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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 950 del 4 aprile 2003 (1899) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Persia 1862
Il catalogo della mostra

Al Castello di Belgioioso fotografie, pitture, oggetti d'arredamento, gioielli e miniature proporranno immagini di un viaggio in terre lontane, le terre di Persia.

La mostra "Persia 1862, Immagini di un viaggio italiano" - curata da Sergio Poggianella e Herman Vahramian - espone delle riproduzioni dall'album della Biblioteca Reale di Torino, opere e manufatti del fondo Tomassian/Francesconi e di alcuni collezionisti privati.
L'esposizione nasce dal ricordo di quella missione scientifica italiana in Iran nel 1862 che, poco prima dell'Unità d'Italia, si inseriva tra le iniziative volte a far partecipe il Regno d'Italia alle imprese politiche, economiche e culturali del tempo.
Immagini raccolte per raccontare la Persia del XIX secolo e per ricostruire la visione del viaggiatore, in un secolo che vedeva il conflitto tra la tradizione arcaica e l'occidentalizzazione di recente importazione, l'industrializzazione, il nazionalismo e le identità religiose (Islam sciita e sunnita, zoroastrismo e cristianesimo).

Nel caso della spedizione diplomatica italiana si raccolsero una serie di informazioni e una documentazione fotografica, rilegata in un elegante album che raccoglieva 74 foto d'epoca per il "reale committente", oggi conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Le immagini ci mostrano il vertice dello Stato persiano con i suoi "annessi e connessi": lo scià Nasser - Eddin - Shah, il Gran Vizir, la Corte, i dignitari, la guardia reale, il "Trono del Pavone", i palazzi e le moschee di Teheran nella loro maestosità.
Si tratta di un "viaggio lontano" che ha avuto inizio dall'ancor più distante Tiflis (Georgia), proseguendo attraverso il Caucaso e la città di Erevan (Armenia) e terminando alla corte del re persiano.

Cos'altro mai avranno visto i membri della missione che non risulta impresso sulla lastra fotografica?
Senz'altro tante altre cose. "Oggetti" aristocratici e popolari, emozioni esotiche, tante e multiformi "stranezze", materiale iconografico ma anche pagine e pagine di scritti, di descrizioni e di memorie.
E cosa mai avranno osservato " gli altri viaggiatori", orientali del ventesimo secolo, venuti in Italia per motivi di studio? Tornando al loro paese saranno a loro volta diventati dei "viaggiatori"? E se questi "viaggiatori autoctoni" sono degli armeni, che hanno una grande tradizione di salvaguardia delle espressioni culturali e artistiche, su cosa si sarà soffermata la loro attenzione? Non è forse vero che Matenadaran (la Biblioteca Centrale d'Armenia ad Erevan) possiede la terza collezione di manoscritti al mondo?

Come la collezione del Museo di Erevan, anche questa mostra di Belgioioso è frutto della passione di viaggiatori collezionisti, una ricchissima raccolta d'arte dell'Ottocento persiano, un'anteprima mondiale costituita da 462 pezzi, tra cui litografie e frammenti dai manoscritti della Storia di Alessandro Magno, del Sciah-Namè (Libro dei Re), del Vino mistico di Omar Khayyam; reperti vari, esempi delle calligrafie dell'epoca e altre forme d'arte "esotica" (amuleti, pentacoli, talismani) e raffinati esempi dell'arte zoroastriana (quadri, tessuti dipinti, ricami) grazie ai quali è possibile scandagliare una vasta serie di manifestazioni sociali dell'epoca: il tempo libero, il gioco, la caccia, la festa, il teatro, i riti religiosi e laici, ecc....

 
 Informazioni 
Dove: Castello di Belgioioso (PV)
Quando: dal 5 al 21 aprile 2003
Feriali dalle 15 alle 20,
sabato e domenica dalle 10 alle 20
Ingresso: intero 8 € - ridotto 5 €

Per informazioni:
Michele Bolzoni - Gloria Spaini
Tel.: 0382/970525
E-mail: info@belgioioso.it
 
 
Pavia, 04/04/2003 (950)

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