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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 8062 del 14 settembre 2009 (1895) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
VI Palio del bove grasso
VI Palio del bove grasso
A Cergnago, il palio dei rioni non è solo un momento di festa – quella più attesa dell’anno – ma anche un’opportunità per rivivere un capitolo importante della storia locale: la sottomissione del Feudo di Cergnago agli Sforza.

Coniugando cultura e divertimento, la Pro Loco, sostenuta dall’Associazione “Settembre in Lomellina”, dà vita alla grande festa popolare battezzata “Il Palio del Bove Grasso” che, unitamente alla concomitante Sagra del risotto, si pone anche come vetrina per la valorizzazione delle tradizioni e dei sapori del territorio. Ed proprio tra le tradizioni e la gastronomia locali va ricercata l’origine del insolito nome del palio…
 
Il “bove grasso” imperava sulla tavola natalizia dei Visconti, che se lo procuravano con l’offerta di 50 ducati donati da Priori e Abati dei vari monasteri del territorio. Tale usanza venne mantenuta anche da Francesco Sforza, il quale per chiedere il versamento della somma indirizzò una delle sue missive al Priore di Mortara e ad una lunga serie di ecclesiastici, tra cui l’Abate di San Pietro D’Erbamara, antica abbazia che sorgeva nelle vicinanze di Cergnago, che da allora ogni anno onorò l’impegno.
 
Il palio, che domenica 20 rievocherà il fasto della “visita” di Francesco Sforza per l’annessione di Cergnago ai suoi territori, è il momento culminante della festa poiché è il vincitore della giostra fra cavalieri – ciascuno a difesa di uno dei colori delle quattro contrade del Borgo (rosso - Castello, blu - Cavón, bianco - Madonnina e verde - Burio) – che si aggiudica il “privilegio” di consegnare direttamente al Conte il contributo a nome di padre Domenico Baldassare Sacco dell’Abbazia d’Erbamara.
 
Già a partire da mercoledì, però, si potrà assistere a danze rinascimentali accompagnate dal suono di tamburini e di chiarire, ad esibizioni di sbandieratori, giocolieri, mangiafuoco e di amazzoni, che, come le signore del secolo d’oro, cavalcano tirando con l’arco con la stessa abilità dei loro cavalieri.
Le stesse esibizioni verranno riproposte domenica, quando la rievocazione si arricchirà dell’allestimento di un accampamento di milizie mercenarie al soldo del Conte e quindi attività di campo, addestramento con la spada presentazione nuove armi da fuoco; di un corteo storico e, novità del 2009, dei duelli della Milizia del Capitano di Lomellina. Nelle vie del paese verranno ambientate botteghe si di antichi mestieri e usi e costumi d’epoca, mentre il centro polisportivo ospiterà un mercatino di hobbistica e artigianato vario.
 
La 28^ edizione della Sagra del risotto inizierà, invece, giovedì sera, e fino a domenica, riunirà sotto il tendone estimatori della buona cucina pronti a “rendere omaggio” ai piatti di punta della tradizione culinaria: il risotto ai funghi porcini - il riso introdotto in questa pianura paludosa del ducato nel ‘400 da Galeazzo Maria Sforza, i funghi caratteristici della zona dei dossi, dove già nel Medioevo c’era la “grande selva che si estendeva da Valeggio al Ticino” - e la “turta virulà”, vero dolce tipico cergnaghese, semplice ma inconfondibile, ottenuto con un impasto di farina di frumento e fecola che viene diviso in due parti, una sola delle quali arricchita di cacao.
 
 
 
 Informazioni 
Dove: Cergnago
Quando: dal 16 al 20 settembre 2009
Le cene e il pranzo di domenica si terranno presso il centro polisportivo (tendone al coperto) anche in caso di maltempo.
Per prenotazioni: tel. 0384/43355 o 347/6028658 (9.00- 13.00 / 16.30-22.00)
 

La Redazione

Pavia, 14/09/2009 (8062)

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