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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 8514 del 22 febbraio 2010 (2231) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Festival di Sanremo: 60anni... E li dimostra
Festival di Sanremo: 60anni... E li dimostra
Siamo ancora qui, come tutti gli anni, a parlare e sparlare del Festival di Sanremo.
Ogni volta ci diciamo che sarà l’ultima, che smetteremo di guardarlo e poi, ogni anno (e quest’anno ero proprio deciso a non farlo) ricadiamo in questa sorta di fascino perverso.
Poteva essere ricordata come una delle edizioni meglio riuscite e, invece, verrà tramandata come l’edizione della rivolta: è la prima volta che l’orchestra insorge e getta gli spartiti sul palco come atto di assoluta dissociazione dai risultati delle votazioni! (per non parlare della balconata che urla “Venduti…venduti!”).
Ma andiamo con ordine.
 
La Clerici ha condotto in maniera ineccepibile, disinvolta, veloce, professionale e allo stesso tempo famigliare, con naturalezza e disincanto.
 
L’orchestra era ottima (come in tutte le ultime edizioni); tra gli ospiti la Lopez era splendida e la Blige bravissima e “l’incipit” del Festival, condotto da Bonolis e Laurenti, è stato brillante ed esilarante.
 
Ben studiate anche le formule delle varie serate che, per la prima volta, hanno reso scorrevole questo “tour de force” televisivo.
 
La qualità delle canzoni in gara era mediamente buona e i giovani hanno dato ottima prova di sé; peccato che siano sempre stati sacrificati e fatti esibire a fine trasmissione, penalizzandoli fortemente.
 
Avrei voluto spendere qualche parola sul “fatto” Morgan e su Povia (mi sono allontanato dal televisore ad ogni sua esibizione per una mia strana forma di coerenza etica), ma il Principe e Pupo sono balzati al centro dell’attenzione e della contestazione.
L’apice si è raggiunto quando, nella serata finale (dopo aver sacrificato nelle semifinali un nome come quello di Ruggeri per permettere il recupero del trio in questione), sono stati eliminati tutti i meritevoli (ed erano tanti: Cristicchi, Arisa, Ayane, Grandi, Fornaciari & Nomadi ecc.) per mandare tra i tre finalisti i contestatissimi Pupo-Savoia-Canonici.
Si è scatenato l’inferno!
Anche perché, pur tralasciando le tre figure artistiche in questione, la canzone è veramente bruttarella e di poca consistenza.
Eliminati la prima sera, lì avrebbero dovuto finire, accontentandosi di un importante passaggio televisivo come quello del Festival. Invece non solo sono stati recuperati a scapito di altri più meritevoli, ma sono anche arrivati tra i tre superfinalisti.
 
In un sistema di voto piuttosto oscuro (qualcuno ha capito in che misura e come influiva il 50% del voto dell’orchestra?) questo recupero e rimonta dava adito a parecchie illazioni e la rivolta dell’orchestra non ha fatto che dare consistenza a dubbi e perplessità.
 
Il risultato finale è passato in secondo piano: avrei preferito Mengoni (più personale e interessante) a Scanu (la cui canzone era stata “ribaltata” dalla presenza della Amoroso, ma poi era tornata ad essere molto normale); ma questo è un puro giudizio personale e sono contento che abbia vinto un giovane.
 
Quello che ha perso è stato il Festival che è arrivato alla finale in pompa magna, con un livello molto alto, e poi è crollato miseramente a fine serata, propinandoci un ultima ora piena di tensione, senza più mordente, incerta, con un’atmosfera asfittica e imbarazzata.
Peccato festeggiare così il 60° compleanno!
 
P.s. il giorno dopo è stato decisamente peggio! Nei vari talk-show quando qualcuno poneva domande intelligenti e chiedeva chiarezza è stato letteralmente sommerso dai “lecchini” di turno (i poveri musicisti dell’orchestra sono stati definiti “mercenari”) e la cosa che più mi ha colpito è che, alla fine, tutti se la prendevano (o sostenevano) i cantanti, spesso così giovani (o così educati – come Emanuele di Savoia) da non essere “attrezzati” per sostenere bordate di quel tipo.
Non è con loro che si deve polemizzare: sono lì a fare il loro mestiere, a portare le loro proposte. Casomai domande e critiche vanno fatte a chi li ha messi su quel palco.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 22/02/2010 (8514)

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