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Pagina inziale » Università » Articolo n. 7434 del 30 gennaio 2009 (3233) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sono pavesi i "Ricercatissimi 2008"
da sinistra verso destra: Valentina Pasquetto, Donata Cappelletti, Claudia Scotti, Giovanna Valentini, Laurent Chiarelli

Un gruppo di ricercatori pavesi del Dipartimento di Medicina Sperimentale, guidati dalla prof. Claudia Scotti, ha ricevuto il Premio Ricercatissimi 2008, per un nuovo studio sull’Helicobacter pylori, tra i principali responsabili di gastrite e ulcera.

Il gruppo di ricerca dell’Università di Pavia, che si è classificato all’8° posto, è formato da Claudia Scotti (proponente al premio), Giovanna Valentini, Donata Cappelletti, Laurent Chiarelli, Valentina Pasquetto e Simona Stivala. Grazie al progetto, non solo è stato scoperto un nuovo fattore coinvolto nella patogenesi delle malattie da Helicobacter pylori, ma sono state anche individuate alcune caratteristiche potenzialmente utili per applicazioni in ambito biomedico e per l'industria alimentare, con una successione di eventi secondo l'adagio: Ex malo bonum. Per la molecola oggetto del premio - L-asparaginasi, derivata dal patogeno Helicobacter pylori -  è stata fatta domanda di brevetto internazionale.

L'Helicobacter pylori è uno dei più comuni agenti patogeni umani e colonizza la mucosa dello stomaco provocando gastrite cronica, ulcera peptica, adenocarcinoma dello stomaco distale e linfoma del tessuto linfatico associato alla mucosa (MALT).

Le ricerche volte all’isolamento di nuovi fattori responsabili della virulenza dell'Helicobacter pylori sono incominciate intorno al 2002 nel laboratorio del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Patologia Generale C. Golgi, e proprio di recente hanno permesso di evidenziare per L-asparaginasi un potenziale ruolo nel generare le malattie correlate a questo batterio.
In realtà, l’interesse prevalente delle L-asparaginasi batteriche consiste attualmente nel loro impiego come farmaci anti-cancro. Le caratteristiche di questa nuova L-asparaginasi, studiate in collaborazione con il Dipartimento di Biochimica A. Castellani, hanno suggerito un suo potenziale impiego in diversi ambiti, tra cui principalmente quello terapeutico, dove potrebbe affiancare l’attuale L-asparaginasi in uso che è ottenuta da Escherichia coli, e che provoca sfortunatamente reazioni allergiche e altri effetti collaterali. Il progetto ha visto e vede il coinvolgimento di diverse istituzioni nazionali e internazionali, tra cui le Università di Genova, Padova e Napoli, la Uniformed Services University of the Health Science (USA), l’Università di Cambridge (GB), il Centro Analisi Monza e la ditta tedesca Eurofins MWG Operon.

Ulteriori settori di applicazione della molecola sono quello diagnostico e alimentare. I dati preliminari mostrano che nel primo caso la L-asparaginasi potrebbe rivelarsi un nuovo reagente utile per rilevare l’infezione, nel secondo, invece, potrebbe essere un mezzo per ridurre il contenuto in L-asparagina dei cibi da sottoporre a cottura ad alta temperatura (come quella impiegata per produrre le patatine fritte), dato che tale aminoacido è il principale precursore dell'acrilammide, una sostanza cancerogena che si produce durante questo processo.
 
 Informazioni 
 

Comunicato Stampa

Pavia, 30/01/2009 (7434)




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