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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 6233 del 9 gennaio 2008 (1975) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
“Bambini di Riso”
“Bambini di Riso”
Bambini di Riso” è un’iniziativa a carattere socio-educativo, culturale ed artistico, promossa dall’assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con i Servizi Educativi, e ideata dall’associazione culturale Scarpanò Onlus di Vigevano che coinvolge gli alunni dell’ultimo anno di tutte le scuole materne comunali e del 1° circolo statale, utilizzando lo strumento del gioco di ruolo per stimolare la riflessione sui temi dell’identità di genere, delle pari opportunità e della genitorialità.
L’obiettivo principale è ridurre gli stereotipi e comprendere che crescere non significa solo aver bisogno di cibo, ma anche di cure e affettività.
 
Trae ispirazione dal libro Bambini di Farina della scrittrice britannica Anne Fine, attualizzato per la prima volta attraverso questo progetto: si tratta dunque di un’esperienza unica nel suo genere, i cui risultati sono totalmente inaspettati e sperimentali.
Si sviluppa idealmente in fasi consequenziali nell’arco di tre anni, modulato per fasce di età e interessando successivamente anche gli alunni delle scuole elementari. È prevista una mostra, un convegno in cui illustrare i risultati dell’iniziativa e la pubblicazione di un libro per la casa editrice Carthusia. Per avvicinare gli insegnanti, i bambini e le loro famiglie a queste tematiche sono previste esperienze attive di teatro, promozione della lettura e formazione.
 
Bambini di Riso è un gioco di ruolo, nel quale ogni alunno diventa “accuditore” ovvero genitore di un sacchetto di riso del peso di 700 grammi ricevuto in “affido”: dovrà gestire questo piccolo Bambino di riso, aiutarlo a trovare una sua identità, superando le difficoltà che si presenteranno lungo il percorso; i bambini racconteranno chi è, come cresce e cosa pensa il loro Bambino di riso, compilando periodicamente con l’aiuto delle insegnanti una sorta di diario che costituiranno il documento di questa esperienza.
 
Anche le insegnanti annoteranno le impressioni personali e il comportamento dell’intera classe; inoltre i genitori che lo desiderano potranno scrivere su un semplice quaderno le proprie riflessioni sull’andamento a casa, in famiglia e in ambito extrascolastico. Bambini, insegnanti e genitori saranno dunque i tre vertici di osservazione del gioco.
 
Ora il progetto entra nella fase centrale: nelle giornate del 14, 15, 16 e 21, 22, 23 gennaio le classi coinvolte parteciperanno allo spettacolo teatrale interattivo “La Fabbrica del Riso, studiato per stimolare la curiosità e l’immaginazione nei confronti dei Bambini di riso e cancellare con ironia alcuni luoghi comuni sull’identità di genere trasmessi dalla cultura generale (uno per tutti, bambine rosa/bambini azzurro); i Bambini di riso verranno poi consegnati in classe, dove giorno dopo giorno la creatività di ogni alunno troverà un canale di espressione privilegiato nella personalizzazione e nella crescita del suo Bambino di riso.
 
Dopo 10 giorni terminerà la fase di accudimento: gli alunni dovranno salutare i loro Bambini di riso, che torneranno alla “Fabbrica del Riso” per scegliere a loro volta chi e come accudire, ovvero nutrire.
 
Per radicare maggiormente il progetto al nostro territorio, i sacchetti di riso distribuiti ai partecipanti verranno offerti dalla Coldiretti, che ha sponsorizzato l’iniziativa.
 
 Informazioni 
 
 
Pavia, 09/01/2008 (6233)

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