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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 953 del 4 aprile 2003 (2631) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Un confronto impietoso?
Un confronto impietoso?

Ogni promessa è debito cari mieipavesini (basta, giuro che questo neologismo affettuoso-ricattatorio non lo userò più).

Sì, è vero, il Bergamo Film Meeting 2003 è finito da un paio di settimane ed io -vergogna- non avevo ancora trovato il tempo e l'occasione per compilare queste quattro note, ma l'incontro cui ho partecipato ieri sera a Motoperpetuo (e chi non conosce la storica sede del dinamico gruppo teatrale "Delitti in Biblioteca"?) una conferenza-incontro con me e l'amico Silvio Danese, il critico cinematografico del quotidiano Il Giorno, su "Cinema e anni Ottanta" mi ha convinto a ritornare sulla mia prima decisione.

E mi spiego meglio.

Se a Bergamo, una città di poco più di centomila abitanti, dal quindici al ventidue di marzo scorso, per nove giorni incontri, dibattiti, proiezioni di film difficili (un b/n ungherese in lingua originale che si succedeva ad un muto anni venti con accompagnamento jazz dal vivo e in sala) anche mattutini e pomeridiani potevano contare su di un pubblico quantomeno nutrito e, di sera addirittura sul tutto esaurito in una spartana (a dire il vero piuttosto scomoda) sala da trecento posti a sedere... perché allora ieri sera a Motoperpetuo per quest'incontro gratuito e (ovviamente non per me quanto per l'altro relatore, selezionatore tra l'altro all'ultima biennale veneziana) di "livello" eravamo soltanto quattro gatti?

Perché a Pavia (una città di ottantamila abitanti e ventimila studenti universitari) dove queste cose normalmente non accadono, o almeno non così di frequente, c'è una grande difficoltà a far circolare cultura?
Perché il gusto di ritrovarsi in modo non formale e chiacchierare d'arte o di letteratura o di cinema in questa città ultimamente sembra si sia ridotto a passatempo per quattro poveri sfaccendati o lunatici?

Voi che ne pensate?
Io la risposta ce l'avrei ma mi piacerebbe che mi aiutaste anche voi a perfezionarla.

Una bella contraddizione è sicuramente rappresentata dal colorato, piacevolissimo popolo di coloro che, gentili, riconoscendomi per strada mi fermano per informarsi sulle prossime rassegne o proiezioni "fuori mercato" che ho in programma o che, rassegnati, mi comunicano la loro intenzione di disertare la prossima occasione: "Perché tanto non ci sarà posto per entrare..."

Ecco, io a queste persone dico di no!

Vi prego... non arrendetevi, anzi, raddrizzate le antenne (informatiche e non) e siate ancora più vigili e decisi nel rifiutare un sistema che ci vorrebbe "consumatori" a 360° dall'alba al tramonto.

Vi scongiuro lottate, chiedete, esigete un cinema più umano anche a Pavia, un cinema che emozioni lo sguardo, che ti scavi dentro, che ti faccia star sveglio anche se sei stanco morto e vorresti solo dormire.

Lo sappiamo tutti. Il consumo culturale è una brutta bestia.
Se non leggi mai un libro non ti verrà mai la voglia di comprarne uno. Se cominci con uno diventeranno, dieci, cento, mille quelli dei quali non potrai fare a meno.

Se non vedi mai un film diverso puoi comunque, naturalmente, essere una persona assolutamente felice e realizzata, ma non scoprirai mai quanto potresti esserlo di più grazie a delle immagini, alla Fassbinder, che ti "liberino la mente".

Bergamo ed il BFM non nascono dal nulla.
Ci sono voluti più di vent'anni di duro, diuturno lavoro sul campo, su quello che si chiama "il territorio", e chi si è impegnato non hai mai smesso di credere che stava facendo qualcosa di importante per quella città.

Soltanto attraverso una prassi culturale continua si ottengono, alla lunga, dei risultati. E' la costanza che premia.
Ma da queste parti qualcuno ha voglia di darsi davvero una mossa?

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 04/04/2003 (953)

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