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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 778 del 17 febbraio 2003 (2597) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il concerto di Giorgio Cordini
Il concerto di Giorgio Cordini

Lasciatemi ripetere ancora una volta il concetto basilare che la musica, prima di tutto, va ascoltata suonata "dal vivo" e, ariprova di ciò, cito il concerto di Giorgio Cordini a Spaziomusica. Veneziano, autodidatta, Cordini si trasferisce a Brescia alla fine degli anni sessanta. In quel periodo incontra Mauro Pagani ed Insieme a lui suona, quando la PFM ancora non esiste, in due formazioni denominate "JB Club" e "Forneria Marconi".

Il sodalizio con Mauro Pagani è proseguito con la tournée di "Passa la Bellezza" e successive. Ha curato con lui la produzione del primo disco di Lorenzo Riccardi, un cantautore di Pavia, dal titolo "Strade perse".

Appassionato di blues, accompagna diversi musicisti americani di passaggio in Italia, tra cui Carey Bell, Otis Rush, Louisiana Red.

Ha partecipato come chitarrista alla tournèe de "Le Nuvole" di Fabrizio De Andrè ('91), alle successive teatrali, al tour del '97 "Anime salve" ed all'ultimo "Mi innamoravo di tutto" ('98). Ha collaborato inoltre con artisti italiani quali Irene Fargo, Cristiano De Andrè, Massimo Bubola, Nada, Oliviero Malaspina. E' chitarrista e cantante del trio di blues-rock Wha-Wha Band. Da ottobre del 2001 fa parte del gruppo che accompagna Massimo Ranieri.

Nel '95 ha registrato un compact disc suonato esclusivamente con chitarre acustiche, intitolato "Playing the Beatles" in duo con Andrea Braido.

Nel 2000 ha realizzato il progetto "Chitarre d'Autore" con la collaborazione dell'attore Luca Quaia e del chitarrista Enrico Mantovani e con la supervisione e la regia di Luisa Moleri. Con questa formazione ha dato vita ad una serie di concerti teatrali in molte zone dell'Italia, e ha pubblicato un CD con lo stesso titolo.

Nel nuovo CD "Disarmati" hanno collaborato musicisti quali Mauro Pagani,Riccardo Tesi, Massimo Carrano, Eros Cristiani, Vittorio Sonsini, Franco Testa, il Quartetto Zelig, Michele Gazich, Mauro Di Domenico, Fabio Treves ed altri ancora...

A partire dal novembre del 2002 ha dato vita ad un quartetto acustico formato da Eros Cristiani (fisarmonica e tastiere. Cristiani, nato a Voghera, è pianista, fisarmonicista. compositore, autore, arrangiatore, programmatore e suona da più di dieci anni in diverse formazioni. Tra le sue collaborazioni in concerti dal vivo vanno ricordate: Franco Mussida (PFM), Cristiano De Andrè, Oliviero Malaspina, Michele Ascolese, Mauro Pagani, Leroy Gomez Santa Esmeralda. Collabora inoltre da diversi anni con le orchestre di diverse reti televisive in programmi di varietà con Iva Zanicchi, Lorella Cuccarini Paola Barale ed altri ancora), Michele Gazich (violino e viola. Michele Gazich, nato a Brescia, ha collaborato con varie formazioni da camera e orchestrali, in tournée in paesi europei ed extraeuropei.

Progressivamente, nel corso degli anni novanta, Gazich abbandona il mondo della musica cosiddetta classica e intensifica l'attività live con autentici maestri del folk e del blues, come Bob Neuwirth, Eric Andersen, John Hammond, Tom Russel, ma anche al fianco di Victoria Williams e Mark Olson e i più giovani Adam Carrol e Bocephus King. Dal tour europeo del 1992 inizia la collaborazione artistica con Michelle Shocked che si concreta nella partecipazione ai tour italiani ed europei dell'artista del 1995, 1996, 1998, 2000, 2001. All'attività live come violinista, affianca quella della composizione di musiche di scena per vari spettacoli teatrali, tra i quali Il Sogno del Fuoco, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano / Teatro d'Europa e Elogio della Follia, rappresentato nel marzo 2001 presso il Teatro dei Lumi di Salò. Dal 2001 inizia la collaborazione con Massimo Bubola con il quale, nel 2002, ha curato la produzione artistica dell'album Si Vîf del cantautore friulano Luigi Maieron.) e Giuseppe Rotondi (percussioni, ha suonato per lungo tempo con la conosciuta formazione pavese dei Long Horns), oltre che da lui stesso alla chitarra ed al bouzouki. Con questo gruppo e con il supporto e la regia di Luisa Moleri si è proposto, Sabato 15 Febbraio, dal vivo a Spaziomusica con uno spettacolo che si basa sui brani selezionati dal lavoro discografico e su una serie di sequenze fotografiche di guerra che vengono proiettate durante il concerto. Questo nuovo progetto è stato approvato da Emergency, cui viene devoluto un euro per ogni CD venduto.

Come dicevo all'inizio, la musica ascoltata dal vivo vibra in maniera diversa, ti penetra, ti emoziona e il fatto che tutti i brani proposti nel concerto siano quasi esclusivamente strumentali ( tranne "Generale" di Francesco De Gregori, "Il disertore" di Boris Vian, "La guerra di Piero" di Fabrizio De André e "Non Insegnate ai Bambini" di Giorgio Gaber, proposta a sorppresa come Bis) non fa sentire la mancanza delle parole (che comunque vengono spesso proiettate sullo schermo) perché il messaggio arriva diretto attraverso le vibrazioni sulla pelle.

E sono vibrazioni positive che parlano sì di guerra, ma solo come cosa da evitare a tutti i costi a favore di una pace universale e personale.

E' vero, è un messaggio che sa un po' di "sessantotto" (tipo: Mettete dei fiori nei vostri cannoni) ma non sono certo io a poterlo ritenere datato (un po' per coincidenze anagrafiche e per similitudini di sentimenti) ma anche il mondo gli da ragione perché, proprio nel giorno in cui si è tenuto il concerto (15 Febbraio), milioni di persone sono scese in strada per chiedere la Pace.

Ma, anche volendo ignorare i contenuti, resta la musica di un magnifico concerto, suonato da una banda di musicisti bravissimi, amplificato bene e presentato in maniera garbata.

Sono state eseguite tutte le canzoni contenute nell'album "DISARMATI" (Girotondo, Noi non ci saremo, Here's To You, Ieri Ho Incontrato Mia Madre, Bella Ciao, Karima, La ballata dell'Eroe, Piazza Tienanmen, Invincibili, Disarmati) più un "ripescaggio dall'album precedente: Mio Fratello Che Guardi il Mondo.

In "Disarmati", il brano che dà il titolo all'album, la voce registrata di un attore recita un sonetto del "Coriolano" di Shakespeare in cui un soldato esterna il suo rifiuto di accettare onori e premi per aver "abbattuto qualche debole nemico". La musica è composta da Giorgio Cordini (così come quelle di Karima e Piazza Tienanmen) e durante l'esecuzione viene proiettata una sequenza di fotografie di guerra.

Il concerto si conclude con un ultimo Bis: Il Pescatore di Fabrizio De Andrè.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 17/02/2003 (778)

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