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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 8646 del 2 aprile 2010 (1476) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dialoghi: Finale “col botto”
Dialoghi: Finale “col botto”
La settimana scorsa abbiamo assistito ad un concerto molto particolare e affascinante: quello del duo di “chitarre” formato dal norvegese Eivind Aarset e dal milanese Roberto Cecchetto. Costruzioni sonore delicate e complesse che, a tratti, ricordavano le tessiture di Robert Fripp, Brian Eno o Robert Sylvain.
Per questioni elettorali, ogni tanto il duo si trasformava il trio, con l’intervento estemporaneo del “rapper” Grillo, la cui voce (dato che teneva un comizio nella stessa piazza su cui si affaccia Santa Maria Gualtieri) penetrava nella sala. Sicché…
 
Con il concerto giovedì 8 aprile si conclude così la XII edizione di “Dialoghi: jazz per due”, rassegna ospitata nella suggestiva cornice di Santa Maria Gualtieri (Piazza della Vittoria) e organizzata da Roberto Valentino per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia; e lo fa con un concerto eccezionale, assolutamente imperdibile, vuoi per i contenuti che per la caratura dei musicisti: Keith e Julie Tippett, ovvero una delle più rodate coppie musicali della scena del jazz britannico.
 
Il pianista e la cantante condividono infatti da decenni un percorso artistico (oltre che di vita) scandito da innumerevoli progetti e incisioni discografiche, tutti segnati indelebilmente da una ricerca sonora avventurosa, mai fine a se stessa.
 
Keith Tippett è uno degli uomini di punta del British Jazz sin dalla fine degli anni Sessanta. Da allora si è prodotto in molteplici contesti, dal piano solo ad organici orchestrali (il più noto dei quali rimane l’imponente impresa di Centipede, testimoniata dall’album Septober Energy), passando per formazioni di più piccole dimensioni come Ovary Lodge e il quartetto Mujician (ma i cultori del rock progressivo ricordano sicuramente anche la collaborazione con i King Crimson). Il suo personale stile pianistico si rifà a certe esperienze del free jazz americano, ma possiede un respiro melodico che rimanda sia alla tradizione europea che a quella orientale.
 
Affermatasi negli anni Sessanta al fianco dell’organista Brian Auger, con il nome di Julie Driscoll, Julie Tippetts ha in seguito abbandonato il mondo del rock per concentrarsi esclusivamente sull’esplorazione delle proprie notevoli risorse vocali. Tra i suoi album spicca, in questa prospettiva, Shadow Puppeteer del 1999, seducente affresco per voce e strumenti vari che va annoverato tra gli esempi più alti della vocalità contemporanea. Da menzionare sono anche le collaborazioni con altri audaci protagonisti del pianeta voce come i connazionali Phil Minton e Maggie Nichols.
 
La signora è molto cambiata e da hippie con pettinatura afro (come se la ricordano i fan dei ‘60) si è trasformata in colta ricercatrice delle modalità vocali (e non ama molto ricordare il suo passato pop, che non rinnega ma ritiene solo un momento “frivolo” delle sua carriera artistica).
 
 Informazioni 
Dove: Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria - Pavia
Quando: giovedì 8 aprile 2010

 

Furio Sollazzi

Pavia, 02/04/2010 (8646)

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