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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 800 del 14 settembre 2001 (4499) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La mostra della laguna colpisce ancora
La mostra della laguna colpisce ancora

Una cinema vitale, alcune volte nuovo, altre un po' più ingessato, sempre comunque interessante contraddistingue l'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia tenutasi al Lido dal 29 agosto all'8 settembre scorsi.

Dodici giorni di film, dodici giorni di cinema, di incontri col pubblico, di conferenze stampa con i registi e gli attori hanno accolto ed intrattenuto, nella lunga isola di fronte a Venezia, alcune migliaia di giornalisti, reporter, addetti al lavoro, o semplici appassionati della settima arte.

Sono stati giorni "duri", con i film presentati nelle sei sale (sempre troppo poche se confrontate all'affluenza) dalle otto del mattino fino alle due e mezza-tre di notte e con le code per entrare in sala che occupavano tutto il tempo residuo tra una proiezione e l'altra.

Tutt'un'altra cosa rispetto a Cannes o Berlino, dove, grazie ad un'organizzazione ben più puntuale, si riescono a vedere molti più film stancandosi molto meno.

Monsoon Wedding

Ma parliamo di premi e di premiati, altra novità di quest'anno, mai così numerosi: anzitutto il Leone d'Oro della Selezione Ufficiale, il premio più ambito della sezione più importante, andato quest'anno a Monsoon Wedding di Mira Nair, regista indiana già nota per opere del calibro di Salaam Bombay!, nomination all'oscar nell'88, Mississipi Masala del '91 o Kama Sutra, del '96.

Monsoon Wedding è un pastiche di tradizione e modernità che narra di un matrimonio organizzato all'ultimo minuto. Cinque storie vi si intrecciano, con amori, speranze inquietudini e morale. Sessantotto attori, molte canzoni e tutti i colori dell'India fanno il resto.

Hundstage

Gran Premio Speciale della Giuria a Hundstage (trad. lett. canicola, caldo da cani) di Ulrich Seidl, un apologo sull'Austria d'oggi, le sue follie, la solitudine, il caos, il disperato bisogno d'amore in un paese che avrebbe tutte le carte in regola per essere una sorta di paradiso fuori dal tempo (Austria felix?).

Poi Premio Speciale per la Regia all'iraniano Raye Makhfi (Il voto è segreto) di Babak Payami.

Un'urna cade dal cielo. Un soldato di stanza sulla spiaggia scopre, svegliandosi che ci sono le elezioni, ma nessuno sembra saperne nulla...

Un film surreale ed assurdo, una commedia satirica su tutti i sistemi elettorali di qualunque paese, in qualsiasi parte del mondo.

Finalmente italiane le due Coppe Volpi, premi alla migliore interpretazione maschile e femminile dei film del concorso alla mostra.

Luce dei miei occhi

E sono gli interpreti del film di Piccioni, Luce dei miei occhi, da questo venerdì in programmazione anche a Pavia, a vincerle. Luigi Lo Cascio (reduce dal successo di I cento passi) è un credibile Antonio, di mestiere autista e con l'hobby della fantascienza, e la bellissima Sandra Ceccarelli un'indebitata commerciante che per comprare un negozio di surgelati è oggi in balia dello strozzino di turno, Saverio,(interpretato dal bravo Silvio Orlando) e che deve convivere con la paura che le venga tolta dal tribunale la figlia.

Un'altra opera di Giuseppe Piccioni, già regista del pluripremiato Fuori dal mondo, ancora una volta sospesa tra utopia e realtà.

Chissà se, seguendo quest'ultimo esempio vedremo presto anche gli altri film di Venezia sui nostri schermi?

Per ora accontentiamoci del geniale B-movie John Carpenter's ghosts of Mars, già a Venezia fuori concorso e al cinema Arti quasi in contemporanea.

Se vi sembra poco...

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 14/09/2001 (800)

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