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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 97 del 30 ottobre 2002 (1933) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dolce morte...
Dolce morte...

Un lungo fine settimana il prossimo: tre giorni di festa tra visite al cimitero per appuntamenti musicali, ai vivai per scegliere colorati crisantemi, oppure immersi nella natura magari in cerca di castagne e funghi, o avvolti in caldi piumoni all'insegna dell'assoluto riposo.
Insomma il 1 novembre è una festa dai tanti significati sia sacri che profani, oltre che essere la prima occasione di vacanza dopo l'estate....

Avete mai fatto caso ai quanti dolci che, come dire, si ''ispirano'' alla festa dei morti?
Pan dei morti, ossa dei morti, fave dei morti, giusto per citare i più "gettonati".
Un modo come un altro per esorcizzare la morte oppure tradizione che ha un "suo perché"?

La risposta , forse, è racchiusa nel fatto che la ricorrenza della festa dei defunti è la prima festa del calendario agronomico e coincide con il tempo della semina: quasi a voler sottolineare lo stretto legame tra chi è sottoterra e chi è sulla terra nell'atto di cospargere semi per creare una nuova vita.
Addirittura un tempo, affinché il defunto potesse godere dell'"esuberanza vitale" ed essere partecipe alla festa si banchettava accanto alle tombe...

 
 Informazioni 
 

Delia Giribaldi

Pavia, 30/10/2002 (97)

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