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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 9823 del 3 giugno 2011 (2272) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
IFFI, Innsbruck vs. Pavia?
IFFI, Innsbruck vs. Pavia?
Ci ricasco ogni volta.
Ma perché, perché continuo a fare paragoni?!
Eppure mi è difficile, impossibile non farlo.
 
Eppure non sono insoddisfatto di quello che sta succedendo da noi. Però tutte le volte che arrivo in questo pezzetto di Austria, che entro in questa “Pavia mitteleuropea”, che vedo queste tre sale impeccabili, dalla sontuosa Leokino 1, alla più piccola e raccolta Leokino 2, alla bohemien Cinematographe, tutte gestite da giovani e dall'amministrazione comunale, tutte in attivo con una programmazione super intelligente, non riesco a non pensare a quello che potrebbe essere Pavia, se ci impegnassimo tutti un pochino di più. O più semplicemente se a qualcuno forse, interessasse davvero.
 
Arrivo martedì sera e c'è Ninetto Davoli ad aspettarmi in sala. Parla di Pier Paolo Pasolini mentre sullo schermo scorrono La terra vista dalla luna, La sequenza del fiore di carta, e Che cosa sono le nuvole.
Tutto cinema nostro. Tutti film italiani, girati in Italia, restaurati in Italia, ma che a Pavia, per esempio io non sono mai riuscito a proiettare.
Il pubblico in sala è straripante. Non c'è posto neppure seduti per terra. E tutti sono attentissimi ai piccolissimi sottotitoli elettronici del tutto non commisurati alla folla che occupa il Leokino, la sala più grande. Eppure si pagano sette euro per entrare, eppure proprio i giovani in sala, gli studenti, sono la maggioranza, e si tenga conto che per strada invece -normalmente-non si vede un anima viva dopo le cinque di sera.
Come non pensare allora all'ultima serata di Sguardipuri011extra, frutto di una distribuzione capillare in città di più di 3000 programmini a colori e prodotti dal Ministero per la Cultura. In programma c'era Rachel, un film passato a Cannes di Simone Bitton, sulla storia della pacifista americana Rachel Corrie morta durante una manifestazione nella striscia di Gaza nel 2003.
Il tema è attualissimo, ricordate il drammatico epilogo della vicenda del nostro cooperante Vittorio Arrigoni, ucciso proprio il 15 aprile di questo stesso anno, proprio a Gaza? In sala c'è l'organizzatrice nazionale della rassegna, Chiara Boffelli, è giovane ed entusiasta, ed è venuta apposta a Pavia a presentare il film.
E come reagisce Pavia? A Santa Maria Gualtieri sono meno di venti le persone presenti alla proiezione, che è tra l'altro anche gratuita.
 
Eppure lo striscione di Sguardi Puri c'è da mesi in piazza Vittoria. Eppure gli “amici del cinema” che non vogliono che le sale si chiudano sono tremila a giudicare dalle firme. Eppure quando parli a qualcuno ti dice che sei bravo, che non devi mollare, che è giusto tutto quello che si fa per la cultura. Ma giusto per chi? Giusto come? E che le rassegne sono sempre superaffollate. Ebbene io lo chiedo a voi, ammesso che qualcuno questo articolo lo stia leggendo. Io vi chiedo: “Che fare?”.
Come possiamo rendere più efficace la nostra azione? E magari anche migliore questo mondo-città-ambito, che poi, detto tra di noi, sono tutti la stessa cosa?
Ed è chiaro che se poi mi chiedete l'amicizia su facebook io ve la do. Ma siamo proprio sicuri che l'amicizia sia quella cosa lì?
Rispondetemi se vi va. Io rimango in ascolto.
 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 03/06/2011 (9823)

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