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Pagina inziale » Università » Articolo n. 9808 del 27 maggio 2011 (1907) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
L'esperienza del Registrar
L'esperienza del Registrar
Unica donna dei tre principals della Corte penale internazionale all’Aja col ruolo di Registrar (“Capo della Cancelleria”), lucana di nascita, veneziana di adozione, padovana per studi di Giurisprudenza, già Pretore a Venezia e Roma, poi ancora Giudice della Corte d’Appello a Milano, Silvana Arbia è protagonista dell’incontro conclusivo della stagione di eventi 2010-11 promossi dal Collegio Nuovo.
 
A introdurla e dialogare con lei lunedì sera i proff. Ernesto Bettinelli e Carola Ricci dell’Università di Pavia.
 
Quando lavorava come Procuratore al Tribunale speciale per il Ruanda, si è trovata di fronte un’altra donna, Pauline Nyiramasuhuko, con ben diverso primato: quello di essere la prima donna, a livello di giustizia penale internazionale, accusata di genocidio e crimini contro l’umanità, nonché di complicità in stupro. La sentenza per la Nyiramasuhuko, peraltro all’epoca dei fatti Ministro della Famiglia (e dello “sviluppo della donna”!), è attesa per quest’anno.
 
A dare la misura dell’esperienza di Silvana Arbia basterebbe questo caso, per non citare quello del Sudan e del Congo ora al vaglio della Corte. È di questi giorni poi la richiesta del Procuratore Capo della Corte, Luis Moreno Ocampo, di spiccare un mandato di arresto internazionale per Gheddafi, uno dei suoi figli e il capo dei servizi segreti libici accusati di crimini contro l’umanità.
 
In questi contesti, quale il ruolo del “Registrar”? È il primo funzionario amministrativo, uno dei quattro organi della Corte (insieme alla Presidenza, alle Camere, all’Ufficio del Procuratore) che svolge un’attività di supporto anche giudiziario. Non solo si verifica il rispetto dei diritti dei sospettati e degli accusati, ma grande attenzione viene data anche alla protezione dei testimoni e alle vittime. Queste in particolare «per la prima volta nella storia della giustizia penale internazionale hanno la possibilità di partecipare ai processi e di richiedere risarcimenti. L’intento è raggiungere una piena giustizia dando voce diretta alle loro sofferenze», ha dichiarato la Arbia alla vigilia della prima Conferenza di revisione dello Statuto di Roma, in seguito al quale, nel 1998, nacque la Corte penale internazionale dell’Aja, cui aderiscono 114 Stati tra cui l’Italia.
 
Proprio per sottolineare l’esperienza di “insider” di Silvana Arbia, va ricordato che lei stessa partecipò, come membro della delegazione italiana alla Conferenza diplomatica di Roma, alla stesura di quello Statuto fondativo. E pensare che, come dice in un’intervista condotta lo scorso 8 marzo, raccontando dei suoi esordi: «All’epoca bastava avere l’accento meridionale per essere discriminata. I professori arrivavano a dirmi che provenivo dal centro dell’Africa. […] Nel mio lavoro ho cercato sempre la via più difficile, rinunciando a molte cose, ma ottenendo grandi soddisfazioni. Intanto vedevo le avvisaglie della giustizia penale internazionale che cominciava ad esistere. In quel periodo, a seguito della creazione del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, fu istituito il Tribunale penale internazionale per il Ruanda per i crimini perpetrati in Ruanda e il mio interesse era quello di contribuire. Così ho cercato i posti disponibili tramite Internet. La via ministeriale poteva essere semplice ma non per me, visto che non avevo legami politici. Ho ricominciato da zero. Era una sfida grandissima per una donna europea».
 
Dopo nove anni di esperienza come procuratore di casi relativi al genocidio del 1994 in Ruanda, la decisione di dare il suo contributo alla Corte penale internazionale, con molte altre sfide nuove. Da crederle, considerate anche le numerose regioni del mondo tenute sotto osservazione dalla Corte penale internazionale: Afghanistan, Colombia, Corea, Costa d’Avorio, Georgia, Guinea, Honduras, Nigeria e Palestina. Guinea, Honduras, Nigeria e Palestina.
 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo, via Abbiategrasso, 404 - Pavia
Quando: lunedì 30 maggio 2011, alle 21.15

 

Comunicato Stampa

Pavia, 27/05/2011 (9808)




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