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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 7430 del 2 febbraio 2009 (4426) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Giorgio Kienerk tra Pavia e Fauglia
Giorgio Kienerk tra Pavia e Fauglia
I Musei Civici di Pavia organizzano per sabato prossimo una giornata dedicata a Giorgio Kienerk (Firenze, 1869 - Fauglia, Pisa, 1948), pittore e scultore di origine e formazione toscana, che fu a lungo direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia e del quale le raccolte d’arte pavesi conservano numerose opere (tra cui paesaggi, ritratti e il trittico simbolista L’enigma umano).
 
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Fauglia (PI) e con il Museo “Giorgio Kienerk”, recentemente aperto al pubblico nella cittadina toscana per ospitare la raccolta di oltre 100 opere donate dalla figlia Vittoria, a testimonianza dei tanti periodi estivi lì trascorsi e immortalati dall’artista in luminose impressioni pittoriche.
 
Ad illustrare l’attività artistica di Kienerk tra Pavia e Fauglia saranno Susanna Zatti, direttore dei Musei Civici di Pavia, e Giovanna Bacci di Capaci, conservatore del Museo “Giorgio Kienerk” di Fauglia. Gianluca Paoletti, docente di documentario sull’arte all’Università di Pisa, presenterà poi il film-documentarioGiorgio Kienerk. Tra la Toscana e l’Europa”, realizzato con Domenico Zazzara nel 2008 per il Comune di Fauglia.
 
Giorgio Kienerk giunge a Pavia nel 1905 per assumere l’incarico di direttore della Civica Scuola di Pittura. Artista affermato, Kienerk ha alle spalle una solida formazione toscana dapprima indirizzata alla scultura, sotto la guida di Adriano Cecioni, e poi orientata alla pittura dal vero al seguito di Telemaco Signorini e dei sostenitori della “macchia”.
 
Accanto al tema del ritratto femminile e della figura immersa in un paesaggio simbolico è il paesaggio ad interessare l’artista, che si esprime con un linguaggio autonomo, caratterizzato da piccoli tocchi luminosi e da un taglio trasversale che apre la veduta e le dà profondità spaziale.

Negli anni del magistero pavese - durato un trentennio, dal 1905 al 1934 - l'attività pittorica legata alle atmosfere del paesaggio lombardo si fa più circoscritta, mentre nuovo impulso è dedicato alla scultura, con la realizzazione di ritratti e sculture celebrative per l'ambiente accademico pavese.

Fondamentale è però l'impulso con cui Kienerk stimola i migliori allievi della Scuola (da Carena a Beolchini, a Viriglio alla Nascimbene) a uscire dalle aule per recarsi a dipingere dal vero vedute e paesaggi del Ticino e della campagna, che riflettono anche nella scioltezza di pennellata e nella vivacità della stesura pittorica l’influenza del maestro. Ricorrenti nella pittura di Kienerk a partire dal 1919 sono invece le vedute della campagna e delle colline pisane intorno a Fauglia, la bella località dove il pittore trascorre la stagione estiva. Nasce da questa consuetudine una produzione omogenea, una sorta di “diario toscano” interpretato con un linguaggio formale che via via tralascia le sperimentazioni divisioniste e i fermenti delle avanguardie internazionali - cui aveva guardato nei decenni a cavallo del secolo - per recuperare la lezione macchiaiola.
 
 Informazioni 
Dove: Castello Visconteo viale XI Febbraio, 35 - Pavia 
Quando: sabato 7 febbraio 2009, ore 10.30
Per informazioni: tel. 0382/304816, e-mail: museicivici@comune.pv.it
 

Comunicato Stampa

Pavia, 02/02/2009 (7430)




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