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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 8937 del 30 giugno 2010 (2224) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
DEPARTURES: la "rassegna che parte" - 1^ puntata
DEPARTURES: la
Ecco la prima puntata di questa guida per l’uso alla rassegna cinematografica di quest’estate a Pavia: Departures.
 
Non c'è limite alla presunzione umana.
Non solo il Figazzolo la pensa, la programma, ve la scodella, ma adesso ve ne parla pure, settimana per settimana, proponendovi un percorso di fruizione che ne favorisca un più agevole utilizzo.
 
Ed iniziamo proprio con Departures giovedì 1 luglio, sempre al chiostro del Vittadini, sempre alle 9 e mezza, o appena fa buio insomma. Che volete che vi dica? È il film che dà il nome, e quindi anche il tema, a tutta la rassegna, lo ha diretto Yojiro Takita ed ha vinto l'Oscar come miglior film straniero del 2009. È una storia delicata. Un inno alla vita, momenti semplici, puri, reali. Una riflessione sulla morte con coraggio e consapevolezza.
 
Dopo lo scioglimento dell'orchestra, il violoncellista Daigo è disoccupato e decide di ritornare al paese d'origine. Assieme alla moglie Mika, docile e sottomessa, si trasferisce nella sua vecchia casa in campagna alle porte di Yamagata. Qui comincia a cercare lavoro e si imbatte in un annuncio interessante, raggiunge l'agenzia e scopre che “i viaggi” dell'inserzione non sono vacanze alle Maldive, ma vere e proprie “dipartite” nell'altro mondo, “l'aldilà”. Il rito della deposizione - la cura del nokanshi - è una tradizione giapponese, un modo prezioso per dare l'estremo saluto alla persona che ci lascia: la pulizia del corpo, il trucco sul viso e la vestizione sono le ultime simboliche carezze fatte alla persona cara, prima del commiato. L'ambiguità della parola partenze, quella stessa che abbiamo cercato nel titolo di questa rassegna, ci ritorna moltiplicato: la morte come addio, molto più di un “semplice passaggio”, il traghettare in un mondo altro e sconosciuto. Cui bisogna prepararsi con cura. Perché come dice il personaggio di Don Pietro Morosini in Roma città aperta: “Morire bene? Non è difficile morire bene. Il difficile è vivere bene”.
 
Poi sabato 3 luglio arriva Avatar di James Cameron, una fiaba dai ritmi concitati. Jake Sully, già marine oggi immobilizzato su carrozzella, accetta di trasferirsi su Pandora, un pianeta a 44 anni luce dalla Terra, per sostituire il fratello gemello morto, uno scienziato, che aveva la missione di indagare il pianeta mediante un avatar. L’atmosfera di Pandora è infatti tossica per l’uomo ed i ricercatori sono costretti a crearsi dei cloni, del tutto simili ai nativi, che, guidati dall’interno della base effettuino quelle ricerche. Scopriamo però presto che il pianeta non è solo una manna per la scienza, Pandora è infatti un gigantesco affare visto che vi si trovano riserve molto ingenti di un rarissimo metallo, ancor più prezioso visto che sulla Terra le risorse sono ormai al lumicino.
Ricchi uomini d’affari e militari senza scupoli, Jake, ex soldato, apprendista “scienziato”, ora impegnato nella difficile missione di farsi accettare dai nativi del pianeta. Un viaggio pericoloso, forse impossibile per qualcuno, non per l'autore di Titanic.
Può l’amore per una terra, un popolo, una “femmina” diversa, cambiare totalmente un uomo da dentro? 
 
Domenica 4 luglio è la volta di Mine vaganti di Ferzan Ozpetek. I Cantone sono padroni di una fabbrica di pasta delle più importanti del Salento. Nonna e cognato aprono l'azienda molti anni fa, oggi, dopo una vita, è ora di passare le consegne.
Un film diviso: una “partenza” differita. Contenuto autoironico e forma iperclassica. Leggero e sarcastico insieme. Da vedere.
 
Ed ecco martedì 6 luglio Chloe - Tra seduzione e inganno per la regia di Atom Egoyan. Un’altra prima visione dimenticata quest'anno. Catherine non è sicura. Ginecologa di fama, ha un figlio adolescente ed è moglie di un professore che sospetta di continui tradimenti. David, da parte sua bisogna dire che incoraggia mica da ridere la gelosia della moglie, scambiando occhiate, ammicchi e occhiolini con tutte le donne piacenti che lo circondano: assistenti, studentesse o cameriere che siano. Giunta all'ossessione Catherine paga una giovane prostituta affinché seduca il marito e poi le riveli i dettagli di un suo potenziale o effettivo tradimento, ecco entrare in gioco Chloe allora. Spregiudicata nei gesti, esperta con le parole, Chloe avvicina David in un locale: riferirà a Catherine i dettagli erotici della sospettata infedeltà?
Il vero e il falso. Lo sbilanciamento, il gioco di ruolo. Il sesso, il sospetto, il tradimento. La bellissima costruzione non lineare del racconto. Forma e contenuto. Stratificazioni che si intersecano, l'esperienza che incontra l'azione, lo spazio che da vasto si restringe negli interni, apparenti “pubbliche perfezioni” ed infelicità private. Garbo, grazia, eleganza, splendore della gioventù, imprendibilità del carattere umano. È la musica di un nuovo viaggio. La fotografia di un'anima, il glamour dei corpi.
Sensualmente neodecorativistico. 

Se poi lo volete sapere i prezzi son quelli di sempre: biglietto intero 5 euro, ridotto AGIS, Cinetica Film Club, 4 euro, anziani 3 euro. Ottime visioni dunque

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 30/06/2010 (8937)

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