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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 841 del 24 febbraio 2003 (2946) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Due concerti di ''roots'' music
Due concerti di ''roots'' music

Il termine "Roots" (radici) abbinato ad un genere musicale sta ad indicare una modalità di interpretazione che si rifà alle origini di quel genere stesso. In questo senso il primo dei due concerti di questo tipo di musica si è tenuto Sabato 22 Febbraio al Teatro Fraschini di Pavia, in ovvasione di una serata benefica a favore dell'Associazione Pavese per la Cura del Dolore "Lino Sartori".

Sul palco, la Milano Hot Jazz Orchestra.

Nata dalla fusione di elementi provenienti da tre diverse formazioni (la "Riverboat Stompers Jazz Band", la "Milano Jazz Gang" e la "Ticinum Jazz Band") la Milano Hot Jazz Orchestra si pone l'obbiettivo di ricreare le tipiche sonorita' delle orchestre composte da molti elementi (Duke Ellington, Fletcher Henderson, ecc.) operanti negli Stati Uniti tra il 1928 ed il 1933 con il minor numero di musicisti possibile. Questo permette alla Milano Hot Jazz Orchestra di mantenere il tipico assetto di "Jazz Band" di 7 o 8 elementi anziche' quello di "Big Band" (11 o 13 elementi). Svolgono un grande lavoro di trascrizione e adattamento direttamente dai dischi dell'epoca, non esistendo partiture scritte delle composizioni di quel periodo.

L'orchestra e' composta da quattro strumentisti "a fiato" in front-line e quattro musicisti di "ritmica" sulla back-line potendo offrire così differenti assetti musicali e differenti timbriche grazie alle possibili combinazioni di strumenti suonati dalla front-line.

Carlo Marchesi

Davide Cornaggia, ad esempio, e' il più giovane musicista dell'orchestra e suona il trombone, il sax tenore ed il clarinetto. Alberto Schinelli suona il sax tenore, il sax soprano ed il clarinetto. Claudio Perelli e suona il sax contralto, la cornetta, il sax soprano ed il clarinetto. Paolo Gaiotti suona la cornetta, il washboard e canta. Jack Russo suona il banjo e canta, inoltre essendo uno dei piu' importanti collezionisti di materiale discografico in Europa, fornisce le idee per il repertorio dell'orchestra. Pep Inzaghi suona il sousaphone. Guido Castelli suona la batteria con particolare cura alle ritmiche dell'epoca (1928/1933). Carlo Marchesi suona il pianoforte.

Nonostante il nome, nell'orchestra troviamo 5 musicisti pavesi su un totale di sette.

Milano Hot Jazz Orchestra

L'orchestra ha al suo attivo tre incisioni: Stomp Miss Hannah (pubblicato in America dalla Stomp Off Records nel 1999), The Storybook Ball (registrato in parte in studio a Pavia e in parte al "Capolinea Jazz Club" di Milano nel gennaio 1999) e Variety Stomp (registrato a Pavia nel Febbraio 2002. Comprende 2 brani live registrati durante uno dei tanti concerti tenuti agli East End Studios di Milano).

Condita dalle simpatiche espiritose presentazioni di Perelli, l'esibizione si è srlotolata lungo 15 brani interpretati con una tale convinzione da non lasciare dubbi sulla sincerità della proposta filologica. In effetti, si aveva l'impressione di ascoltare un vecchio 78 giri (e guardate che questo va inteso come un gran complimento); non basta usare strumenti d'epoca per riproporre un "sound", bisogna suonarli nel modo e con il feeling "giusto".

Tutti bravi i singoli musicisti; una nota di merito a Marchesi e Perelli che hanno voluto affrontare alcuni passaggi e situazioni particolarmente impegnativi, superandoli brillantemente.

Tamboo & Blooz Crackers

Il secondo concerto si è tenuto al Treno Bar di Roncaro e il protagonista è stato Tamboo (Sergio Tamburelli) e i (ribattezzati per l'occasione) Blooz (leggi: blus) Crackers con Gnola alla chitarra solista.

Non contento delle sue continue trasformazioni, Tamburelli, oltre al Tamboo Combo (la cui formazione è estremamente aperta e variabile), tiene in piedi altre due "situazioni" parallele: una di Heavy Blues con il gruppo dei WEBS (nati dalle ceneri dei Fungus) e questa nuova invenzione di "Roots Blues" semi-acustico.

Tamboo & Blooz Crackers

Ad affiancarlo in questa nuova impresa oltre a Furio Sollazzi (vale a dire: io stesso, in persona) alla batteria, ci sono Giacomo Lampugnani al basso e Maurizio "Gnola" Glielmo alla chitarra.

Giacomo Lampugnani ha collaborato, dal 1986, all'attività concertistica del chitarrista Franco Brambati; fa parte nel 1992-93 del gruppo "Everest" e nel 1994 collabora con l'orchestra del Maestro Victor Bacchetta. .Dall'inizio del 1997 sì esibisce in Italia ed all'estero con il gruppo "Esperando collabora con il gruppo Rosso Latino, del batterista Loris Stefanuto.Tuttora lavora principalmente in ambiti jazzistici, ed ha collaborato con musicisti quali: Luigi Bonafede, Giorgio Dì Tullio, Romano Mussolini, Tony Moore, Ronnie Jones e Fabio Casali. E' docente presso la Nuova Accademia dì Musica Moderna dì Milano la scuola 'Accademia d'Arte" di Voghera, l'Istituto Didattico Musicale di Milano e dal 1997 insegna presso la scuola dì musica Live di Pavia.

Maurizio ''Gnola'' Glielmo

Il chitarrista - cantante Maurizio Glielmo è leader e fondatore della Gnola Blues Band che nasce ufficialmente nel 1989. Per anni a fianco di Fabio Treves, calca i palchi dei più rinomati festival blues italiani, collabora con artisti internazionali (Chuck Leavell, Dave Kelly, Bob Brunning, Maisha Grant , Zora Young, Sandra Hall) incide due album "First step" del 1991 e "Walkin' through the shadows of the blues" pubblicato nel 1999 e distribuito dalla Blues Corner. Glielmo ha inoltre collaborato all'ultimo album in studio di Davide van De Sfroos.

Dividendosi tra Gibson Les Paul e Dobro, Gnola conduce la nuova formazione di Tamboo attraverso le sonorità del Blues delle origini abbinando così uno stile impeccabile e un'interpretazione ricca di feeling alle ironiche (ma intense) performances di Tamburelli.

Questa nuova versione "Roots" di Tamboo è coinvolgente, interessante e (come sempre) divertente.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 24/02/2003 (841)

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