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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 845 del 24 febbraio 2003 (1609) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Nota congiunturale: 01/2003
Nota congiunturale: 01/2003

L'indice inflativo Nazionale ha segnato lo scorso mese di gennaio un +2,8% su base annua con una variazione, rispetto il mese precedente, dello 0,4%.
L'indice armonizzato, sempre riferito allo stesso mese, ha subito anch'esso una variazione mensile di meno 0,2% che corrisponde al + 2,9% su base annua.
La dinamica dell'indice armonizzato dimostra che i prezzi reali sono più alti di quanto viene rilevato, seguendo la logica del paniere, dalle fonti ufficiali che fanno capo all'ISTAT.

Nel mese di gennaio si confermano "caldi" i capitoli dell'abitazione, della voce "altri beni e servizi" che registra l'aumento dei costi bancari, dei trasporti, ed ancora degli alberghi e ristoranti, mentre si raffreddano gli aumenti dei prodotti alimentari che segnalano, dopo ben otto mesi consecutivi, un rallentamento della crescita.

Nel mese di gennaio l'attendibilità dell'Istituto nazionale di statistica ha avuto un ulteriore calo per la nota vicenda dell'improprio conteggio dei nuovi prezzi dei farmaci; le ns. posizioni sull'istat sono ormai note (l'attuale indice NIC - prezzi al consumo per l'intera collettività - rappresenta il 60 /70 % dell'inflazione effettiva, che è oggi in Italia è al 4,5%) e l'episodio ci permette qualche commento.
Il primo è riferito al chiaro sospetto che i dati Istat siano oramai addomesticati a secondo delle necessità governative e l'altro è invece specifico e riguarda l'artificio utilizzato sui farmaci per segnare una diminuzione dell'inflazione. E' infatti noto che i farmaci diminuiti sono quelli inclusi nella fascia A, a totale carico del servizio sanitario Nazionale, mentre sono aumentati sensibilmente quelli in fascia C a pagamento diretto. Orbene l'Istat include nel paniere i farmaci di fascia A ed esclude quelli di fasci C...ogni commento in materia è superfluo.

Le anticipazioni delle città campione relative al mese di febbraio 2003 segnano una inflazione al 2,7% su base annua, in leggera diminuzione per effetto del prezzo dei farmaci, ma dimostrano che le tensioni sui prezzi e le tariffe non si sono ancora attenuate.
Il gap inflativo che il 2002 ha consegnato all'anno nuovo è dell'1,1% e questi difficilmente potrà essere recuperato senza una politica fiscale e di controllo adeguata.

Gli effetti degli aumenti del 2002 sono stati devastanti e il calcolo di Federconsumatori è che le famiglie Italiane hanno speso, nel corso dell'anno 2002, 800,00 € in più per mantenere lo stesso tenore di vita del 2001. Il trascinamento di questo effetto inciderà anche nel 2003 e rischia di condizionare gli acquisti delle famiglie che stanno, da 14 mesi consecutivi, contraendo il loro tenore di vita.

I rincari tariffari programmati, alcuni dei quali già entrati in vigore, di energia elettrica, dei pedaggi autostradali, del canone rai, delle ferroviarie Nazionali cui si stanno aggiungendo gli aggiustamenti locali (ICI, TARSU, parcheggi e tariffe) incideranno in modo negativo sui costi e aggiungeranno decimali agli indici inflattivi.

Il monitoraggio dei prezzi qui a Pavia segnala ancora un andamento non in linea con le statistiche Nazionali. I dati da noi rilevati, utilizzando il metodo di rilevazione ufficiale, segnalano che il costo della vita nella ns. provincia è superiore di un 0,5% all'indice nazionale, oppure dell'1,7 % se si segue l'effettivo andamento del costo della vita.

Le segnalazioni dimostrato che alcuni prezzi in provincia sono soggetti a sensibili aumenti; in particolare quelli relativi ai ristoranti (il cui indice è ulteriormente incrementato), i servizi in generale che in gennaio marcano l'aumento dovuto ai forti incrementi delle spese bancarie - è in corso una ns. specifica indagine -, l'abitazione che sconta alcuni incrementi tariffari mentre i generi alimentari lievitano di poco e interrompono la nefasta rincorsa degli ultimi mesi.

I dati di Pavia sono quindi ancora di segno negativo e si può confermare una tendenza negativa per le famiglie pavesi che devono aggiungere 150,00 € medi/annui d'esborso per mantenere lo stesso tenore di vita di altri abitanti della Lombardia.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 24/02/2003 (845)

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