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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 7598 del 23 marzo 2009 (3427) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ciao "Lulu"
Ciao
Mi trovavo a più di 13.000 km da Pavia quando la notizia mi ha raggiunto sotto forma di laconico sms: “E’ morto Bruno Villani”. Sapevo che stava molto male, ma non immaginavo che la cosa sarebbe stata così rapida e ne sono rimasto sconvolto.
Sono tornato cinque giorni dopo, non ho potuto salutarlo ne partecipare ai funerali e il solo modo che ho per salutarlo è scrivere queste poche righe.
 
Bruno Villani, “Lulu” per gli amici, è sempre stato una figura particolare di musicista: bravissimo ma schivo. Non ha mai fatto pesare la propria preparazione con atteggiamenti che spesso sono molto diffusi tra musicisti di livello a volte anche non eccelso.

Faceva parte della generazione di "orchestrali" precedente alla mia. Aveva iniziato a suonare con Sergio Bardotti e Mario Scabini nei Cristian’s; poi aveva militato nel gruppo dei Samurai che, con l’attore Andrea Giordana, avevano inciso il singolo di successo “Dies Irae”; quando il gruppo si sciolse il tastierista formò la Formula Tre con Alberto Radius e Bruno se ne andò in giro per il mondo a suonare sulle navi da crociera. E’ curioso che la notizia della sua morte mi abbia raggiunto proprio mentre mi trovavo su una di queste, ascoltando l’orchestra di bordo.
 
Quando negli anni ’70 abbandonò la “professione” per tornare a Pavia e dedicarsi all’insegnamento, formammo un gruppo insieme: la “Corte dei Miracoli” (niente a che vedere con il gruppo pavese che porta lo stesso nome adesso).
Io, intimorito dalla sua fama di musicista e dalla “leggenda metropolitana” di personaggio burbero e attaccabrighe, scoprii invece un amico affettuoso, divertente, semplice e diretto, ricco di un entusiasmo che non l’ha mai abbandonato sino alla fine.
 
Nel '78 fondò la Aulos Ensamble e poi l’Orchestra della Città di Pavia; nell’84 dalla fusione delle due nacque l’Aulos Jazz Ensamble, la Jazz Big Band del Vittadini. Fu il primo ad introdurre i corsi di Musica Jazz all’interno dell’Istituto quando era considerata un’eresia, e a portare la musica fuori dalle aule, in città.
Quando divenne direttore dell’Istituto Vittadini (dal 1985 al 1996) organizzammo insieme un’edizione della rassegna “Jazz at the College” e quando gli proposi, nel ’96, di montare lo spettacolo “BeatleSconcerto” si dimostrò come sempre entusiasta e si lanciò nella trascrizioni di tutte le parti orchestrali delle canzoni dei Beatles, riuscendo in poche prove a mettere insieme orchestra e gruppo rock.
Me lo ricordo ancora mentre si molleggiava sulle sue lunghe gambe, agitando le braccia durante la direzione dei brani.
 
Abbandonata la direzione dell’istituto nel 1996, si trasferì in Portogallo e lì, in Algarve, iniziò una nuova vita dopo la pensione, aprendosi ai ritmi lusitani, imparando ad amare quella nuova terra.
Negli ultimi anni tornava spesso a Pavia perché sentiva la nostalgia dei figli (Andres e Anassimandra) e dei nipotini.

Il figlio Andres ne ha seguito le orme diventando, a sua volta, un musicista di ottimo livello, forse anche migliore del padre; ed è a lui (caro amico e compagno di scorribande musicali) che rinnovo tutto il mio affettuoso e profondo cordoglio per la scomparsa del padre.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 23/03/2009 (7598)

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