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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 9553 del 14 marzo 2011 (3294) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Metti un Indie nel motore: 15esima puntata
Metti un Indie nel motore: 15esima puntata

Eccola!
Quando tutto sembra perduto per la cultura cinematografica cittadina ecco la riscossa: INDIE#15. Fatti, non parole.
Una rassegna di cinema indipendente ma superpremiato a mostre e festival di tutto il modo che arriva davvero a movimentare il panorama della programmazione dei film a Pavia. Andare al cinema non vi attira più? Pensate che si spenda decisamente troppo per vedersi magari un brutto film?
E se vi dicessimo che c’è modo investendo 2 o 3 eurini a film di godersi in sala cinema che normalmente arriva solo nelle grandi città (chissà perché si pensa che i cervelli allignino soltanto sopra il milione di abitanti… questo non l’ho mai capito)?

Frutto del diuturno lavoro del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU, finanziata grazie alla Commissione esecutiva ACERSAT per le attività culturali e ricreative degli studenti dell’ateneo ticinense, in sala grazie alla collaborazione di Cie attività culturali e all’impegno di cinetica film club alla multisala Corallo Ritz, di Pavia è già andata in scena giovedì 10 marzo 2011 la prima serata, quella dedicata a quella Vita Agra che tutti ultimamente sembra stiamo vivendo. E, nonostante la qualità e a volte la difficoltà oggettiva della proposta ha registrato un tutto esaurito davvero consolante. Dalla Calabria verde e maestosa de’ Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, a La pecora nera di Ascanio Celestini, allo sconvolgente Biutiful di Alejandro González Iñárritu, la sala più grande della multisala, quella del Corallo, si è riempita di sguardi attenti ed intelligenti, tesi a non farsi sfuggire l’occasione di tre visioni così ghiotte.

Ora che cosa ci aspetta?
Prima di tutto giovedì 17 si salta: è giornata festiva e quindi dovrete aspettare giovedì 24 per godere ancora di film così “eccitantemente strani”. Il tema sarà Storia di vite e alle 20.30 si proietterà il primo dei due film della serata: L'esplosivo piano di Basil di Jean-Pierre Jeunet. Bazil e le armi. Ieri una mina inesplosa nel deserto marocchino gli uccide il padre. Oggi una pallottola vagante conficcata nel cranio lo minaccia ogni momento. Esce dall’ospedale, lo accolgono fantastici drop out da fiaba: il loro target sarà vendicarsi dei mercanti di morte. Dallo stesso autore del Favoloso Mondo di Amelie una favola moderna e mai stucchevole popolata di contorsioniste, uomini cannone, dattilografi e muti scultori di automi. Epico, affettuoso, ironico, esilarante.
Poi alle dieci e mezza La versione di Barney di Richard J. Lewis. Barney Panofsky è un uomo comune con una vita eccezionale. Un candido racconto, quattro decenni, due continenti, tre mogli, un padre stravagante e un migliore amico amabilmente dissoluto. L’abisso della cattiveria degli uomini. L’innamorato respinto, un ex cattivo infelice, la solitudine del povero Cristo. Biografico.

La festa continua giovedì 31 marzo con un titolo piuttosto ironico quale: Italia Oggi. Alle 20.30 Draquila – L’Italia che trema di Sabina Guzzanti. È il 6 aprile 2009, terremoto in Abruzzo. Poi la ricostruzione lampo, le polemiche, i centri storici abbandonati, gli scandali legati ai superpoteri della Protezione Civile e agli imprenditori, ridenti e corruttori. Una bomba troppo potente per essere sganciata da un solo, semplice film? Può darsi. Ma chi altro ci ha pensato nel frattempo? Inevitabile, satirico, di grande coraggio.
Poi alle 22.30 Videocracy - Basta apparire di Erik Gandini. Gandini nasce e cresce in Italia ma, appena può, si trasferisce in Svezia. Un film sul Bel Paese, una didattica per la nostra storia più recente, la ricetta per una videocrazia: come trasformare la televisione nella chiave per la conquista e la gestione del potere supremo? Evento Speciale alla 66ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, assolutamente non “un documentario contro Berlusconi”. Sarebbe catartico, lieve, ampiamente rassicurante. Al contrario un ritratto al vetriolo del paese in cui viviamo. Perché “…non mi spaventa tanto Berlusconi in sè, quanto piuttosto Berlusconi in me”, come diceva inascoltato il grande Giorgio Gaber. Cinema necessario.

La kermesse si chiude (ma è solo l’inizio, vedrete…) giovedì 7 aprile con l’impegnativo tema di Guerra alla guerra.
Alle otto e mezza proiettiamo Che fine ha fatto Osama Bin Laden di Morgan Spurlock, in cui l’autore, quello di Supersize me, tenta di coinvolgerci in un suo progetto molto poco realizzabile: scovare Osama Bin Laden. La sua motivazione infatti è più forte di quella della Cia e di tutti i servizi segreti occidentali: rendere più sicuro il mondo che accoglierà il figlio che sta per nascergli. Una riflessione sulla più importante vicenda del primo decennio del 21esimo secolo. Esplosivo.
Alle 22.30 infine come direbbe Bogdanovich, “l’ultimo spettacolo”: Lebanon di Samuel Maoz. Prima guerra del Libano, giugno 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana perde il controllo della missione. Potrebbe essere una trappola mortale. Quando il War Movie non racconta solo di eroi ansiosi di combattere e di sacrificarsi. Per “entrare nella violenza” non limitandosi a descriverla. È il Leone d’Oro a Venezia 2009. Ancora inedito a Pavia. Un opera davvero veemente…

E voi che fate, rimanete “saggiamente” a casa o “mettete in moto cuore e cervello” ed entrate nel vortice Indie ?

 
 Informazioni 
Quando: 24, 31 marzo e 7 aprile, ore 20.30
Dove: Corallo Ritz, Pavia

 

Roberto Figazzolo

Pavia, 14/03/2011 (9553)

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