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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 944 del 31 marzo 2003 (1842) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Spese postali in bolletta…
Spese postali in bolletta…

Il Giudice di Pace di Bologna (avv.Cesare Santi) ha dato ragione ad un utente bolognese della Telecom concludendo una causa pilota della Federconsumatori, iniziata nell'anno 2000, per ottenere la restituzione delle somme pagate a titolo di spese di spedizione fattura.
Per ogni fattura emessa, infatti la Telecom richiede la somma di euro 0,17 (£. 325) a titolo di "spese di spedizione fattura".

Tale richiesta è stata riconosciuta illegittima ed in contrasto con quanto previsto dall'art. 21 comma 8 del DPR del 26.10.72 n. 633 (Legge IVA) secondo cui "le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo".
La Telecom non ha voluto riconoscere l'arbitrarietà del suo comportamento, resistendo in giudizio con una serie di eccezioni, e il Giudice di Pace ha infine riconosciuto come fondate le ragioni del consumatore condannando la società alla restituzione della somma e al pagamento delle spese legali.

Telecom Italia sta quindi incassando impropriamente dai suoi utenti 41 miliardi l'anno di vecchie lire.

Trattandosi di un indebito, opera la prescrizione ordinaria di dieci anni e sono quindi circa 410 i miliardi, oltre gli interessi legali, che gli utenti possono ora richiedere in restituzione alla Telecom.
Questa iniziativa è importante perché mira a chiarificare le bollette bloccando tutte le aziende che erogano "servizi a rete" che, al pari della Telecom, addebitano illegittimamente le spese di invio ai propri utenti. E' ovvio quindi che il problema riguarda le compagnie telefoniche ma anche le società che si occupano di luce gas e acqua.

Cosa possono fare ora gli utenti e cosa farà la Federconsumatori?
La sentenza in parola è immediatamente esecutiva e vale per le parti in lite ma il fatto interessa milioni di consumatori.
Sono moltissimi i miliardi già pagati dagli utenti negli ultimi 10 anni e ora questi soldi possono tornare indietro per ingiustificato arricchimento.

La Telecom sarà chiamata a restituire le somme agli utenti che ne faranno richiesta e la ns. associazione ha già inviato una diffida ai sensi della legge 281/98 a tutte le compagnie perché cessino tale comportamento illegittimo e rimborsino quanto incassato negli ultimi dieci anni.

L'invito ad intervenire è stato rivolto anche all'Autority delle Garanzie delle TLC affinché si decida a svolgere una vera attività di vigilanza al pari del Ministero delle Telecomunicazioni.

I modelli per richiedere la restituzione delle somme sono disponibili presso la sede dell'associazione e sul sito federconsumatori.it e avvocatideiconsumatori.it .
Se le aziende non provvederanno spontaneamente alla restituzione le sedi territoriali dell'associazione saranno a disposizione degli utenti interessati per sostenerne le ragioni ed il loro diritto alla restituzione.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 31/03/2003 (944)

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