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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 7327 del 11 dicembre 2008 (1769) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cittadini e salute
Cittadini e salute

Il Rapporto PiT Salute al 31/12/2007 ci presenta una fotografia della sanità italiana che conferma le preoccupazioni da noi espresse poco tempo fa.

Un servizio sanitario frammentato e disomogeneo. E’ ormai più che evidente la frammentazione del servizio sanitario dovuta alla crescente autonomia dei 21 differenti sistemi regionali, che hanno determinato, sempre di più, gradi diversificati di accesso alle prestazioni, anche per quelle comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), per i quali è lo Stato ad avere competenza esclusiva. I risultati di questo Rapporto lo dimostrano: 21 sistemi sanitari creano differenze nell’assistenza farmaceutica, ospedaliera, nelle Residenze Sanitarie Assistite, nelle strutture di lungodegenza, nel settore della non autosufficienza, negli Hospice, nelle liste di attesa, nell’odontoiatria e nelle malattie rare. Gli stessi Piani di rientro adottati nelle Regioni che hanno registrato gravi disavanzi nel bilancio – soprattutto Lazio, Campania, Abruzzo e Sicilia – hanno aggravato moltissimo la disomogeneità tra le Regioni; quelle che li hanno adottati hanno dovuto contenere la spesa sanitaria e dunque tagliare posti letto, ridurre il personale, chiudere alcuni servizi, con un effetto negativo sull’assistenza ai malati sia in ospedale che sul territorio.
 
Errori e rischi per la sicurezza. Nonostante negli ultimi due anni l’andamento delle segnalazioni sulla malpractice abbia mostrato una diminuzione, resta tuttavia la principale causa per la quale i cittadini si rivolgono al PiT Salute.
 
Il dato conferma che i cittadini non intraprendono in modo irresponsabile cause inutili contro i medici, ma sono, al contrario, vittime di un sistema che non permette di accedere facilmente alla documentazione clinica (cartelle e referti), che viene smarrita, è spesso incompleta, richiede tempi lunghi - a volte anche resistenze per il rilascio, sporadicamente anche scambiata per errore.   
 
Per completare il quadro sulla sicurezza delle cure, va ricordato che nel 2007 (e 2008) sono accaduti fatti molto gravi che hanno messo profondamente in crisi il rapporto di fiducia tra i cittadini e il servizio sanitario: scambio di documenti sanitari, trapianti di organi infetti, ripetuti casi di morte per errori nella pratica medica, non solo nelle Regioni del Sud.
 
Ostacoli al diritto di accesso alle cure. Resta spinoso il tema delle liste di attesa, le cui segnalazioni nel 2007 sono aumentate, così come di conseguenza quelle sull’intramoenia, che resta, per quanto poco trasparente e con costi elevati, la sola alternativa per aggirarle, soprattutto per problemi oncologici, attese di tempi infiniti per una mammografia, solo per fare un esempio
 
L’attesa per le visite specialistiche e per gli interventi chirurgici è di fatto incompatibile con le necessità diagnostico-terapeutiche, né si rispettano i tempi previsti dalla normativa al livello nazionale; ancora si registra il fenomeno del blocco delle prenotazioni, che è vietato dalla legge. Tra l’altro proprio il problema delle lunghe attese genera la mobilità interregionale e internazionale, i cosiddetti viaggi della speranza. Ma altri ostacoli per i cittadini sono rappresentati dalla carenze assistenziali in alcuni ambiti, come ad esempio le malattie rare, e vanno segnalati anche l’inadeguatezza dei benefici economici per gli invalidi civili, i costi elevati per le cure odontoiatriche, le carenze strutturali e le lunghe attese per la riabilitazione una volta dimessi dall’ospedale.                                                          
 
 Informazioni 
 

Giuseppe Tallarico
Responsabile Cittadinanzattiva Rete - Tribunale per i diritti del malato di Pavia

Pavia, 11/12/2008 (7327)

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