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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 9489 del 22 febbraio 2011 (3249) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Pavia ed il "suo" cinema
Pavia ed il

Ha bisogno questa città di una nuova multisala? E ne ha più bisogno in centro o in periferia? Io non lo so, potete starne certi.
Quello che so è che Pavia ha sicuramente bisogno di un "suo cinema". Ma non tanto e non solo inteso come il luogo fisico dove si proiettano non importa quali film, bensì proprio, oltre che del luogo fisico - ci mancherebbe - di un tipo di cinema, intelligente, di ricerca, anche provocatorio forse, che la faccia uscire di casa.

Anche se fa freddo, è umido e, dopo il lavoro, davvero il divano con una bella copertina sembrano adularti come le sirene con Ulisse. Che dite il figazzolo ci fa la solita figura dell'inguaribile romantico? Beh, non proprio, miei cari, non proprio. Almeno se si guardano gli incassi delle ultime serate di Sguardi Puri.

Un'edizione di successo eccezionale quest'anno, se si eccettuano gli eventi di Placido o di Verdone in città (ma lì sareste venuti anche sui gomiti e magari anche senza film, o mi sbaglio?). Anyway. Dopo l'incerto inizio con l'animazione di classe (ma chi lo sapeva?) de' L'Illusioniste e di Porco rosso le serate si sono succedute snocciolando una serie di belle soddisfazioni alternate a vere e proprie sorprese.
E se Somewhere, che ha appena vinto il Leone d'Oro poteva far pensare alla sala affollata, per I Fiori di Kirkuk, che è un bel film ma kurdo, le previsioni non erano decisamente altrettanto ottimiste. È andata però molto bene per fortuna anche quando avevamo in sala il montatore di Io sono con te, il "prof." Gasparini, che ci ha pure tenuto nel pomeriggio al Broletto una bella lezione sul montaggio cinematografico, materia che il nostro insegna anche al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ora siamo agli sgoccioli.

Questa settimana parte il film numero 15 dei sedici che abbiamo proposto in questa lunga edizione (che differenza dai 4 degli inizi 11 anni fa, vero?) e davvero non dovreste proprio farvelo scappare. Giovedì 24 febbraio alle nove in punto proiettiamo infatti Una soluzione razionale (Det enda rationella) del giovane Jorgen Bergmark. Erland e May, sua moglie, sono molto amici di un’altra coppia formata da Sven-Erik, collega di Erland in cartiera, e dalla moglie Karin, che lavora alla mensa della scuola locale. Siamo infatti in un sobborgo di città con le architetture nordiche dalle linee pulite e i servizi ordinati e funzionanti. Tra gli altri la chiesa pentecostale, dove Erland e moglie tengono, rifacendosi alla loro fede e alla esperienza di coppia molto unita, un corso matrimoniale. Durante una festa di compleanno però, tra Karin e il marito di May scatta la scintilla della passione. L’istinto è travolgente e ben presto i due si trovano ad essere amanti clandestini, situazione che, naturalmente non riescono a sopportare. Decidono perciò di informare i rispettivi coniugi e trovare una soluzione "razionale" al loro dilemma. Alla proposta di condurre vita in comune e lasciare che, al di fuori di sensi di colpa, la passione si spenga da sola, tutti si dichiarano d’accordo, pur tra molti dubbi. Si stabiliscono regole valide per ognuno, e i due colombi si danno a notti d’amore che sono un vero e proprio veleno per l’altra coppia...

Ma se la trama semplice di questo film vi sembra che rasenti la banalità, facciamo una scommessa e venite a vedervelo. Se all'uscita riuscirete a dirmi, senza scoppiare a ridere, che non vi siete divertiti, allora vi rimborso il prezzo del biglietto. Garantito. Son proprio tranquillo di vincere. Perché se è vero che Bergmark è alla sua prima regia il nostro si è fatto le ossa con la sceneggiatura dello squisito Kitchen Stories, un film che ho già avuto il piacere di presentare nella rassegna estiva di qualche anno fa e che, ancora oggi molti a Pavia ricordano con piacere. Bergmark però da subito si denuncia come qualcosa di più di un ottimo scrittore: il tema, l’analisi, la fotografia severa e nitida. Tutto testimonia a suo favore. Ma è nel finale che il nostro spicca proprio il volo. Quando doveva scegliere tra il dramma o la commedia inaspettatamente il nostro prende la terza via. Quale? Ma come? Davvero volete che vi rovini la sorpresa?

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 22/02/2011 (9489)

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