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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 6211 del 27 dicembre 2007 (2147) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Jesus Christ Superstar
Jesus Christ Superstar
Jesus Christ Superstar è la prima opera di Webber e Rice che debuttò nel 1971 a Broadway e che nel 1972 occupò la scena londinese e fece da subito tendenza. Anche la versione discografica si impose all’attenzione generale con la voce di Ian Gillan dei Deep Purple.
Raccontare gli ultimi giorni dei vita di Cristo in versione rock, con un flusso ininterrotto di musica e canto, fu una trovata assolutamente innovativa: era comunque lo specchio di una generazione di giovani che vissero tra i sessanta e i settanta, pervasa da una ideologia pacifista, unita da una moda hippy e da una totale partecipazione alla vita sociale e politica.
 
Il musical di oggi: la Compagnia della Rancia ha realizzato la versione in italiano con un cast di giovanissimi interpreti. La musica dal vivo concorre a creare quel clima di originale vigore e piena espressività dei talenti che sta alla base dello spettacolo.

La domanda “chiave” che si è posto il regista Fabrizio Angelini è la seguente: ” Ma se Gesù tornasse oggi sulla terra in quale società si troverebbe?” La risposta è presto data aprendo tutti i giorni i giornali o guardando le immagini della cronaca televisiva: probabilmente tra i diseredati e gli esuli. Con questa idea viene così costruito tutto lo spettacolo.
I seguaci del Messia sono clandestini che sbarcano all’inizio su di una delle tante spiagge delle nostre coste. Ponzio Pilato è un ufficiale americano, i soldati sono marines. Coloro che vogliono la condanna di Cristo sono rappresentati come manager in carriera che pagano Giuda con un assegno. A completare il quadro del mondo di oggi si aggiunge l’occhio mediatico dei telereporter che si precipitano sul luogo per raccontare gli accadimenti.
 
Gesù si ritrova così a predicare ai giorni nostri e riversa su di noi verità universali. Quello che colpisce di questo allestimento è sicuramente il ruolo di protagonista che occupa il corpo, centro emotivo e sede dell’anima, strumento prioritario con il quale il regista ha lavorato per far trasmettere agli attori le emozioni che spaziano dalla gioia trascinante al dolore straziante che solca i volti di lacrime.
 
La cornice scenografica, costituita da una citazione di antichità classiche (resti di colonne doriche) e da una scalinata che avvolge a spirale l’azione, richiama in alcuni momenti la spiaggia dello sbarco, il tempio, il mercato e la prigione. Simone Sibillano (Gesù) costruisce un personaggio intenso e ricco di sfumature musicali, sa unire alle modulazioni vocali una sempre crescente espressività, a tratti ieratica, fino al drammatico epilogo. Valentina Gullace, che interpreta Maddalena, inevitabilmente non corrisposta, esprime tutta la dolcezza del personaggio attraverso un canto melodico completato da una voce cristallina.
Giuda, pragmatico e polemico, interpretato da Edoardo Luttazzi, è strepitoso per qualità canore e grinta contagiosa e si trasforma in un vero e proprio ”animale da palcoscenico”.
 
Il risultato si percepisce all’istante, dopo poche note iniziali: intatta la forza travolgente della musica di Webber, entrata nella memoria collettiva e oggi resa vitale dal grande affiatamento di tutti i giovani interpreti.
 
 Informazioni 
Quando: lunedì 31 dicembre 2007, ore 21.00 e martedì 1 gennaio 2008, ore 18.00 (entrambe le date sono fuori abbonamento)
Dove: Teatro Fraschini, Pavia
Biglietteria: tel. 0382/371.214
 

Comunicato Stampa

Pavia, 27/12/2007 (6211)




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