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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 9873 del 20 giugno 2011 (3925) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La Stanza della Duchessa
La Stanza della Duchessa
Immaginatevi se un oggetto appartenuto ad un personaggio storico potesse parlare e raccontarne la storia. Immaginatevi che grazie alle tecniche multimediali questo oggetto prenda vita. Immaginate e poi venite al Castello di Vigevano, al Museo della Calzatura dove domenica prossima viene inaugurato il primo spazio multimediale la cui protagonista assoluta sarà la pianella, calzatura di fine ‘400 ritrovata nel castello e che la tradizione popolare vuole essere stata indossata dalla duchessa Beatrice d’Este.
 
Studio Azzurro, che ha seguito la direzione artistica e la produzione di mostre quali “Fare gli italiani” a Torino, “Fabrizio de Andrè. La mostra” e, insieme a Euphon, anche del percorso multimediale Dentro L’Ultima Cena. Il tredicesimo testimone, da poco terminata a Vigevano, hanno curato per il Museo di Vigevano,  una videoinstallazione interattiva dove la pianella prende voce, trasformandosi in un “io narrante”, in grado di raccontarci la sua storia, quella dei suoi possessori e di coloro che l’hanno realizzata.
 
Utilizzando la luminosità delle immagini, la pianella porta sulla scena quattro differenti tematiche: la vita delle corti quattrocentesche e le sue sfaccettature attraverso gli occhi di una duchessa ‘modista’; il sapere artigiano e il tramandarsi dei segreti del lavoro manuale; il trascorso dei luoghi e l’evoluzione economica del territorio vigevanese; i sogni e le aspirazioni delle donne del tempo, fra emancipazione e glamour.
 
Un viaggio dunque attraverso immagini e parole che porteranno il visitatore dalla Vigevano di fine ‘400 ai giorni nostri, con la pianella come trait d’union tra passato e presente.
 
Dal 26 giugno le pianelle in mostra saranno due: quella originale di fine ‘400 (passato) e quella riprodotta per questa video installazione (presente), grazie alle sapienti mani degli artigiani vigevanesi, conosciuti in tutto il mondo per la loro capacità manifatturiera. È stata, infatti, riprodotta per la prima volta una pianella rinascimentale con gli stessi materiali, strumenti ed alcune delle fasi manifatturiere tipiche dell’epoca.
 
Un’occasione unica per assaporare le suggestioni di un’epoca passata attraverso un ambiente dove si incontrano storia, tradizione artigianale e tecnologia, il tutto arricchito da un allestimento (con ad esempio 8000 lamine color oro che ricoprono la parete) che richiama alla preziosità e alla ricercatezza proprie di una corte rinascimentale.
 
La stanza della Duchessa parte del progetto integrato Leonardo e Vigevano, ideato dal Consorzio A.S.T. (Agenzia per lo Sviluppo Territoriale), da poco più di due anni ha l’ambizione di promuovere Vigevano e il suo territorio dal punto di vista turistico, culturale ed economico.
Per perseguire tali scopi il progetto ha fino ad ora organizzato mostre, laboratori, esperienze multimediali, percorsi storico-ambientali, degustazioni e acquisto di prodotti agricoli, coniugando la valorizzazione dei beni culturali con la capacità attrattiva del territorio e di fatto unendo qualità degli eventi con la quantità di visitatori, ad oggi più di 170.000.
Il progetto La stanza della Duchessa, prima tappa di un percorso multimediale dedicato alle tracce che Leonardo ha lasciato su questo territorio, è stato fortemente voluto da Lions Club Vigevano Host e dal suo presidente uscente Massimo Martinoli che insieme al Consorzio A.S.T. (Agenzia per lo Sviluppo Territoriale), si è occupato della realizzazione del progetto. Nella serata di sabato 25 giugno Lions Club Vigevano Host e Consorzio A.S.T.  consegneranno all’Amministrazione Comunale, alla presenza del sindaco Andrea Sala, il primo spazio multimediale del Museo della Calzatura.
 
La pianella, antenata della zeppa - Le pianelle, le calzature caratteristiche del Rinascimento, che possono essere considerate le antenate delle zeppe, erano una specie di trampoli in miniatura, che superavano anche i 50 centimetri, e che servivano ad elevare le donne. Quest’ultime però nei casi più estremi non potevano più camminare da sole ma dovevano essere accompagnate dalla loro servitù che le sorreggevano.
 
L’origine di queste scarpe dai molti nomi (chopines, pianelle) possono essere fatte risalire al medio oriente e più precisamente venivano usate nei bagni turchi. Arrivate in occidente, a Venezia vennero dapprima indossate dalle prostitute e solo in seguito furono poi adottate dalle donne dell’aristocrazia veneziana.
Originariamente venivano usate per proteggere altre scarpe, da qui probabilmente la mancanza della parte posteriore. Più tardi furono usate sia per coprire altre scarpe sia per essere indossate da sole.
Da Venezia divennero di moda in tutta Europa dalla Spagna all’Inghilterra. In Spagna per esempio erano fatte di sughero e uno scrittore di fine 1400 si lamentava che non vi era abbastanza sughero in tutta la Spagna per soddisfare la richiesta di pianella. In Inghilterra, invece, dove Elisabetta I ne era un’appassionata, si scomodò persino William Shakespeare che in Amleto, così scrive “Ho udito dei vostri belletti, parecchio! Dio v’ha dato una faccia e voi ve ne fate un’altra. Voi saltellate e molleggiate…”, espressone che secondo gli storici della moda inglesi farebbe riferimento alle “chopine”.
Come le loro pronipoti, le scarpe con la zeppa, alcuni modelli in Spagna avevano un lungo nastro che veniva legato alla caviglia e al polpaccio.
Beatrice D’Este che divenne punto di riferimento per la moda della corte di Milano fece immediatamente sua questa moda.
 
 Informazioni 
Dove: Museo Internazionale della Calzatura - Castello di Vigevano
Quando: dal 26 giugno 2011, da martedì a domenica: 10.00-13.00 e 14.00-17.30
Ingresso: gratuito
Per informazioni e prenotazioni: Infopoint Castello tel. 0381/691636 (da martedì a venerdì: 10.00-12.00; sabato, domenica e festivi:10.30-12.30 / 14.00-17.00; e-mail: infopointcastello@comune.vigevano.pv.it
 

Comunicato Stampa

Pavia, 20/06/2011 (9873)




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