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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 649 del 29 aprile 2001 (6355) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ambrogio Maestri
Ambrogio Maestri

Un gigante buono dalla voce indescrivibile, poco più di trent'anni e una "cassa di risonanza" di quasi due metri di statura, questo, in estrema sintesi, il ritratto di quel fantastico personaggio che è Ambrogio Maestri... baritono di Albuzzano e promessa della Scala.

Ma come nasce una stella? Chiederlo ad Ambrogio è inutile, la sua storia ce la racconta più che volentieri, ma certo non si atteggia a "star". "A 9 anni già cantavo nelle balere, ma all'epoca ricordo che avevo paura del pubblico. A 12 anni ho debuttato al Fraschini, nel Pollicino, e da lì la voglia di studiare musica...Mi sono dedicato al pianoforte e al solfeggio per circa 6 anni".

Iniziano poi a "fioccare" le vittorie nei vari concorsi: dalle gare canore ludiche, come l'edizione pavese del Karaoke, vinta cantando "Rosse rosse", alle competizioni più "serie" come l'Asilico (Associazione Lirica e Concertistica italiana) e il Rosetum, entrambi vinti con finale alla Scala di Milano.

E proprio in questo prestigioso teatro avviene l'incontro con il maestro Riccardo Muti, praticamente il suo scopritore che, dopo aver sentito l'esibizione di Ambrogio, ha così esordito "Sono trent'anni che faccio questo lavoro ma non ho mai sentito una voce così!". Ogni commento credo sia superfluo...

Con Muti nasce un sodalizio che funziona a meraviglia. Ambrogio è orgoglioso del fatto che il maestro abbia scelto proprio lui ed il maestro, a sua volta, sembra volersi tener stretto il suo allievo.

Falstaff

E che allievo, un allievo modello, direi. Anche mentre sto scrivendo questo articolo so per certo che sta provando: è alla Scala, si prepara per il "Ballo in maschera"... il 13 di maggio si comincia!

"Mi "alleno" ogni giorno per 4/5 ore - confessa il baritono albuzzanino - come fossi un atleta che deve correre i 100 metri. Ho studiato per me, è vero, ma ora voglio anche dare soddisfazione ai miei".

Indubbiamente le soddisfazioni non sono mancate. Il Falstaff è il "suo" personaggio, sul palco si trasforma in lui e con i suoi panni ha calcato le scene dei teatri più importanti: dalla Scala di Milano a Washington, con Placido Domingo; dal Fraschini al Verdi di Busseto; da Ravenna fino al New Theatre di Tokyo, dove, il prossimo giugno, sarà in tournè con la Fenice di Venezia: in scena la Traviata.

Ma non è tutto... anche l'Arena di Verona che, come la Scala, si è assicurata il bravo Maestri fino al 2003, lo aspetta con l'Aida e il Trovatore per la stagione estiva.

"Vorrei essere un buon professionista - conclude Ambrogio - e servire bene la lirica italiana nel mondo". E' possibile che sia così modesto da non accorgersi che il suo sogno si è già realizzato?! E' un ottimo professionista e sta decisamente girando il mondo.

Modesto sì, chi lo conosce dice che è rimasto lo stesso di sempre e di tanto in tanto fa ancora capolino a Pavia. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo durante una manifestazione organizzata per beneficenza in San Lanfranco... non sono un'appassionata del genere lirico, ma che emozione!

Dopo il recente fuoriprogramma al Fraschini, con Falstaff tanto per non smentirsi, tornerà nel nostro teatro ad ottobre con gli amici dell'associazione Pavia Lirica, per l'undicesima edizione dell'omonimo concorso... noi non mancheremo di tenervi aggiornati, voi non mancate alle sue esibizioni.

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 29/04/2001 (649)

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