Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
martedì, 22 ottobre 2019 (304) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Appuntamento con l'autore
» Corso di Fotografia Digitale
» Concorso fotografico "Ci siamo!"
» Wiki-Gita a Pavia
» rifiuTiAmo: concorso fotografico
» Dopo l’approdo
» Anime in cammino sulla via Francigena
» Italian Memories
» Arte Manifestae
» Shots on Syria
» Trasfigurazioni
» Il viaggio continua...
» La fotografia digitale
» Planet Oasi, concorso fotografico 2013
» Mostra fotografica Kalòs
» Junk Space Pavia
» Immagini d’Acqua
» Chhattisgarh, l’India Tribale
» Sestetto per un lago
» 4^ Settimana della Fotografia

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Pinocchio&Co - Festival dei Classici per ragazzi
» Piazza Fontana prima e dopo
» Domenica di carta
» Cristoforo Colombo a fumetti
» Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell'arte giapponese
» EXIT hotel fantasma in provincia di Pavia
» Mario Tozzi a Kosmos
» Il gioco di Santa Oca
» Colore e tempo
» MathsJam
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» Due elefanti rossi in piazza...
» Genius Loci. Arte Luoghi Sinfonie
» Appuntamento con l'autore
» "I colori della speranza"
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6767 del 9 giugno 2008 (2620) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
In cerca di Achab
In cerca di Achab
In Africa un missionario rimproverava i suoi fedeli perché andavano nudi
'E tu', ribatterono indicando il volto, 'non sei anche tu nudo in qualche parte?'
'Certo, ma questo è il volto', si giustificò il missionario
Al che gli indigeni risposero: 'Ma in noi dappertutto è volto'
(Roman Jakobson)
 
In cerca di Achab - Navigazioni e derive del volto fotografico” è il titolo della mostra è frutto di un laboratorio dedicato al volto in fotografia, ideato e diretto da Enrico Prada per i fotografi di OltreFoto - Laboratorio Permanente di Fotografia, a partire da alcune idee contenute nel saggio che Tullio Pericoli ha dedicato al ritratto in pittura (L’anima del volto).
 
Primo passo di questo lavoro: imparare ad osservare il volto, ovvero il tentativo di dar vita ad una ecologia dello sguardo, una pulizia visiva per sgombrare il campo visivo e la mente da luoghi comuni e automatismi. Per questo il volto è stato scomposto nei suoi elementi costitutivi di base: linee, forme, volumi, luci, ombre. Ne è scaturito un volto “esploso” in frammenti, decostruito; un volto visto, finalmente, per quello che è: una morfologia mobile. La prima fase della ricerca, dunque, è stata una navigazione in cerca dei segni del volto, prima ancora dei segni sul volto.
 
Secondo passo: imparare a leggere il volto, ovvero rimetterne insieme i frammenti, ricostruire il volto disperso (e ritrovato) per poterlo guardare senza pregiudizi. Per poterlo ascoltare. Un volto che, essendo prima di tutto Forma, mostra i tratti che lo compongono, i propri segni, come fossero pagine da leggere, da decifrare.   
 
Ma a questo punto i fotografi di OltreFoto hanno cominciato a porsi alcune domande: come ascoltare il volto? Come ascoltare le frasi, le urla o le storie tracciate da quelle linee-bocca, curve-occhi, solchi-rughe? In altre parole, i fotografi davanti al volto come iscrizione da decifrare si sono trovati nella necessità di interrogarsi sul proprio mezzo espressivo: cosa può fare la fotografia davanti al volto? 
 
Così, quella che sembrava una tranquilla esplorazione, una navigazione sicura verso le storie contenute nei volti si è trasformata in un incontro con un Maelström di domande. Improvvisamente il clima è cambiato, s’è fatto tempestoso: il volto si è dilatato, è diventato immenso. Un luogo ben più vasto delle apparenze: terminale di tutto il corpo, gorgo in cui vorticano presente e passato, l’oggi e la storia. Un luogo, ad esempio, dove le fatiche di una vita confluiscono in una ruga; o dove, nelle pieghe degli occhi, affiorano i tratti dei padri, della genealogia individuale. Il volto è diventato improvvisamente grande, troppo grande e la fotografia, il minuscolo tempo fotografico, troppo stretti per contenere in un solo e singolo attimo qualcosa di così smisurato, intenso e profondo.
 
Terzo passo: prendere atto di questa rotta frantumata, di questa deriva e tradurre in equivalenti visivi le domande e le inquietudini emerse nello sguardo.
In cerca di Achab, dunque, è il resoconto di queste interrogazioni davanti a un nuovo paesaggio: volti resi irriconoscibili (perché inafferrabili) dal mosso, dalla tecnica del panning o dallo sfocato. Volti resi illeggibili perché diluiti nell’acqua o sovraesposti sino al limite della bruciatura. Oppure ritratti che contengono altri ritratti: la propria storia riepilogata attraverso altre fotografie; doppie esposizioni che ritraggono in una sola immagine momenti diversi; o autoritratti che, sempre in doppia esposizione, sovrappongono ai segni di oggi quelli fantasmatici della madre. Immagini di volti dai margini aleatori, inafferrabili; in una parola: estesi, perché forse davvero “in noi dappertutto è volto”.
 
 Informazioni 
Dove: ex-chiesa di S. Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria - Pavia
Quando: dal 13 al 15 giugno 2008 (inaugurazione sabato 14, ore 18.00), dalle 10.00 alle 21.00
Per informazioni: OltreFoto – Laboratorio Permanente di Fotografia
Tel.: 349/0852080 - 392/0543472, e-mail: oltrefoto@libero.it
 

Comunicato Stampa

Pavia, 09/06/2008 (6767)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2019 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool