Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
sabato, 30 maggio 2020 (1102) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» L'altro Leonardo
» Oltrepò Pavese. L'Appennino Lombardo
» Napoleone anche a Pavia
» Marco Bianchi e "La cucina delle mie emozioni"
» Semplicemente Sacher
» Oltrepò infinitamente grande, infinitamente piccolo, infinitamente complesso
» Un nodo al fazzoletto
» Vigevano tra cronache e memorie
» Il Futuro dell’Immagine
» "Sorella Morte. La dignità del vivere e del morire”
» L' Eredità di Corrado Stajano
» Il pentagramma relazionale
» Ghislieri 450. Un laboratorio d’ Intelligenze
» Progettare gli spazi del sapere: il caso Ghislieri
» La Viola dei venti
» Solo noi. Storia sentimentale e partigiana della Juventus
» L'estate non perdona
» Il manoscritto di Dante
» Per una guida letteraria della provincia di Pavia
» A Londra con mia figlia

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Vacchi e Bossini agli Incontri Musicali del Collegio Borromeo
» Carnevale al Museo della Storia
» Leonardo e Vitruvio. Oltre il cerchio e il quadrato
» Vittorio Sgarbi e Leonardo
» Narrare l'Antico: Sole Rosso di Grazia Maria Francese
» Squali, predatori perfetti"
» Visual Storytelling. Quando il racconto si fa immagine
» I linguaggi della storia: Il formaggio e i vermi
» Giornata della memoria. Il cielo cade
» Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia
» La Storia organaria di Pavia
» Postazione 23
» Libri al Fraccaro
» Il "Duchetto" di Pavia
» La cospirazione dei tarli
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 8393 del 8 gennaio 2010 (3757) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Storie da cani
La copertina del libro
Ultima fatica letteraria di Giovanni Pallavicini, “Storie da cani” è un libricino di poche pagine dal contenuto, come l’autore del resto ci ha abituato anche per le altre pubblicazioni, per nulla scontato, ricco di spunti di riflessione e dalle diverse interpretazioni …
 
La storia è quella di Bruks  cane di “taglia forte perché peso quaranta chili e il mio corpo è ricoperto prevalentemente da un pelo rasato color variegato …” bastardino che si forma alla scuola randagia diretta da due validi insegnanti, Foster e Milly, poi accalappiato e portato al canile dove è accudito, sfamato due volte al giorno, messo a dieta, coccolato dalle volontarie Letizia, Veronica e Valentina, dove però conosce la noia “alla scuola dei randagi mi avevano insegnato che se si passa una vita a pensare solo a se stessi, alla lunga poi ci si annoia …” adottato e portato in una nuova casa“circondata da alcuni alberi, diverse piante di fiori e spazio sufficiente per muoversi comodamente. In un angolo ben preciso era sistemata la mia cuccia con l’apertura rivolta al cancello d’entrata perché noi cani, per natura, vogliamo vedere chi transita nel territorio che sentiamo nostro”. Qui conosce Sara, studentessa della scuola media, che diventerà la sua compagna di giochi e si prenderà cura di lui “ è lei che due volte al giorno si preoccupa di riempirmi le ciotole del cibo e dell’acqua, di tenermi pulito, di spazzolarmi il pelo e di cospargere il corpo con l’antipulci, di darmi una medicina una volta al mese …”
 
Ho apprezzato, anche in questo racconto, la poesia e la sensibilità stilistica di Giovanni del quale ho letto tutto, almeno quanto ha scritto negli ultimi dieci anni, da quando  cioè risale la nostra conoscenza.
Giunta alla fine della lettura mi sono domandata se la storia del cane Bruks potesse essere anche una metafora della disperazione e precarietà umana dei giorni nostri: delle tante persone meno fortunate che vivono di espedienti da strada (vita randagia), che,  private della loro libertà ed indipendenza, vivono in una piccola cella (il box di un canile), che non hanno voce poiché invisibili e quindi considerate di una razza inferiore (… è un comportamento che non vorremmo mai vedere negli uomini perché il non essere accettati e scacciati a quel modo ci fa sentire una razza inferiore – racconta Bruks commentando la minaccia “pusaaaaaa via” di alcune persone alla vista dei cani).
 
Il libretto si conclude con un saluto ed una preghiera che Bruks rivolge al lettore “ quando incontrerete un cane che gironzola solo soletto, non negategli una carezza, perché per lui sarà un gesto d’amore e felicità”; se “cane” lo sostituiamo con “umani” e “carezza”con “sorriso”, la diversità dovrebbe fare un po’ meno paura.
 
Bau bau a tutti!
 
 Informazioni 
 

Valeria Hotellier

Pavia, 08/01/2010 (8393)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool