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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 6202 del 19 dicembre 2007 (3468) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Natale in crociera
Natale in crociera
Inizio del film: riprese aeree sulla nave di Costa Crociere, lo sponsor vuole esserci fin dai titoli di testa. Il mare è blu, il cielo anche, la nave bianca è sempre ripresa nella sua interezza, mai un dettaglio, perché sennò potrebbe essere considerato un depliant troppo d'avanguardia, ma non era un film quello per il quale abbiamo pagato il biglietto?
Un film, certo, in cui ciò che funziona davvero non è la regia, non sono gli attori o la sceneggiatura, ma piuttosto il “product placement”, cioè quella forma di pubblicità che prevede l’acquisto, da parte delle aziende, di spazi di esposizione del proprio prodotto in un film piuttosto che in televisione.
 
La trama è sconfortante: De Sica, solito medico puttaniere con moglie bella ed amante stratosferica, è in crisi perchè non potrà trascorrere con quest’ultima le vacanze di Natale a causa dell'infortunio occorso al figlio, ma, niente paura, si inserisce un cognato depresso, dal geniale nome di Felice, e la vacanza può partire.
Ancora una fotografia calda, corretta nei toni a corredo di una storia plautina con i soliti intrighi del maneggione De Sica, romanaccio profittatore, che non guarda in faccia nessuno pur di ottenere il suo "scopo".
 
Controstoria, non meno geniale quella dello scrittore del bestseller manuale dei single che duetta con la Hunziker, per l'occasione sfegatata amica degli animali: il tutto comincia con uno scontro cane-furgone cabina del telefono e finirà certamente (scommessa rischiosa) con un accasamento dei due.
 
Se al momento di entrare in sala sei già un po' prevenuto su film di questo tipo gli spot da subito compresi nel biglietto, il ritmo inesistente, la sorpresa, ovunque bandita in partenza (se De Sica parcheggia fuori dagli spazi sotto casa dell'aspirante suicida, dove finirà questi per cadere dalla finestra?) non possono che confermarti nelle poche certezze che ancora coltivi.
 
E se l'umorismo fisico non è volgare, non è greve, non è pesante o, semplicemente “non è”, non esiste, le battute verbali non sono meglio: "…ma perché non vuoi partecipare al concorso di miss Costa... ma se c'hai un culo così alto che a casa abbiamo dovuto comprare il cesso a castello!"o "Felice, ma con un nome così cammina almeno con un sorriso! E perché se mi chiamavo Natale camminavo con la slitta?"
 
Il rapporto tra il nuovo comico, Fabio De Luigi e Massimo Boldi è sconfortante, se con Cipollino infatti non si rideva sempre, perlomeno qualche volta sì.
La notte sulla spiaggia con l'iguana che lecca il fondoschiena allo scrittore single ne è l'esempio tipo, ve l'immaginate che cosa ne avrebbe fatto il nostro?
 
E se il primo tempo finisce in sala con un applauso (?!) anche se non corale, il secondo tempo è ancora peggio: "Sono così felice per Felice!" L'amplesso non mimato ma reale tra amante e cognato, l'una-botta-e-via di De Sica con la moglie che è veramente "una" botta... che cosa ci si può aspettare di peggio?
Potrebbe piovere... e infatti piove, con la Hunziker e De Luigi naufraghi un anno dopo sull'isola dei sogni di chiunque, meglio di chiunque altro, ma non la loro, visto che non hanno mai smesso di punzecchiarsi da 365 giorni: “…oggi è l'anniversario, di matrimonio? No, di naufragio!”, e la battuta che fanno dire a lei, omaggio naturalmente a Cast Away, è proprio da manuale: “…vediamoci pure ma non portarti quella tua amica: è una palla!”. 
E De Luigi che rivolgendosi al pallone con una faccia disegnata le dice: "Diadora, tu stasera non puoi venire!".
 
Se finisse in questo modo sarebbe ancora accettabile, ma allora perché i nostri si mettono a correre nell'acqua e a spruzzarsi come due turisti normali fino a che l'immagine non si dissolve nel finale?
Ma perché lo spot non può che finire così, sennò poi il turista si deprime, s’intristisce e poi non s'accatta o’ biglietto per Costa Crociere!
 
 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 19/12/2007 (6202)

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