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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 5595 del 31 maggio 2007 (3340) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
“Paesaggi Umani” 1957-2007
Un'opera dell'artista
Se l’arte è anche l’indagine che svela i meccanismi più profondi e nascosti della natura, Sandra Tenconi sa esprimerla efficacemente.
 
Il titolo della sua mostra, Paesaggi Umani - in programma dal sabato a Pavia -, è significativo: “…quell’indagare su volti e corpi con un segno di matita impietoso e il “guardare dentro” al soggetto, non è altro che spostare l’occhio con lo stesso segno crudo e incisivo sull’“ascella di un tronco” o su di un relitto sull’argine del Ticino.
Rimandi ambiziosi tra un corpo umano e la solida pesantezza di un tronco rugoso, tra rughe espressive di un volto e le radici contorte di un albero”.
 
La mostra ripercorre cinquanta anni di attività artistica ponendo un particolare accento sull’interpretazione della figura.
Nei lavori degli esordi la natura è madre e si conserva originale pur nell’eclettismo dell’artista, non imbrigliata in alcun genere, bensì duttile nella versatilità di stili e tecniche: matita, carbone, pastello, olio ed acrilici.
I soggetti si rinnovano quando – agli inizi degli anni ’90 – mescola, ai disegni a sfondo vegetativo, dolorosi autoritratti in serie dove spoglia il suo Io senza riserve né pudori, donando immagine riflessa della sua anima. I ritratti proseguono coinvolgendo attori e famigliari fino ai piccoli nudi del 2006.
 
L’antologica - seguendo il filo ininterrotto che accomuna indissolubilmente la Tenconi alla natura, fonte ispiratrice del suo “fare” – presenta una sezione dedicata alle amate e “classiche” ortensie, una serie di opere ispirate da suoi viaggi: i pastelli della serie “Provenza” (presentata alla Galleria San Carlo di Milano), il Bosforo, il Monte San Martino, le cascate del Tirolo e quelle del Potomac per arrivare alle recentissime tele del 2007 riprese dai 123 disegni eseguiti all’Isola dell’Elba sul finire degli anni Novanta con “Bagnanti sulle rocce” .
 
La tecnica, al limite dell’informale, è molto materica e violenta.
Lungo il suo percorso artistico la tavolozza dei colori si apre a fisarmonica, declinando tonalità diverse, quasi a seguire l’evoluzione nel suo cammino umano. Si passa così dai toni vivaci, accesi, arditamente contrastanti, forti, definiti, che caratterizzano i lavori del primo periodo, ai grigi, alle terre, ai bianchi sontuosi, sempre più evanescenti, informali, laceranti e lacerati. Non mancano tuttavia macchie di blu, giallo, arancio ed i ricorrenti verdi, viola e fucsia.
 
Si avvertono gli umori vegetali impastati con le segrete fibre dell’animo messe a nudo sulla tela (i grumi di rami, radici, foglie, fiori, i tappeti cedevoli di aghi e terriccio che paiono graffiare quasi con le unghie); non trasmettono pace, ma l’inquietudine è dinamica, non definisce contorni, ed i colori gridano. Similmente la figura vive dentro il paesaggio, vi si confonde senza alcuna distinzione: si fa essa stessa roccia.
Gli spazi sono perennemente protesi all’infinito, i corpi invocano l’azzurro della libertà assoluta. Ampie distese nelle quali l’occhio, catturato da una sconfinata vastità, cerca magari con fatica di aggrapparsi ad un dettaglio per spezzare la corsa, invece incontra i colori ed i loro inattesi riflessi nella straordinarietà delle composizioni.
 
Sandra Tenconi si è diplomata nel 1960 all'Accademia di Brera, allieva di Carpi e Cantatore. Di formazione milanese, ha vissuto nella città lombarda dal 1952 al 1977. Oggi vive e lavora a Pavia.
Espone dal 1957. Oltre a molte collettive in Italia e all'estero ha tenuto una cinquantina di personali. Tra le più importanti: Galleria Bergamini, Milano (1960); Musei Civici di Varese (1984); Galleria San Carlo, Milano 1991e 1995); S. Maria Gualtieri a cura del Comune di Pavia (1985); antologica al Museo di arte Moderna di Ankara; Museo Turco Islamico di Istanbul, Borsa, Smime (1999- 2000); antologica al Castello di Masnago a cura del Comune di varese (2002); Istituti di cultura di Wolfsburg, Amburgo, Bruxelles, Ljubjana, Maribor (2003).
 
 Informazioni 
Dove: Spazio Arti contemporanee “Broletto”, Piazza della Vittoria - Pavia
Quando: dal 9 giugno al 15 luglio 2007, nei seguenti orari: martedì-venerdì: 16.30-19.30, sabato e domenica: 10.30-12.30/16.30-19.30
Ingresso: libero
Per informazioni:
Tel.: 0382/399343-424
 
 
Pavia, 31/05/2007 (5595)




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