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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 9366 del 10 gennaio 2011 (3364) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Silvio canta Negroni
Silvio canta Negroni
Eccoci al quarto appuntamento con “Caccia al Tesoro”.
Nei primi tre abbiamo “riscoperto” un disco di un grande cantautore italiano (Endrigo), di un musicista pavese (Drupi) e di un gruppo inglese (Quatermass). Questa volta torniamo ancora una volta a Pavia per riscoprire il lato più “cantautorale di Silvio Negroni.
 
Inizia la sua attività di chitarrista nel 1964 esibendosi con il gruppo degli SHARKS al Circolo di Pavia e allo Scotch club Demetrio. Dal '65 al '67 suona con i BORGHESI, nel '68 entra nell'organico dei PROBLEMI. Nel 1971 avviene la svolta; incide il suo primo disco come cantautore: “Ma dove vai, cosa fai”, un 45 giri pubblicato dalla SAAR. Nel febbraio dello stesso anno si tiene a Reggio Emilia la quarta edizione del Premio Nazionale del Paroliere vinto, tra gli altri, da MOGOL, BATTISTI, DE ANDRE e JANNACCI. Negroni, che nel frattempo si è cambiato il nome in SILVIO PAVESE, viene segnalato dalla giuria tra gli esordienti ed invitato alla manifestazione come ospite d'onore (nota curiosa: un altro principiante invitato è un ragazzo di Roma al suo primo 45 giri, tal Claudio Baglioni!); sempre nel '71 una sua canzone viene incisa da Loretta Goggi e vince il WORLD POPULAR SONG di TOKIO. Alla fine dell'anno viene pubblicato un intero LP di sue canzoni II mio mondo è qui” per la casa discografica Jolly, come cantautore e sotto lo pseudonimo di Silvio Pavese (la produzione è di Mario Rapallo, che sarà in seguito produttore di Vasco Rossi. Lo stesso Lp viene riprodotto in versione solo orchestrale, nel 1972, con il titolo “Non-stop dancing party” con i migliori strumentisti di quel periodo, fra i quali Basso, Valdambrini, Cenci, Farina, Depiscopo e un intera orchestra di archi e ottoni. Un brano di questo Lp , dal titolo “Una vita cos’è, non so“ viene inciso da uno dei più noti cantanti argentini dell’epoca, Dyango, in versione tipicamente sudamericana. Un altro brano, “Ma dove vai, cosa fai, di cui fu stampato anche il 45 giri (nota curiosa: ne ho trovata una copia, a Maggio, su un banchetto di un mercatino in una strada di Napoli!), viene promosso tramite “Carosello”, per la pubblicità del Crodino. WESS incide un'altra sua composizione “Follia”, DRUPI incide “La più bella”, “Una come te” e “Che sarà”; nel 1985 porta al Festival di San Remo “Fammi volare”. La sua collaborazione con Drupi si ferma agli inizi degli anni ’90.
Proprio negli anni ’90 incide una cassetta dal titolo “Silvio canta Negroni”.
 
Se è quasi impossibile trovare una copia dell’LP inciso sotto lo pseudonimo di Silvio Pavese, sarebbe invece ora che Negroni si decidesse a ristampare in CD questa cassetta.
Conosciutissimo per le composizioni in dialetto pavese incise con i Fiò Dla Nebia, Silvio andrebbe rivalutato (o meglio, valutato come merita) per tutte quelle composizioni in italiano, in gran parte affidate all’interpretazioni di Drupi.
Ora, senza nulla togliere all’amico Drupi, le versioni che ne offre l’autore originale sono dei piccoli gioiellini. Il suo modo pacato e indolente di interpretare i brani dona alle canzoni un’atmosfera particolarissima.
C’è una canzone, “Amore grande”, scritta pensando a Mina, che è di una bellezza incredibile. “E se fosse” non è meno degna di nota, così come “Momento Magico”, “Autostrada”, “Come dici tu”, “Avrei bisogno di te”, “Così Bella”, insieme alle più note “Fammi Volare”, “Lasciami Sognare”, “Solo” e “Samba Lenta”.
 In attesa che Silvio si decida….vi lascio con la voglia di ascoltare questo “tesoro” perduto.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 10/01/2011 (9366)

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