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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9660 del 12 aprile 2011 (3910) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Guido Bolzoni: Happening
Guido Bolzoni: Happening
Ed eccoci ad una nuova puntata della nostra “Caccia al Tesoro” in cui, questa volta, il tesoro è rappresentato dall’unico disco inciso, come solista, da un cantautore pavese, di cui oggi pochi si ricordano: Guido Bolzoni.
 
Nativo di Termoli ma pavese d'adozione per il tempo necessario (per altro volutamente dilatato) al conseguimento di una laurea in Medicina, Bolzoni è stato non solo musicista e compositore ma soprattutto perno di un microcosmo di personaggi, legati alla musica e no, che da lui sono stati influenzati sia sul piano musicale sia su quello culturale. Persona dotata di un notevole carisma, riuniva la sua piccola corte nel suo appartamento in interminabili convivi notturni durante i quali si ascoltava e si faceva musica, si parlava di letteratura e d'arte, riuscendo però a non prendersi troppo sul serio e a non cadere nell'errore tipico di quelli anni (68/74) di ritenersi i veri ed unici depositari delle verità svelate e della controcultura. Dal punto di vista musicale, Bolzoni era combattuto tra l'amore per i cantautori classici (Paoli, Tenco, De Andrè, Dylan) e le stralunate visioni musicali di gruppi quali i King Crimson, i Roxy Music, i Pink Floyd e i Jethro Tull.
 
Quelle che ne scaturirono furono canzoni decisamente fuori dal normale con musiche rock/pop decadenti; i testi (a volte eccessivamente intellettuali) sono infarciti di citazioni letterarie e ricchi di tematiche che riflettono un'interiore visione negativa della vita e un bisogno di autocritica, il tutto mascherato da un esteriore aspetto da gaudente. Favole ed incubi che concorrono a creare un mondo fantastico in cui Guido si immedesima nel protagonista e di cui, a volte, rimane prigioniero. Nel '68, dopo essere stato in tournè nel nord Europa con la compagnia di Dario Fo, incide un LP per la neonata etichetta discografica di Bruno Lauzi, la LUV. Il disco si intitola «Happening» e contiene 12 composizioni di Guido Bolzoni; ad accompagnarlo ci sono Carlo Perduca alle tastiere, Giorgio Cerasari alla batteria, Renzo Fontanella al basso e flauto.
 
Mentre scrivo queste righe, mi accorgo con sgomento che l’autore, il produttore e ben due su tre dei musicisti non sono più con noi, e me ne rattristo.
Nel 1971 il gruppo pavese dei Numi realizza un LP «Alpha Ralpha Boulevard» (in cui Guido stesso compare come cantante nel brano che dà il titolo al disco) con 7 canzoni di sua composizione; altri quattro brani (Rudy, Caravel, Una musica vae La Mia carrozza) verranno incisi qualche anno dopo da MINA (Rudy sarà riproposta anche in francese, dalla stessa Mina, con il titolo La chiromancienne ).
 
Qualche sporadica apparizione in concerto (al Teatro Fraschini di Pavia con alcuni ex-Numi, a Bologna all’Osteria della Dame di Guccini con l'accompagnamento di Vince Tempera, Furio Sollazzi (ma com’è che io ci sono sempre?) e Paolo Fabbri, alla Discoteca il Mulino della Frega) e poi più nulla. Nonostante le possibilità avute e le grosse qualità artistiche, non è riuscito a (o non ha voluto) sfondare e si è ritirato, menestrello un pò demodé, sul lago di Como dove ha svolto l'attività di medico sino alla sua morte, avvenuta prematuramente nel 1995.
Canzoni come Happening, Dottor Schweitzer, Girotondo, La vera storia di Ugo V che vide l’araba fenice e morì (dedicata ad un amico pavese, Ugo Canevari, che, per fortuna, gode di ottima salute), Il solitario ritorno di Valentino, restano fulgidi esempi di una scrittura “illuminata”, preveggente, di qualità altissima e mi piacerebbe proprio che il disco venisse ristampato. Per il momento potete ascoltarne qualche brano su UTube, dove, alcuni fans sconosciuti, hanno costruito dei video dedicati alla musica di Bolzoni.
A tale proposito, girellando sul web, mi sono imbattuto in un Facebook dedicato al mio amico cantautore scomparso e ho così scoperto che è stato fondato anche un Fans Club.
 
Vi riporto qui di seguito quello che ho scoperto, con piacere e sorpresa: “Per non dimenticare il fu Guido Bolzoni, grande e semisconosciuto cantautore di progressive rock pavese, autore di un unico album solista (Happening, 1969) e di importanti collaborazioni con i pavesi Numi (Alpha Ralpha Boulevard, 1971) e addirittura con Mina, per cui ha scritto Rudy (su una madre che uccide i suoi figli e poi si suicida, tema particolare per la cantante e l'epoca), Caravel e La mia carrozza. Quindi: una piazza per Guido, e un Guido Bolzoni Day una volta all'anno, in cui noi fan ci recheremo guidati da Fiorenzo il poeta (fondatore del GB fan club) in pellegrinaggio sulla sua tomba nel cimitero di Pavia!”.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 12/04/2011 (9660)

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