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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5707 del 2 luglio 2007 (1653) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Concerto a sorpresa e sorpresa in concerto
Concerto a sorpresa e sorpresa in concerto
Il concerto “a sorpresa” c’è stato lo scorso givedì sera a Pavia: con una data “vuota” in tournè, si sono presentati due cantautori americani, Bob Nanna e Owen, che hanno tenuto un concerto acustico per promuovere i loro ultimi album.
 
Atmosfera casalinga da ritrovo tra amici, chitarre e birra, hanno regalato momenti davvero unici. Se Bob Nanna ha scoperto ridacchiando che il suo cognome, in italiano, ha un significato in antitesi con il primo titolo (Insomnia), del suo album The City On Film… noi abbiamo constatato che che è però allineato con il tipo di musica che propone: sonnolenta e un po’ ripetitiva.
 
Molto più affascinante Owen, all'anagrafe Mike Kinsella, batterista di Joan of Arc, Owls e Cap n Jazz, chitarrista e cantante di American Football e The One Up Downstairs. Owen è il nome del suo progetto acustico e solista, un po' folk, un po' country: quattro dischi all'attivo (l'ultimo, At Home With Owen, è uscito da poco in Italia) e infinite collaborazioni con Maritime, Aloha e Rainer Maria. Approda in Italia per seconda volta dopo quattro anni dal breve tour con Joan Of Arc. Poetico, disinvolto, ad un certo punto, non ricordandosi più gli accordi di una sua canzone, ha invitato sul palco un suo fan e l’ha convinto a suonarla lui stesso.
 
La “sorpresa” in concerto, invece, l’hanno offerta tre amministratori locali che, con uno spiritaccio invidiabile, si sono messi in gioco salendo sul palco e offrendo il loro meglio nell’interpretare e riproporre canzoni degli anni ‘60 e non solo.
Andiamo con ordine. Venerdì sera (29 giugno), a Torre d’Isola, nel cortile dlla Villa Botta Adorno, si è tenuta una “tappa” della serie Festival Anni ‘60, una sorta di concerto itinerante con tanto di votazione all’applausometro che vedeva protagonisti Mario Tesuto, Giuliano dei Notturni, Gianni Pettenati e Renato dei Profeti.
 
Allora, fatto salvo l’indiscutibile diritto di questi quattro signori di riproporre alcuni capitoli delle loro più che onorate carriere e non esprimendo giudizio alcuno sulle loro attuali capacità canore (che in ogni caso sarebbero ininfluenti davanti al successo che hanno alle spalle) vorrei sottolineare invece il loro coraggio e la loro tenacia nel cercare di esibirsi in condizioni veramente estreme e indegne della loro professionalità, a cominciare dai due presentatori-organizzatori (veramente imbarazzanti per impreparazione, approssimazione e scarsa conoscenza della lingua italiana) per passare ai due ragazzini (più la valletta di turno) che facevano finta di suonare sulle basi pre-registrate e finire con i fonici che “ne hanno fatte più di Bertoldo” costringendo il povero Tessuto a riprendere due volte una canzone più volte interrotta e mai portata a termine.
L’appalusometro, poi, altro non era che un microfono collegato ad un amplificatore i cui lead segnalavano il volume degli applausi (opportunamente aiutati dal pedale della batteria).
 
Poi, all’improvviso, una boccata di aria fresca: sul palco sono saliti l’Assessore alla Cultura Marco Facchinotti (voce), Giorgio Guardamagna (tastiere) e Gianluigi Secchi (chitarra), rispettivamente capogruppo di Lega Nord e Forza Italia, tutti e tre membri dell’Amministrazione Provinciale di Pavia (da qui, il nome del gruppo:"Los Provinciales").
 
Ebbene, con una vivacità e una preparazione degna di professionisti, sono riusciti a divertire e, a tratti, anche ad emozionare i quasi duemila spettatori dello spettacolo. Il mio plauso più grande va veramente a questi tre, perché il loro è stato un gesto coraggioso, spiritoso e generoso (non si sono certo risparmiati) che è servito a ricordare che dietro ad ogni carica pubblica c’è sempre un uomo normale con le sue passioni, i suoi sogni, i suoi desideri. Bravi!
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 02/07/2007 (5707)

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