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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 960 del 7 aprile 2003 (1685) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ute Lemper But one day
Ute Lemper But one day

Considerata l'erede di Marlene Dietrich, cantante dal profondo temperamento drammatico, tedesca, ma cittadina del mondo, Ute Lemper torna in tournè per presentare il suo nuovo disco dal titolo But One Day.

Quaranta canzoni per un viaggio tra i grandi della musica contemporanea: la voce straordinaria e il talento interpretativo di Ute Lemper accompagnano il pubblico in un percorso che va da Jacques Brel a Kurt Weill, da Hanns Eisler a Astor Piazzolla, da Edith Piaf a Jacques Prévert, da Nick Cave a Elvis Costello, senza tralasciare Tom Waits, e tanti altri.

La carriera di Ute Lemper è stata fino ad ora straordinariamente varia grazie alla sua notevole versatilità che l'ha portata a coprire ruoli di attrice di teatro e di cinema, di cantante e di ballerina riscuotendo un notevole successo. E' stata universalmente applaudita per le interpretazioni delle Canzoni del Cabaret di Berlino, delle opere di Kurt Weill, della canzone francese e per le sue performances a Broadway e nel West End di Londra.

Lo spettacolo che ha tenuto a Pavia, al Teatro Fraschini, Venerdì 4 Aprile, nel rispecchiare lo spirito del nuovo disco, ha ripercorso l'intera carriera di questa straordinaria cantante.

Così le note inconfondibili di Moon of Alabama si sono alternate a quelle di Bilbao a Ne me quitte pas, Mourire à Buenos Aires o Oblivion tratte da Piazzolla, La vie en rose della Piaf e Les feuilles mortes di Prevert a But one day, la canzone che dà il titolo alla raccolta, scritta dalla stessa Lemper così come On Brecht, Little face (dichiarazione d'amore ai suoi figli) I surrender e Lena, una storia dedicata all'amica Orly Beigel, figlia di sopravvissuti all'Olocausto.

Lei ha un fascino notevole: assomma le movenze cabarettistiche e la complice ambiguità mascolina delle cantanti tedesche alla classe di quelle anglosassoni, la languida tristezza delle francesi alla passionalità delle cantanti latine.

Due ore di spettacolo passano in un attimo pur con un palco completamente spoglio, un semplice quartetto di accompagnamento (Uli Geissendörfer-pianoforte, Todd Turkisher-batteria, Regg Washington-basso, Mark Lambert-chitarra) una sedia, una bombetta e un boa di struzzo rosso sangue.

Lo spettacolo si chiude con Makie Messner e Lola di Weill e l'ultimo bis è Little Face.

Tutti contenti tranne uno o due eterni insoddisfatti che l'hanno trovata bravissima ma ''indecisa'' nel genere; non avevano capito che era uno spettacolo antologico e volevano trovare più ''ricerca e sofferenza''.

Imparassero almeno a godersi quello che gli passa sotto il naso!

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 07/04/2003 (960)

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