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Pagina inziale » Università » Articolo n. 8166 del 14 ottobre 2009 (2244) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Da Cervantes a Caramuel
Incisione di Pedro de Villafranca da: Francisco de los Santos, Descripción breve del monasterio de San Lorenzo del Escorial, Madrid, Imprenta Real, 1657
La grande esposizione di pittura spagnola del Secolo d’oro, proveniente dalle collezioni dell’Ermitage di San Pietroburgo e allestita presso il Castello Visconteo di Pavia, ha suggerito agli ispanisti Giuseppe Mazzocchi, docente presso l'ateneo pavese e direttore del Centro Interdipartimentale di Studi sulla Lombardia Spagnola, e Paolo Pintacuda, dell’Università di Bari, di mostrare, in parallelo, una scelta di libri illustrati barocchi ispanici della Biblioteca Universitaria, le cui incisioni permettono di riscontrare la proiezione, oltre le tele, di una visione essenzialmente iconica del mondo.
 
Ospitata nello splendido Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, nell’ambito del mese dedicato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali alla promozione del libro e della lettura - “Ottobre Piovono Libri” - Da Cervantes a Caramuel, così come per la pittura Da Velázquez a Murillo, mostra la traiettoria di tutto un secolo, muovendo dalle soglie del Seicento, che videro la straordinaria apparizione del Don Chisciotte, per scivolare in avanti, sino a scorgere – tra le nebbie lomelline – i tentativi di classificazione scientifica del mondo e dell’uomo di una figura esemplare ed emblematica di spagnolo internazionale quale è quella del vescovo di Vigevano.
 
I cinquanta volumi esposti intendono rappresentare i diversi ambiti del libro illustrato barocco spagnolo, spaziando dalla letteratura ai viaggi, dalla religione alle scienze, dalla storia alle arti; così, nel suo percorso, il visitatore avrà modo di cogliere tanto il variare dell’illustrazione, a seconda dei generi editoriali, quanto l’ampiezza di questi ultimi in ambito ispanico.
 
Forti e persistenti sono poi i richiami tra le incisioni che impreziosiscono i libri e i modelli pittorici secenteschi, non soltanto spagnoli: si apprezzerà l’evidenza rubensiana del ritratto equestre di Fernando d’Austria, nel Viaje di Aedo y Gallart (1635); oppure l’impronta tutta velazqueña dell’immagine di Filippo IV che apre l’Escorial di Francisco de los Santos (1657). Né mancano richiami più sottili, come – per esempio – alla tradizione paesaggistica fiamminga o all’iconografia immacolista canonizzata dalla mano di Murillo.
 
Ma la mostra, legata a doppio filo alle attività del “Centro interdipartimentale di ricerca sulla Lombardia spagnola” dell’Università di Pavia, vuole pure valorizzare una parte importantissima del patrimonio culturale del Milanesado. I fitti rapporti culturali intrecciatisi durante due secoli di permanenza spagnola hanno lasciato, infatti, tracce librarie importanti e preziose, che non vanno studiate nell’ottica del singolo cimelio da sottrarre all’oblio e alla polvere, bensì capite e interpretate per ricostruire tutto un sistema di trasmissione della cultura e il costituirsi di un’immagine della Spagna che – come confermano gli studi storico-economici e letterari degli ultimi anni – ci porta ben lontano dai pregiudizi illuministici e risorgimentali di sapore manzoniano.
 
È imminente la pubblicazione del catalogo (Ibis)di edizioni cinque - seicentesche di interesse ispanico della Biblioteca Universitaria di Pavia (circa 1200 esemplari) che raccoglie una quindicina di saggi di illustri specialisti su altrettanti volumi esposti, e un’introduzione alla storia dell'incisione barocca spagnola di Isabel Moyano, responsabile del fondo antico della Biblioteca Nacional de España.
 
 Informazioni 
Dove: Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, Strada Nuova, 65 – Pavia
Quando: dal 17 ottobre al 14 novembre 2009, lun.-ven.: 8.15-18.45, sab. 8.15-13.45 (Inaugurazione venerdì 16 ottobre 2009, ore 17.00)
 
 
Pavia, 14/10/2009 (8166)




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