

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