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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 7481 del 13 febbraio 2009 (1937) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il carnevale invernale di Cegni
La locandina dell'evento

Cegni è una piccola frazione di Santa Margherita Staffora, ubicata nel nostro Oltrepò a quasi 800 metri sul livello del mare. È un tipico paesino di montagna, caratterizzato da antichissime e ben tenute case in pietra, contornate da strette viuzze che l’attraversano dalla chiesa e alla fontana, e da ben due feste di carnevale.

Una, quella più famosa forse perché decisamente anacronistica, è il Carnevale Bianco che si festeggia il 16 agosto, l’altra è il Carnevale d'Inverno, che ricorre nel periodo tradizionale il giorno di sabato grasso. Entrambe, organizzate dall’Associazione Oriundi Cegni, propongono lo stesso programma, scandito dai medesimi momenti che ruotano attorno al matrimonio tra il “brutto” e la “povera donna”.
 
Il carnevale prende il via nel primo pomeriggio con un corteo, aperto dai musicisti che suonando pifferi e fisarmoniche - strumenti tipici della valle Staffora - guidano un gruppo dei ballerini per le vie del paese fino alla piazzola più ampia. Al seguito ci sono anche bambini e giovani abbigliati con il costume montanaro: gilè e cappello per gli uomini, gilè nero con camicia bianca arricciata e gonne lunghe con grembiule per le donne.
 
Nello spiazzo, popolato da spettatori locali e non, si aprono le danze, anch’esse tradizionali della valle e note come danze delle quattro province (Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza). Una piana e un’alessandrina sono le più semplici e le interpretano i bambini ballando in cerchio; più complesse la monferrina, sempre in cerchio con scambio di coppia, la polca a saltini in coppia e le coreografiche “giga a due”, con un cavaliere e due dame, e “giga a quattro”, con due cavalieri e quattro dame, sono ballate dagli adulti.

Ma veniamo al clou della manifestazione, ovvero al matrimonio tra i due protagonisti del Carnevale. È un uomo a vestire gli umili panni contadini della povera donna, che arriva in piazza su una slitta di legno trainata da un cavallo. Cavalcando a pelo, invece, e vestito di un abito puntato di striscioline colorate di stoffa, con in testa un alto cappello a cono, giunge il brutto, che ovviamente è ricco.
 
I promessi sposi s’incontrano e i loro accompagnatori cominciano a contrattare sul valore della sposa… che, altrettanto ovviamente, non ne vuole sapere. Alla bevuta in osteria, che suggella il raggiunto accordo, segue il ballo di corteggiamento: un’antica danza rituale composta di tre parti: l'inseguimento, il corteggiamento e il balletto, che prelude alla benedizione delle nozze davanti all’altare.
 
La festa in maschera, tra musiche, balli e cori, continua itinerando per le vie e le aie del borgo accompagnata da vino, ravioli e frittelle e si chiude con la cena, consumata nella Sala delle Feste, e, neanche a dirsi, seguita da un gran ballo finale.
 
 Informazioni 
Dove: Cegni, fraz. Di Santa Margherita Staffora
Quando: sabato 21 febbraio 2009, ore 15.00
 

Sara Pezzati

Pavia, 13/02/2009 (7481)

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