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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 9036 del 3 settembre 2010 (2111) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Tra i camosci sulle tracce del Re
Rifugio Questa
Dopo la pausa estiva, il Gea riprende l’attività escursionistica in territorio piemontese con un trekking che consente in una sola giornata di attraversare il cuore del Parco delle Alpi Marittime, una grandissima area naturale protetta che offre agli "amanti del camminare" un numero incalcolabile d’itinerari,seguendo tra gli altri, le medioevali vie del sale, le mulattiere di caccia dell'antica Riserva reale e le strade militari selciate dell'ultima guerra.
 
A spasso, dunque, tra bellezze storiche e ambientali. In questo parco piemontese, il più esteso della regione e tra i più vasti d’Italia, sono numerose le cime oltre i 3.000 metri, tra cui spicca l’Argentera che, con i suoi 3297 metri rappresenta il tetto delle Marittime. A queste si affiancano più di 80 laghi, moltissime praterie e piccoli ghiacciai: in questi ambienti la ricchezza di fauna alpina e di specie botaniche ospitate costituiscono un patrimonio ambientale unico, senza contare i suggestivi panorami che spaziano dalle pianure italiane e francesi al Mediterraneo.
 
Della trentina d’endemismi delle Marittime, quello che attira particolarmente la curiosità dei visitatori e l’interesse dei botanici è la Saxifraga florulenta: dalla rosetta di foglie basali, dopo una trentina d’anni emerge una lunga infiorescenza a pannocchia di color rosa tenue e dopo la fioritura, la pianta muore.
Mentre dal punto di vista faunistico sono poche le aree protette che possono vantare una ricchezza come quella del Parco naturale delle Alpi Marittime perché la fauna, sebbene con finalità molto differenti, gode della tutela dal 1857, anno in cui Vittorio Emanuele II istituì la Reale Riserva di caccia. Da allora il camoscio, grazie anche all’habitat favorevole, ha raggiunto una densità di popolazione tra le più consistenti delle Alpi (circa 5.000 animali), ed anche lo stambecco, estintosi tempo addietro e reintrodotto dal Re dal Gran Paradiso, conta oggi oltre 500 esemplari.
Tra gli altri ungulati presenti si segnalano il cinghiale e il capriolo, più schivi e difficili da osservare perché nascosti nei boschi. Decisamente più facili da intercettare sono le marmotte, il cui
caratteristico fischio, richiama spesso l’attenzione dei visitatori.
 
L’escursione partirà dal parcheggio delle Terme Reali di Valdieri presso la cappella di S. Giovanni. Si cammina sulla strada militare e si entra nel Vallone del Falasco, dove suggestive cascatelle danno il benvenuto all’omonimo Piano che si attraversa. Si sale quindi nel lariceto che lentamente cede il posto alle praterie alpine, che si fanno faticosamente spazio tra rocce montonate e colate detritiche.
 
Il terreno è spesso intriso d'acqua, tanto da formare in alcuni punti vere e proprie torbiere, mentre al centro della conca attira l'attenzione la turrita Palazzina che fu dimora di Vittorio Emanuele II, recentemente ristrutturata. Poco prima della Casa di caccia si riprende la salita giungendo al Piano superiore del Valasco (1.814 m) e si attraversa il torrente Gesso. Superate le acque del rio di Prefouns la mulattiera si eleva fino ad un bivio presso un grosso larice secco a quota 1.996 m. Si lascia la diramazione a destra per la Valscura e si sale con un'infinita serie di tornanti alla strada militare Valscura-Fremamorta. Si attraversa e ancora in salita si supera un dosso pietroso su cui sorge il rifugio.
 
Per raggiungere i laghi di Valscura si scende alla rotabile militare e seguendola verso sinistra si salgono regolari tornanti e si raggiunge il Lago Claus (2.344 m). Il tracciato, a tratti mirabilmente lastricato, supera una pietraia e raggiunge in discesa il Lago Valscura inferiore (2.274 m). Si continua verso valle toccando ruderi militari e superando una strettoia della Valascura. Verso quota 2.100 s’incontra un bivio: il ramo di sinistra compie un lungo tornante e attraversa una galleria, quello di destra è una comoda scorciatoia. Con un panoramico traverso si passa ai piedi di una cascata e si guadagna in breve il grosso larice incontrato in salita.
Si arriva così al rifugio Emilio Questa (2388 m), che sorge su un dosso roccioso situato sulla sponda nord del Lago delle Portette, al centro di un'ampia conca circondata dalle cime delle Portette, del Claus e del Prefouns. Da esso si domina il piano di Valasco, con al centro l'ex Casa di Caccia Reale, il monte Matto e la Cresta Savoia ad occidente.
 
Dopo la sosta, si riprende lo stesso sentiero per il ritorno alle Terme Reali di Valdieri, dove ad attendere gli escursionisti ci sarà il pullman per il rientro a Pavia.
 
 Informazioni 
Dove: ritrovo c/o piazzale della Stazione - Pavia
Quando: domenica 12 settembre 2010, ritrovo ore 6.00, partenza ore 6.15
Partecipazione: non sono ammesse persone non assicurate contro infortuni
Per informazioni e iscrizioni: entro il venerdì sera precedente c/o Consiglio Circoscrizionale Pavia Storica, Piazza della Vittoria, 21 - Pavia. Tel: 338/4746754 (Giuseppe Pireddu, presidente del GEA)
 

La Redazione

Pavia, 03/09/2010 (9036)




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