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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 7622 del 27 marzo 2009 (2168) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Pensaci, Giacomino!
Pensaci, Giacomino!
La stagione di prosa del Fraschini ospita Pensaci, Giacomino! scritto da Luigi Pirandello in siciliano nel 1916 (la versione in italiano è datata 1917) sulla base di un racconto precedente, pubblicato sul Corriere della Sera (1910). Fu il primo copione destinato ad una compagnia teatrale professionista, quella del grande capocomico Angelo Musco, e il primo successo commerciale.
 
L’anziano professor Toti, insegnante in un ginnasio di provincia, vuole vendicarsi dello Stato che per anni lo ha malpagato: decide quindi di sposare una ragazza giovanissima per lasciarle la sua pensione. Individua in Lillina, figlia del bidello, la beneficiaria. Scopre però che la giovane è in cinta di un suo ex allievo, Giacomino Delisi, ma non si lascia condizionare, anzi è felice di accollarsi anche il sostentamento del bambino. La ragazza, cacciata di casa, viene accolta dal Professore a braccia aperte. Per qualche anno quest’ultimo permette alla giovane e al suo amante Giacomino di incontrarsi nella sua casa, rimedia al ragazzo una occupazione in banca, fa da nonno al bimbo. Conquista una certa felicità creando una famiglia fatta a suo modo.La vicenda di questo strano menage arriva però sulla bocca di molti ipocriti benpensanti, suscitando reazioni di disappunto; al padre naturale saltano i nervi, comincia a disertare la casa del Professore, perchè vorrebbe avere una vita normale, sostenendo di voler sposare un’altra ragazza. La giovane madre è consumata dal dolore. Si scopre che si è intromesso nella vicenda un prete, tal padre Landolina, il quale, subdolamente, tramando con la sorella di Giacomino, lo ha fidanzato con una giovane orfana per liberarlo dalla condizione immorale. Il Professore, spinto da un moto di giustizia, mette Giacomino di fronte alle sue responsabilità di padre e di innamorato.
 
Lo spettacolo nasce dalla simbiosi artistica di Stefano Randisi e Enzo Vetrano co-registi e co-interpreti. I due attori palermitani pongono l’attenzione sul tema della famiglia, sugli squilibri che possono verificarsi al suo interno, tessendo un ideale filo di congiunzione tra testo e nostra attualità familiare.
Lo spettacolo esalta un testo anticonformista, mette in luce a fondo l’opera, l’ossessione che lo pervade, il groviglio inestricabile di ingranaggi psichici: ne esce un Pirandello più umano e contemporaneo, all’interno di una versione integrata con brani in siciliano.
 
Nell’insieme l’allestimento riesce a far sentire un senso profondamente genuino tipico di un teatro che si mostra popolare, rituale e a tratti melodrammatico, in questa occasione impreziosito da un complesso di attori che si muove con scioltezza, ritmo e capacità mimica, entro una scena disseminata di banchi, di kantoriana memoria. Vetrano-Randisi trattano Pirandello con confidenza, lasciando intravedere tutte le fini peculiarità dell’autore e infondono a questa storia a lieto fine, comunque venata di drammaticità, un senso inesorabilmente universale.
 
 
 
 Informazioni 
Quando: 3 - 4 aprile, ore 21.00 ; domenica 5, ore 16.00
Dove: Teatro Fraschini, Pavia
Biglietti: da euro 30,00 (platea e palchi centrali) a euro 7,00 (posti in piedi)
Sono previste riduzioni per studenti, personale del Comune di Pavia e Università degli Studi, soci Coop, soci Amici del Fraschini.
 

Comunicato Stampa

Pavia, 27/03/2009 (7622)




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