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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 6190 del 14 dicembre 2007 (3344) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Quel cielo di Lombardia…
Particolare della locandina della mostra
Dipinti di paesaggio tra '800 e '900 nelle collezioni dei Musei Civici di Pavia sono l’oggetto della mostra – che facendo seguito alla grande esposizione del 2004-2005, “Paesaggi. Pretesti dell’anima”, e contribuendo a dare continuità all’approfondimento sul tema portato avanti attraverso i due Festival del Paesaggio organizzati in città nel 2006 e 2007 – presenta un nucleo di circa 50 opere non incluse nel consueto percorso espositivo pavese.
 
L’intento è quello di valorizzare le ricche collezioni dei Musei di Pavia, approfondirne lo studio e consentirne la conoscenza anche ad un pubblico più vasto di quello degli studiosi, mostrando il carattere originale della pittura lombarda tra Otto e Novecento.
 
Le prestigiose scuole lombarde, infatti, – tra cui spiccano l’Accademia Carrara di Bergamo, la Civica Scuola di Pittura di Pavia, l’Accademia di Brera di Milano – si dimostrano il contesto ideale in cui sviluppare una pittura di paesaggio caratterizzata da una cifra stilistica diversa rispetto a quella macchiaiola, ma anche piemontese e napoletana, che negli stessi anni si andavano affermando facendo da contrappunto al paesaggismo francese della Scuola di Barbizon prima e degli Impressionisti poi.
 
Ecco allora che la pittura di paesaggio lombarda diventa lo strumento ideale attraverso cui compilare un eccezionale catalogo dei luoghi più belli del paesaggio della nostra Regione e documentare le trasformazioni in atto, ponendosi anche in concorrenza con la fotografia, che progressivamente si imponeva come mezzo di osservazione e documentazione del vero.
Sul finire dell’Ottocento poi il paesaggio si trasforma in teatro delle emozioni, dando spazio anche alla forza evocativa della pittura simbolista, in cui realtà e immaginazione concorrono all’espressività pittorica dei sentimenti.
 
Le opere selezionate, che seguono anche un criterio di valorizzazione e promozione della cultura del territorio, consentono così di tracciare un percorso della pittura lombarda dal neoclassicismo e primo romanticismo – con il paesaggio ancora relegato allo sfondo della narrazione – al realismo, che ha portato all’affermazione di un genere ormai autonomo, fino al simbolismo, a cavallo tra ’800 e ‘900, e al recupero Novecentista della tradizione figurativa.
 
Tra i quadri prescelti figurano opere di Pietro Michis, Costantino Rosa, Teodolinda Migliara, Gaetano Fasanotti, Ezechiele Acerbi, Giorgio Kienerk, Francesco Trecourt, Oreste Albertini, Erminio Rossi, Pompeo Mariani, ottimi rappresentanti della pittura di paesaggio lombarda del XIX e inizi XX secolo, affiancati da Beppe Ciardi, Vittore Grubicy, Giovanni Carnovali detto il Piccio, Lorenzo Delleani, Francesco Fidanza, Pietro Ronzoni, Carlo Fornara e Riccardo Viriglio.
 
La mostra curata da Susanna Zatti, direttore Musei Civici di Pavia, è stata organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia con il patrocinio e il sostegno di Regione Lombardia.

 
 
 Informazioni 
Dove: Musei Civici del Castello Visconteo, ingresso da viale X Febbraio, 35- Pavia
Quando: prorogata fino al 20 marzo 2008, dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso al lunedì.

 

Comunicato Stampa

Pavia, 14/12/2007 (6190)




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