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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 636 del 14 giugno 2002 (4857) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Orologi solari & meridiane
Orologi solari & meridiane

Per secoli meridiane ed orologi solari hanno scandito il tempo sulle facciate esposte al sole, nei chiostri dei conventi, in giardini e cortili. Meridiane (da meridies = mezzogiorno) si chiamano correttamente i quadranti che segnano solo il mezzogiorno e, con la lunghezza dell'ombra al variare delle stagioni, dei mesi e dei giorni, indicano la data come i calendari, mentre i quadranti solari più comuni, che segnano le ore, sono più propriamente definiti "orologi solari".

Un'asta di ferro chiamata "stilo" o "gnomone" e un quadrante con le linee orarie sono gli elementi essenziali di un orologio solare. Si aggiungono motivi decorativi e un motto che spesso rammenta la caducità delle cose. Gli orologi solari possono essere verticali (sui muri), orizzontali (a terra o su tavoli da giardino). Le pareti esposte a sud sono le più adatte, ma non mancano quadranti solari su muri che guardano verso la levata del Sole o verso il tramonto.

I quadranti possono indicare le "ore italiche" o le "ore francesi". Il giorno è sempre diviso in 24 ore, ma con le ore italiche esso inizia e termina al tramonto. Usati quasi esclusivamente in Italia almeno dal sec. XIII, servivano a monaci e contadini soprattutto per indicare la ventitreesima ora: la fine della giornata lavorativa. L'orologio italico era di lettura piuttosto complessa: si adeguava alla durata variabile dei periodi di luce nelle diverse stagioni. Essi furono aboliti da Napoleone a favore dell'orologio ad ore francesi (nel quale la mezzanotte corrisponde alle ore 0-24, come si usa ancora oggi).

In un'epoca in cui il gusto per i restauri si è ormai imposto e l'architettura antica, come pure interi centri storici, vengono generalmente restaurati e recuperati, è importante non trascurare anche il recupero delle meridiane, simpatico elemento di arredo esterno e richiamo ad una tradizione antica.

Il restauro d'un antico orologio solare - o la costruzione di uno nuovo - richiede un preciso calcolo per tracciare le linee e per definire l'inclinazione dello gnomone, cioè dell'asta che, con la sua ombra, indica l'ora. Occorre innanzitutto conoscere i dati geografici del luogo e le caratteristiche del tipo di meridiana che si desidera disegnare. Per Pavia, ad esempio, ricordiamo alcuni elementi fondamentali: l'asta dello gnomone, che deve essere parallela all'asse terrestre, sarà inclinata di circa 45° sul piano orizzontale. L'ora "solare" di Pavia e dintorni differisce (in media) di 23 minuti dall'ora italiana, cioè da quella segnata dagli orologi: il sole passa a perpendicolo su Pavia quando l'orologio segna le 12,23 e d'estate, con l'ora legale, quando l'orologio segna le 13,23. Questo perché l'ora italiana si basa sul meridiano dell'Europa centrale o dell'Etna, che si trova 15° ad Est del meridiano fondamentale di Greenwich, mentre Pavia si trova a 9°09' ad Est di Greenwich.

Si tratta però di una differenza "media", perché il complesso di movimenti tra la Terra e il Sole fa sì che l'ora indicata da un orologio solare differisca secondo le stagioni da quella cronometrica, sino a circa un quarto d'ora in avanti o indietro.

Si dovrebbe forse riportare in vita la simpatica tradizione di decorare e valorizzare la facciata di una casa, con un elemento decorativo che costituisce anche uno strumento scientifico e che affonda le sue radici nel passato, ma non ha certo perduto né la sua utilità né la capacità di trasmettere un messaggio simbolico di pace e di riflessione sul trascorrere ineluttabile del tempo...

 
 Informazioni 
Per informazioni:
Associazione culturale Liutprand
Via Folla di Sopra, 7 - 27100 Pavia
Tel: 0382/35242
E-mail: arecchi@miapavia.com
Web: www.miapavia.com/liutprand
 

Alberto Arecchi

Pavia, 14/06/2002 (636)

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