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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 5610 del 4 giugno 2007 (2132) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La teatralità popolare in archivio
La teatralità popolare in archivio
Raccogliere vestigia del tempo labili e friabili per poter costruire le memoria come un’architettura solida che duri negli anni”: questo – riassunto con le parole di Antonio Sacchi, dirigente del Settore Cultura della Priovincia di Pavia – l’intento dell’Archivio della teatralità popolare della provincia di Pavia.
 
In pratica si tratta di un progetto per ricercare, studiare e catalogare tutte le attività legate alla teatralità popolare nel recupero della memoria storica del nostro territorio dalla cultura al paesaggio (momenti rituali e collettivi delle nostre comunità, alla cultura materiale, alla storia degli insediamenti umani, all'evoluzione del paesaggio ambientale).
 
Importanti soggetti sono stati coinvolti nella creazione e gestione dell’Archivio sottoscrivendo una convenzione d’intesa con la Provincia di Pavia: l’Università degli Studi di Pavia, l’Associazione “Peppino Sarina – Amici del burattino” di Broni, la “Casa degli Alfieri” di Asti e la Fondazione “Adolescere” di Voghera, presso la quale avrà sede l’Archivio.
 
A sovrintendere il progetto sono un comitato scientifico e un comitato tecnico organizzativo costituiti dai rappresentanti delle realtà firmatarie (Marco Facchinotti, Assessore ai Beni e Attività culturali della Provincia di Pavia, i professori Stella e Polimeni dell’ateneo pavese, Antonio Sacchi, Alessandra Genola e lo storico Pietro Porta, presidentessa e ricercatore dell'Associazione "Peppino Sarina" e Giovanni Schiesaro, direttore di Adolescere, sono solo alcuni dei nomi locali); mentre al lavoro di “mappatura” penseranno i rappresentanti della "Curmà. Idee e progetti per lo sviluppo sostenibile”, giovane società nata con lo scopo di promuovere azioni rivolte allo sviluppo sostenibile, attraverso consulenze, ricerche, studi, progetti di valorizzazione delle risorse del territorio.
 
Come prima fase operativa dell’Archivio si è deciso di affrontare il tema legato al censimento delle manifestazioni di teatralità popolare nel territorio dell’Oltrepò, anche se l’Ente sta già guardano ad efficaci progetti di valorizzazione e rivitalizzazione che vadano oltre i confini provinciali, interessando istituzioni e soggetti a livello regionale e nazionale.
 
Il metodo di lavoro seguirà sostanzialmente tre filoni di rilevazione.
Si indagherà tra le testimonianze di pratiche comunitarie e non (quindi canti, musiche e danze popolari), manifestazioni riconducibili a feste (per ricorrenze come il Natale, la Pasqua, il Carnevale…), al ciclo delle stagioni (festeggiamenti per semina o la raccolta… i balli sull’aia delle mondine) o a momenti di vita (nascite, matrimoni, …) raccogliendo testi e scritti in merito.
Si interrogheranno testimoni dell’oralità espressiva, depositari di canti, filastrocche, racconti e ritornelli, e si raccoglieranno le esperienze degli interpreti dell’espressività popolare (musicisti, attori e cantanti) per capire come il loro lavoro interpreta la memoria popolare),  realizzando interviste, anche video nei casi in cui la mimica dei protagonisti si riterrà capace di dare un valore aggiunto alla testimonianza.
 
Moltissime sono le iniziative vive solo nella memoria popolare e nei ricordi degli anziani, tante le tracce scritte e orali i documenti – conclude Alessandra Genola –… insomma c’è un ricco potenziale nascosto che merita di essere portato alla luce e ritornato alla comunità di appartenenza attraverso manifestazioni e spettacoli, ecco come è nata l’idea dell’archivio, che vuole diventare un centro di documentazione cartacea, audio e video per catalogazione prima e divulgazione e promozione poi”.
 
Obiettivo primario sarà poi quello di dare vita all’Atlante delle tradizioni, delle feste, dei rituali, degli interpreti e dei testimoni di espressività popolare presenti nel territorio dell’Oltrepò pavese.
 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 04/06/2007 (5610)

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