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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 6719 del 26 maggio 2008 (3296) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Escursionisti sulla Via Francigena
Un cartello del percorso
La Via Francigena, anticamente chiamata Romea, era (ed è) un itinerario percorso da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma.
In epoca medioevale costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee e la storia narra che a segnare l’inizio del cammino fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, il quale, recatosi in visita a Papa Giovanni XV, descrisse il suo ritorno da Roma in 79 tappe.
 
Sulla via Francigena, e precisamente lungo il primo tratto italiano (che si snoda in Valle d’Aosta), si incammineranno membri del Gea (Gruppo Escursionistico Appennino Pavese) e loro simpatizzanti nel corso dell’escursione in programma per domenica.
 
Il trekking partirà da Cerisey, frazione che appartiene al comune aostano di Saint-Rhemy - En Sosses, poco distante, e, dopo un percorso suggestivo e molto panoramico, porterà i partecipanti all'Hospice del Colle del Gran San Bernardo.
 
II colle del Gran San Bernardo è un valico alpino collocato a 2.473 metri sul livello del mare, tra Aosta e Martigny, in Svizzera, che, fin dai tempi dell'Impero Romano, costituì un’importante via di comunicazione attraverso le Alpi.
 
Sul colle, nel 1035, venne costruito, ad opera di San Bernardo di Mentone, un Ospizio gestito da una congregazione di canonici regolari, allo scopo di ricoverare, assistere e proteggere i numerosi viaggiatori.
Il modesto riparo fu ingrandito nel corso dei secoli per poter assicurare ospitalità gratuita a tutti i viandanti. E altre costruzioni vennero aggiunte via via: l'obitorio nel 1476, l'ostello San Luigi nel 1786 e la Casa Nuova nel 1899, che dal 1925, divenne l'Hôtel de l'Hospice.
In seguito all'apertura del traforo del Gran San Bernardo (1964), nessuno affronta più il colle d'inverno per recarsi in Italia, o viceversa, tuttavia l'Ospizio ha saputo riconvertirsi diventando un luogo di incontro e riflessione dove il visitatore, desideroso di silenzio e raccoglimento, può sostare.
 
Impossibile parlare del San Bernardo senza ricordare l’omonima razza di cani, selezionata da quelli che a partire almeno dal XVI secolo, furono fedeli compagni dei monaci. Non solo a guardia e protezione dell'Ospizio stesso dai malintenzionati - di cui le cronache dell’epoca riportano numerosi episodi di brigantaggio) -, ma anche per importanti impieghi: da quelli di fatica, come il trasporto di piccoli carichi (latte, formaggi) o la fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino, azionato dai cani, muoveva l'enorme spiedo della cucina dell'ospizio), a quelli di “intelligenza”, che li hanno resi così famosi, come l’aiuto fornito nel tracciare una pista nella neve fresca e il ritrovare i viandanti dispersi col maltempo, o addirittura sepolti da valanghe.
 
Non ultimo va ricordato il panorama mozzafiato che si gode dal colle: dalla vista su un piccolo lago, gelato fino a primavera inoltrata, agli scorsi sulle montagne circostanti.
 
 Informazioni 
Dove: ritrovo c/o Piazzale Stazione FS – Pavia
Quando: domenica 1 giugno 2008, ritrovo 6.15, partenza 6.30
Partecipazione: non sono ammesse persone non assicurate contro infortuni. Prezzo trasferimento pullman: 15,00 euro; quota iscrizione non soci: 5,00 euro
Per informazioni e iscrizioni:
al venerdì sera c/o Consiglio Circoscrizionale Pavia Storica, Piazza della Vittoria, 21 - Pavia
Tel: 338/4746754 (Giuseppe Pireddu, presidente del GEA)
 
 
Pavia, 26/05/2008 (6719)




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