Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
domenica, 15 settembre 2019 (281) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Colore e tempo
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» "I colori della speranza"
» Sopra il vestito l'arte:dialogo d'artista
» Prima che le foglie cadano
» La bellezza della scienza
» Mostra "Natura ed artificio in biblioteca"
» Schiavocampo - Soddu
» De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose
» La Brigata Ebraica in Italia e la Liberazione (1943-1945)
» Il mio nome è... Gioconda
» Nuove generazioni - I volti giovani dell'Italia multietnica
» Fabio Aguzzi. Il poeta della luce
» Pavia Jinan - Tale of two cities
» L'energia dei segni e dei sogni
» Disegnetti ∆
» La Cina di Zeng Yi. Immagini di un recente passato
» Il tempo di uno scatto.Visite illustri all'Università di Pavia
» Vivian Maier. Street photography.
» Mostra illustrazioni e fumetti di LUCIOP

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Colore e tempo
» MathsJam
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» Due elefanti rossi in piazza...
» Genius Loci. Arte Luoghi Sinfonie
» Appuntamento con l'autore
» "I colori della speranza"
» La sirena: da Omero ad Andersen passando per San Michele
» Il romanzo di Baslot
» Sopra il vestito l'arte:dialogo d'artista
» Di amore, di avventura e di archivisti
» Drollerie, una mostra di Tommaso Filighera
» Prima che le foglie cadano
» Il Collegio Borromeo festeggia Emanuele Severino
» La bellezza della scienza
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 8796 del 17 maggio 2010 (2782) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il deserto - I suoi silenzi la sua gente
Il deserto - I suoi silenzi la sua gente
Nella primavera del 2006, aprì l’antologia di mostre fotografiche L’Uomo, la sua anima, i talenti, i suoi limiti, nel 2007 fu la volta de Lo sguardo dei semplici, il 2008 fu l’anno di Oltre l’immagine, mentre nel 2009 toccò a Tralci di un'univa vite… Sabato prossimo l’amico Siro Marco Forlani inaugurerà il racconto per immagini di una nuova avventura – Il deserto - I suoi silenzi la sua gente – allestito, come sempre a scopo benefico.
 
«“Sahara” in arabo significa “vuoto, deserto”. Un viaggio nel deserto e un’occasione unica di conoscenza, e un viaggio dentro di noi, nella nostra solitudine, nei nostri sentimenti, nell'essenziale, per imparare a dare valore alle più piccole cose.
Nella nostra quotidianità compiamo tante azioni, tanti gesti senza rendercene conto, utilizziamo tante cose, tanti arnesi,godiamo di tante comodità senza apprezzarle, l’abitudine ci porta a dare tutto per scontato, più che godere per quello che abbiamo facciamo l'elenco di quello che ci manca e... ci manca sempre qualcosa.
Nel deserto, a noi "umani tecnologici" manca tutto, e allora... momento dopo momento, impari ad apprezzare le più piccole cose, apprezzi l'ombra di un'acacia che ti protegge dal sole, un sorso di acqua, a 40° perché e rimasta sul cassone della macchina tutto il giorno, una tazza d'acqua per sciacquarti la faccia, un pezzo di pane cotto nella sabbia, una minestra e quattro datteri per cena.
Ma deserto significa anche e soprattutto: fermarsi un momento nel silenzio più assoluto e sentirne la voce,l'essere di fronte al vuoto, la paura dell'ignoto, il battito del cuore, il respiro, l'amicizia dei compagni, l'amore di chi - dall'altro capo del mondo - ti sta pensando, il sole che ti brucia, il vento sulla tenda, la sabbia nelle orecchie, il cielo con le stelle, un sorso di tè condiviso con i tuoi amici Tuareg alla luce della luna».
 
La più esaustiva delle presentazioni non può che essere quella dell’autore dei 120 scatti “rubati” nel Sud dell’Algeria, che così descrive i suoi quindici giorni di viaggio su due ruote, quelle dell’inseparabile bicicletta. I sette ciclisti partecipanti sono stati scortati da sei Tuareg che li hanno guidati per cinquecento chilometri (e 1500 metri di dislivello), da Tamanrasset, capoluogo dell’omonima provincia, alla vetta dell’Assekrem (2.700 metri di quota), sul quale Charles de Foucauld costruì il suo eremo nel 1911.
 
«... Salimmo all’eremo alle 5 del mattino, le stelle erano ancora brillanti, la luna illuminava il sentiero, padre Bonaventura era già pronto ad accoglierci con una tazza di tè bollente. Ci sistemammo sulle rocce, l’atmosfera era magica… Parlavamo sottovoce, come in chiesa, il silenzio era padrone, le stelle si spegnevano, la luna un disco opaco, le guglie dell’Hoggar svettavano verso il cielo illuminate da una luce rossastra, surreale, pinnacoli di roccia ovunque e… un gruppo di ragazzi celebrava la messa davanti all’eremo di Charles de Foucauld …il Piccolo Fratello di Gesù».
 
Un’esperienza a contatto con la vita semplice degli “Uomini Blu”, nomadi nel deserto del Adrar Ahnet. Uomini ignorati dai Governi e irraggiungibili dalle Ong, che dai nostri visitatori ricevono volentieri medicinali e sorrisi e in cambio donano un po’ della loro più grande ricchezza: l’umanità.
 
E grazie all’umanità di chi le ha visitate le mostre fotografiche organizzate finora da Siro Marco Forlani hanno raccolto oltre 11mila euro, tutti destinati alle opere missionarie delle Suore Domenicane del Santo Rosario.
 
 Informazioni 
Dove: Sala Grande della Basilica di S. Lanfranco, via San Lanfranco, 4 - Pavia
Quando: da sabato 22 a domenica 30 maggio 2010, nei seguenti orari: lun. - ven.: 14.30 alle 19.00; sab. e dom.: 10.00-13.00 / 14.30 – 19.00.
Ingresso: libero
Informazioni: visite fuori orario, anche da parte di gruppi e scolaresche, sono possibili telefonando allo 0382/423429.
 

Sara Pezzati

Pavia, 17/05/2010 (8796)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2019 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool