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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 7978 del 13 luglio 2009 (3230) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Librino? Una favola
Figazzolo con Daniele Bannò tutor sul progetto video ed educazione all'immagine
Nella realtà non è proprio così. Librino è un quartiere di Catania solitamente presente sui giornali solo nelle pagine di cronaca nera. Avrebbe dovuto essere una zona residenziale di lusso, disegnata dall’architetto giapponese Kenzo Tange, invece è diventato un quartiere-dormitorio, con grandi palazzi in cui la gente si rinchiude perché, soprattutto di sera, ha paura ad uscire. 
Ve lo raccontiamo perché, anche se per poco tempo, a far diventare questa “quinta” uno scenario da favola ci ha pensato il “nostro” Figazzolo.
 
Grazie ad un finanziamento del Fondo Sociale Europeo per promuovere il successo scolastico, l’inclusione sociale e le pari opportunità l’Istituto Comprensivo Campanella Sturzo di Catania ha potuto avviare un progetto quinquennale sul linguaggio audio-video, per trasmettere il quale il preside ha dato l’incarico proprio al regista pavese.

Nell’ambito di questo progetto, che quest’anno ha riguardato le classi elementari, Roberto Figazzolo ha illustrato ai bambini tutti i passi che portano alla realizzazione di un film.Un riscontro inaspettato ha visto i ragazzi, che di solito scappano dalla scuola, ad aggrapparsi ai davanzali delle finestre per riuscire ad ascoltare quello che veniva spiegato nell’aula dove, per via dei posti limitati, non erano riusciti ad entrare.
 
Le lezioni hanno portato alla realizzazione di un cortometraggio che, avendo come tema “il sogno e la paura”, ha trovato uno sfogo naturale nella fiaba come mezzo per vincere le angosce della realtà quotidiana.
Nasce così “Librino? Una favola” che - girato nel quartiere - oltre a Figazzolo, nei panni di regista e montatore, ha impegnato una decina di ragazzi, scelti tramite un casting, nei ruoli più disparati: dalla segretaria di edizione alla continuity girl (che annota tutti i particolari affinché non ci siano incongruenze tra le scene girate in momenti diversi), dal location finder (che suggerisce lo sfondo migliore per un’azione) a, ovviamente, attori di primo e secondo piano.
 
Una trama semplice per tante morali colte dagli alunni e un “Carosello” che li vede, senza fronzoli, impersonare i protagonisti delle fiabe più famose di tutti i tempi sullo sfondo degli scorci del loro quartiere. Il film piace a tutti e la scuola lo presenta alla 10^ edizione di Maremetraggio, Festival internazionale del cortometraggio e delle opere prime. E su 100 scuole italiane e greche, il corto di Librino vince, tra quelli prodotti dalle classi elementari, il Primo Premio
 
Anche a Roberto Figazzolo che, all’oscuro di tutto, si è ritrovato a rappresentare il Campanella Sturzo a Trieste per la cerimonia di premiazione, ammette che sembra quasi di vivere in una favola. Protagonista di una stagione fortunata, Figazzolo ha partecipato come fotografo al volume di Skira sul Teatro Fraschini di Pavia, e, nemo profeta in patria, dopo aver firmato il documentario “Louloumme” sul Senegal, vince con i suoi ragazzi di Catania un premio a Trieste.
 
La soddisfazione è stata quella di vedere i ragazzi accalcarsi al pomeriggio fuori da un istituto che abitualmente ha problemi di dispersione scolastica nelle normali ore di lezione – commenta Roberto Figazzolo –. Vincere il Festival, poi, è stata una sorpresa che mi ha fatto immensamente piacere. Soprattutto perché il film, pur nella sua povertà e approssimazione tecnica, è stato premiato perché la giuria ha visto il percorso che ha portato a questa produzione. Ed è proprio nel lavorare con questi bambini, freschi e intelligenti, nel far contenti loro, i loro insegnanti e il preside e nel vedere coinvolti anche i loro genitori che sta il successo di questo lavoro”.
 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 13/07/2009 (7978)

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