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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 7465 del 10 febbraio 2009 (2453) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Passaggi di Stato
Una delle opere in mostra ('Mappa' - Parabrezza montati in camere di vetro, Marco Paganini)
Passaggi di Stato è la collettiva di arte contemporanea che per dieci giorni proporrà ai pavesi le opere di dieci artisti dell’Accademia di Brera (Mariangela Bombardieri, Maria Cristina Carpi, Aleksandra Erdeljan, Andrea Magaraggia, Gianni Moretti, Marco Paganini, Annalisa Riva, Rossella Roli, Marzia Rossi, Serena Vallese)… Memorie, sogni, diari di bordo, segni e disegni che riscrivono quelle pagine che nella tradizione restano vincolate ad un’unica chiave di lettura: una serie di itinerari e di divagazioni costruiti intorno a elementi naturali, a parole, a immagini e manufatti che si tramutano in contenuti (e contenitori) simbolici ed evocativi.
 
Sarà una mostra di suggestioni, per lasciarsi affascinare da un andamento inaspettato che in alcuni casi, nonostante l’aderenza alla realtà, resta carico di segreti.
Curata da Matteo Bergamini, così viene presentata nel catalogo la accompagna, redatto dallo stesso curatore.
 
Per passare di stato è necessario essere materiali flessibili. Per passare di stato è doveroso prendersi il tempo della metamorfosi. Per passare di stato è importante riuscire a vedere un elemento comune nella prospettiva di un punto di vista alieno.
 
Un rovesciamento nell’andamento perenne delle cose, uno sberleffo alle leggi morali per cui ha possibilità di esistenza, e senso di esistere, solo ciò che viene ritenuto in grado di soddisfare necessità pratiche ed utilitaristiche.
Il passaggio di stato dell’arte è una trasmigrazione del reale e della sua poco interessante vita, dalla piatta superficie di ciò che si manifesta, a un altrove in grado di rimandare ad una serie, se non infinita quanto meno numerosa, di nuove possibilità di significato, in alterazioni sfuggenti in cui vengono confusi i docili piani della visibilità e della logica con gli indisciplinati canoni del germe della mutazione.
 
Eppure il passaggio di stato non è rumoroso; nonostante la lunghezza o meno del suo percorso si mantiene muto, pronto a stupire con l’immagine della sua rinascita a nuova forma: come a voltarsi e non riconoscere chi ci aveva, fino a quel momento, camminato accanto…
Passare di stato richiede sperpero di forze, in fisica, infatti, gli elementi mutano in base all’energia che viene loro trasmessa o negata, di fantasia, di bellezza, con la capacità non indifferente di accettare le conseguenze di una trasformazione, totale o parziale, che metta in discussione le
basi prestabilite dell’esistenza. Significa riscrivere la storia sotto un profilo sconosciuto, fare tesoro dell’incertezza della variazione e navigare a vista.
 
Passare di stato significa vedere un altro mondo possibile oltre i rituali di un conosciuto che sembra essere stato costituito apposta per arginare i margini del rischio, un rischio che al contrario si accolla chi è disponibile a prendere coscienza del proprio “divenire” e a sceneggiarlo in un racconto enfatico, talvolta sintetico, decisamente poetico.

Passaggi di Stato (S)materializzazioni di mondi poetici” è un’esposizione che mette a fuoco la metamorfosi di confini, politici e simbolici, che si allentano e si frantumano; una ricognizione che mette in luce la possibilità magica che hanno determinati oggetti nella narrazione di una
storia che comunemente non parrebbe appartenergli, è il rovescio misterioso dell’anima dei corpi, il negativo di un’immagine che pare si scrolli di dosso banalità e ostentazioni.
 
Senza destinazione precisa, l’importante è partire! Quello che sarà mutato lo si capirà solo all’arrivo, se un arrivo è possibile… Buon passaggio!
 
 Informazioni 
Dove: Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto, Piazza Della Vittoria – Pavia
Quando: dal 13 (inaugurazione ore 18.00) al 22 febbraio 2009. Orari:da martedì a venerdì: 16.30-19.00; sabato e domenica 10.30-12.30/16.30-19.00. Chiuso il lunedì.
 
 
 
Pavia, 10/02/2009 (7465)




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