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Pagina inziale » Sport e Benessere » Articolo n. 8398 del 12 gennaio 2010 (1769) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Bamako, finalmente!
Bamako, finalmente!
Ci aveva annunciato la partecipazione del team 241 al “Dogon Challenge, corsa con utilitarie partita il giorno di Santo Stefano, ora il resoconto dell’iniziativa benefica patrocinata dal Comune di Pavia.
 
Dopo una tappa lunghissima – dichiara Alessandro Cini, uno degli organizzatori - siamo entrati a notte fonda a Bamako, in cerca di un ostello. A bordo della nostra Peugeot 106 anche Giovanni Veronelli, venuto ad accogliere i team alla frontiera. Così il team 241 riunito in formazione originaria entra nella capitale del Mali a chiudere la prima edizione del Dogon Challenge 2009.
 
Nelle orecchie ancora il rumore dell’auto che corre sulla lunga strada, iniziata il mattino alle 7 alle porte del Parco di Dar Salam in Senegal dove avevamo fatto tappa per una foratura al serbatoio della Fata Granata, per poi tagliare Tambacunda e da lì fino alla frontiera, dove ci attendeva Abareka Anandree con i carnet de passage per attraversare il Mali.
 
Un assaggio di montone alla brace, cotto nelle baracche presso la dogana che non si sa bene a che stato appartengano, poi via lungo le strade del Mali. 750 Km all’arrivo, il rush finale, per avere poi una giornata di pieno relax oggi da dedicare al bucato, a scrivere e anche a riposare qualche ora! Strada bella, lunga, costellata di camion e pullman in avaria a bordo carreggiata e capanne in terra cruda con bambini che giocano pericolosamente ai margini della strada. Quando scende la sera siamo ancora a 300 Km dalla capitale, una cena veloce a base delle ultime rimanenze di tonno e pomodoro con il team Panda e la sosta per una birretta in uno dei tanti villaggi-bazar lungo la strada. Cielo stellato come non lo si vede spesso, odore di carbone e di braci che ardono a bordo strada, musica da vecchie radio a batteria, c’è tutta l’Africa che uno può immaginarsi in uno dei tanti banalissimi gruppi di capanne di terra e paglia e banchetti di rami di legno intrecciati e l’invito a sedersi in una delle poltroncine scassate sul retro a bere una birra davanti al fuoco con dei ragazzi locali sotto al cielo del Mali è davvero una tentazione fortissima, ma non si ripartirebbe più, questo è certo. Intanto a pochi metri di distanza un ragazzino lesto cerca di aumentare il prezzo della benzina venduta al team Panda in bottiglie di plastica, e anche questo è Africa.
 
Stravolti e desiderosi solo di un letto dopo 17 ore di auto, a mezzanotte ci imbattiamo in una festa di villaggio a 50 Km da Bamako. Ancora non lo sappiamo, ma è una festa in nostro onore da parte di uno dei ragazzi dell’associazione, festa sorpresa, di cui nessuno sapeva nulla.
Veniamo letteralmente travolti da un mare di uomini e bambini che suonano lungi corni in una sorta di surreale banda di fiati, con contorno di percussioni che battono senza sosta.
Siamo gli ospiti d’onore, con tanto di posto a sedere in questa marea di persone che ballano e battono le mani, mentre di esibiscono a turno in danze rituali persone travestite da animali e altre figure non chiare nonché bambini acrobati che eseguono capriole al centro della folla... Ma la cosa più affascinante è forse fermarsi ad osservare come ballino con gusto alternandosi una alla volta un gruppetto di donne non proprio giovani, un ritmo che hanno nel sangue e che non si perde mai!
 
Ore 2 di mattina, al bar dell’ostello gli equipaggi del Dogon festeggiano tra birre e risate l’arrivo, fino a notte fonda, felici di avercela fatta tutti insieme, aiutandosi nei momenti difficili! Adesso andremo a vedere i progetti che l'associazione Abareka Anandree segue in città e doneremo ufficialmente le auto e il materiale che abbiamo portato con noi. Nei prossimi giorni ci sposteremo verso Timbuctu e Mopti per andare a conoscere gli abitanti dei Pays Dogon”.
 
 Informazioni 
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.241team.com
 
 
Pavia, 12/01/2010 (8398)




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