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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 8567 del 10 marzo 2010 (1891) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dialoghi: buon inizio, aspettiamo il secondo concerto
Aki Takase e Rudi Mahall
Lunedì sera, in Santa Maria Gualtieri, a Pavia, si è tenuto il concerto di apertura della rassegna organizzata da Roberto Valentino per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia. Protagonisti sono stati la giapponese Aki Takase, al pianoforte, e il tedesco Rudi Mahall, al clarinetto basso.
 
Concerto, a suo modo, sconcertante: i due sembravano divertirsi come pazzi a disorientare il pubblico alternando destrutturazioni totali, all’insegna del free più estremo, a momenti quasi lirici (di una bellezza assoluta) in cui gli standard (vedi Mood Indigo) si libravano eterei nella loro comprensibilità. Il pubblico è stato al gioco (anche quando Mahall ha fatto finta di aver confuso due brani scritti da lui con gli standard annunciati, perché qualcuno gli aveva mischiato gli spartiti), ha gradito e richiesto due bis.
Ottimo concerto.
 
Han Bennink e Daniele D’Agaro E veniamo al prossimo, quello di domenica 14 marzo.
Sul palco ci saranno il batterista olandese Han Bennink e il sassofonista e clarinettista friulano Daniele D’Agaro
 
Autentico maestro dell’arte dell’improvvisazione l’uno, tra i più creativi jazzisti italiani l’altro, Han Bennink e Daniele D’Agaro sono accomunati da un lungo sodalizio artistico. Oltre che in frequenti duetti, la loro collaborazione è sfociata nel Tempest Trio (completato da Bruno Marini all’organo Hammond) e nella partecipazione del batterista alla Adriatics Orchestra, formazione diretta dallo stesso D’Agaro, il cui percorso musicale si è spesso intrecciato con quello dei migliori esponenti della scena jazzistica olandese.
  
Han Bennink si è fatto le ossa accompagnando, negli anni Sessanta, da Dexter Gordon a Sonny Rollins, a Eric Dolphy. Nel frattempo ha collaborato con il pianista Misha Mengelberg, con il quale ha fondato nel 1967 la Instant Composers Pool, associazione ed etichetta discografica. Vale la pena citare anche il Clusone Trio, costituito insieme al violoncellista Ernst Reijseger e al sassofonista Michael Moore.
 
Messosi in luce alla fine degli anni Settanta nelle file della Mitteleuropa Orchestra di Andrea Centazzo, Daniele D’Agaro ha vissuto a Berlino e, quindi, ad Amsterdam, dove ha avuto modo di collezionare significative esperienze. Rientrato in Italia, ha continuato a mantenere saldi contatti, specialmente con musicisti della scena di Chicago. In Europa, oltre che con Han Bennink, ha fatto coppia con il pianista tedesco Alex Schlippenbach, con il quale si è esibito per la prima volta nel corso dell’edizione 2006 di “Dialoghi: jazz per due”, incidendo poi il cd Dedalus.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 10/03/2010 (8567)

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