Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
domenica, 15 settembre 2019 (221) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Colore e tempo
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» "I colori della speranza"
» Sopra il vestito l'arte:dialogo d'artista
» Prima che le foglie cadano
» La bellezza della scienza
» Mostra "Natura ed artificio in biblioteca"
» Schiavocampo - Soddu
» De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose
» La Brigata Ebraica in Italia e la Liberazione (1943-1945)
» Il mio nome è... Gioconda
» Nuove generazioni - I volti giovani dell'Italia multietnica
» Fabio Aguzzi. Il poeta della luce
» Pavia Jinan - Tale of two cities
» L'energia dei segni e dei sogni
» Disegnetti ∆
» La Cina di Zeng Yi. Immagini di un recente passato
» Il tempo di uno scatto.Visite illustri all'Università di Pavia
» Vivian Maier. Street photography.
» Mostra illustrazioni e fumetti di LUCIOP

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Colore e tempo
» MathsJam
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» Due elefanti rossi in piazza...
» Genius Loci. Arte Luoghi Sinfonie
» Appuntamento con l'autore
» "I colori della speranza"
» La sirena: da Omero ad Andersen passando per San Michele
» Il romanzo di Baslot
» Sopra il vestito l'arte:dialogo d'artista
» Di amore, di avventura e di archivisti
» Drollerie, una mostra di Tommaso Filighera
» Il Collegio Borromeo festeggia Emanuele Severino
» Prima che le foglie cadano
» Presentazione inutile
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 7688 del 16 aprile 2009 (2214) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Le vie della croce
Particolare della locandina della mostra
Un evento itinerante unico nel suo genere. Dopo Milano, Como e Brescia arriva anche a Pavia “Le vie della croce”, mostra itinerante didattico-rievocativa che racconta “Il Simbolo della Vita attraverso i secoli e le vicende umane” (come cita il sottotitolo) grazie a 65 esemplari su ceramica smaltata e 65 pannelli dedicati a “fede, leggende, misteri che da millenni avvolgono la croce di mistica devozione”.
 
Dall’Egitto arcaico all’India sanscrita, al Golgota cristiano, mai simbolo ebbe più Sacralità e devozione imperitura.
I secoli e le vicende storiche hanno portato a modifiche, mai sostanziali, della rappresentazione della Croce arricchendo di nuove valenze simboliche il suo profondo significato.
Santi, re, cavalieri e semplici pellegrini videro nel simbolo cristiano della Resurrezione l’emblema quotidiano di riferimento adattando alcune volte l’iconografia della Croce stessa al sentire personale della Fede.
 
Oltre sessanta le varianti nella sua raffigurazione identificate nelle ricerche che, in due millenni, sono servite da riferimento come simbolo universale della Croce. Ogni interpretazione ha una sua storia e un suo significato particolare. Sono le varie Croci che si vogliono riproporre al pubblico, le loro origini, la storia, quando, dove e chi le prese a riferimento.
 
Una Croce in particolare colpisce l’attenzione di una grande parte dei visitatori: la Croce che Costantino Imperatore fece coniare per imporla ai suoi Milites Aurati, l’Ordine dei fedelissimi che egli creò dopo la vittoria su Massenzio e di cui tutti conoscono la storia perché legata alla visione del sogno “in hoc signo vinces” (con questo segno vincerai).
Ma com’era quella Croce? Lo si può in parte desumere dalle monete coniate sotto Costantino. Un Simbolo creato da un personaggio così importante non poteva certo essere dimenticato nel tempo. È stato ritrovato in una sua prima raffigurazione in un monastero copto, quasi coevo all’imperatore.
Nei secoli successivi fu sempre presente, con il suo significato di vittoria sul Male, in chiese, capitelli, mosaici. Si racconta che fosse la stessa Croce di Costantino, issata dal Papa San Leone Magno, ad aver fermato Attila vicino a Mantova.
 
Un interessante particolare di questa Croce, che venne chiamata “greca”, sono le quattro punte sulle estremità dei bracci che, modificandosi nel tempo, diedero origine a Croci di ordini militari, di imperi, di casate.
Anche Carlo Magno adottò la Croce di Costantino ed in seguito, le punte, ingentilite, diedero origine al giglio di Francia. I Paladini vengono elevati al rango di “Eletti dell’imperatore” mediante il bacio della Croce.
Fu sempre la Croce costantiniana che Leone III impose a Carlo Magno durante la sua incoronazione? Ma dov’è finita la croce originale? Esiste ancora?
Leggende, misteri, tradizioni, che affascinano ognuno di noi…
 
Tra gli obiettivi della mostra ci sono quello di far conoscere al grande pubblico il profondo significato storico e culturale di un Simbolo molto noto ma spesso solo in modo superficiale e solo in alcune delle sue rappresentazioni; di catalogare i diversi tipi di Croci che sono comparse sulla scena storica nei vari secoli, approfondire la loro origine ed i contenuti storico-religiosi, conoscere coloro che ne hanno fatto uso, in quale periodo storico, con quale valenza simbolica; e di promuovere lo sviluppo degli scambi culturali attraverso l’organizzazione e la promozione di un’iniziativa pensata come attimo di profonda riflessione.
 
 Informazioni 
Dove: Istituto Canossiano, via Menocchio, 1 - Pavia
Quando: dal 18 al 26 aprile 2009
 

 
 
Pavia, 16/04/2009 (7688)




MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2019 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool